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JAMBLE Cafè => Chiacchere in libertà => Discussione aperta da: Ombra/luce il 28 Novembre, 2022, 05:33 AM

Titolo: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Ombra/luce il 28 Novembre, 2022, 05:33 AM
Mi stavo chiedendo, noi, con la chitarra, dov'è che vogliamo arrivare? La visualizziamo la meta finale del nostro viaggio? Al di là delle fantasticherie, dov'è che vogliamo arrivare? qual'è il nostro metro di giudizio per sentirci finalmente realizzati con la chitarra (sempre che non ci si senta già)?

Per quanto riguarda me, temo proprio che non abbia le idee ben chiare, inseguo sempre qualcosa che è più avanti, cosa che ahimè tende a darmi insoddisfazione del mio stadio, magari faccio anche belle cose all'orecchio di amici, però tendo a non accorgermene, sento sempre che là fuori c'è molto di più rispetto a me e che ho ancora tanta strada, però mi chiedo, facendo un esame di coscienza, tanta strada per arrivare dove? Chi me lo fa fare a inseguire ciò che è più avanti di dove sono io, finendo all'infinito a inseguire qualcosa, perchè alla fine ogni gradino raggiunto, ce ne sarà sempre uno dopo? Perchè mai devo ricercare qualcosa di più difficile la volta dopo e rigettare ciò che, per il mio stadio, è ormai troppo semplice, come se dovessi per forza salire ogni volta un gradino di difficoltà, per arrivare non so nemmeno dove? E' così fondamentale cercare di diventare sempre più bravi finendo per non visualizzare mai la meta di arrivo, non è forse mero egocentrismo fine a sè stesso, una difficoltà ad accettare che ci sarà sempre chi è più avanti, che porta a ricercare di avvicinarvisi all'infinito, finendo per non visualizzare più una meta di arrivo? Sono domande che faccio a me stesso, non parlo per nessun altro naturalmente.
E' un pò uno sclero di prima mattina, lo so, però può essere spunto di dialogo e di ragionamento personale!

Dove volete arrivare con la chitarra, qual'è il momento in cui direte "finalmente ho percorso la strada che sognavo quando ho comprato la mia prima chitiarra, ora posso fermarmi"? Qual'è la fine di questo viaggio e il raggiungimento della vostra meta?

Dite la vostra, magari anche ponendovi domande a voi stessi, come ho fatto io!
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: dragon_g il 28 Novembre, 2022, 06:09 AM
Io voglio diventare una Rock Star  :D
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Ombra/luce il 28 Novembre, 2022, 06:10 AM
Citazione di: dragon_g il 28 Novembre, 2022, 06:09 AMIo voglio diventare una Rock Star  :D
:laughing: te lo auguro
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: elzeviro il 28 Novembre, 2022, 06:44 AM
qualcuno ha già detto: "il percorso è già la mèta".
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Ombra/luce il 28 Novembre, 2022, 06:50 AM
Citazione di: Elzeviro il 28 Novembre, 2022, 06:44 AMqualcuno ha già detto: "il percorso è già la mèta".
Non male come frase.. :-\
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 28 Novembre, 2022, 07:07 AM
Da parte mia, ho raggiunto alcuni obbiettivi che mi ero posto. La cosa forse curiosa (ma non so poi quanto, in verità) è che erano obiettivi di comprensione, più che tecnici.
Volevo capire come e perché alcune armonie sviluppano in me forti sensazioni, come e perché erano state scritte, come si improvvisa, quali tecniche sono legate all'improvvisazione, perché si sceglie una scala, un modo, un arpeggio, un ritmo e come gestire il seguito, creando un racconto, quali cose fossero importanti per la formazione di un suono, ecc..

Non è mai un viaggio finito ed è giusto che sia così. Già solo la teoria può durare anni, poi ci sono gli stili. C'è chi sceglierà di super-imporre un certo arpeggio e chi sceglierà una certa scala per fermare lo stesso identico momento in modi diversi.

La maggioranza, per fortuna, non arriva mai e chi "arriva" perde interesse e entusiasmo.

All'inizio, per fare un esempio, mi accorsi subito che se suonavo discretamente un brano, non lo ascoltavo più e spesso, lo stesso mi deludeva e lo rivalutavo come un brano assai meno interessante di quanto non fosse prima di suonarlo.

Se pensi di "possedere" qualcosa, è facile perdere interesse per essa. La musica, per fortuna, può essere un viaggio senza fine, se la tua disposizione è quella di lanciarti in sfide sane, dettate solo dalla curiosità e dalla voglia di capire e crescere, senza sentire mai che sei giunto al capolinea. Credo che il trucco sia darsi un nuovo capolinea.
Se invece rincorri le cose con smania, ti porterai un'eterna sofferenza dentro. Se ti poni un obiettivo e lo raggiungi e non vedi che sei solo arrivato ad una tappa, ma non hai ancora raggiunto il vertice, perderai interesse.
Conviene cercare di pensare che mentre la scali, la montagna cresca assieme a te. O se preferisci, pensa alla presunta felicità di Sisifo, mentre guarda la pietra nuovamente rotolata giù.
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Ombra/luce il 28 Novembre, 2022, 07:22 AM
Citazione di: Vu-meter il 28 Novembre, 2022, 07:07 AMAll'inizio, per fare un esempio, mi accorsi subito che se suonavo discretamente un brano, non lo ascoltavo più e spesso, lo stesso mi deludeva e lo rivalutavo come un brano assai meno interessante di quanto non fosse prima di suonarlo.
Questa cosa la capisco molto bene e ho cercato di limarla e trattenerla perchè non sta scritto da nessuna parte che per essere di valore qualcosa equivalga a fare i giocolieri con lo strumento.. eppure dopo che una cosa la imparo effettivamente ne perdo di interesse, mi viene da ricercare immediatamente dopo quel passo successivo, quella difficoltà maggiore, che forse mi fa distogliere lo sguardo da un fine ultimo, ovvero emettere io stesso della musica, senza limitarmi soltanto ad amarla ascoltandola.

Comunque quel che dici in tutto il post mi fa ragionare molto, quella ricerca di un vertice, anche impossibile, quindi egocentrica, devo cercare di togliermela perchè è malsana e tende a lasciarmi una continua insoddisfazione, senza permettermi di gioire delle cose che mi escono bene.. perchè là fuori c'è chi lo fa meglio, quindi mi diventa più una sfida personale a inseguire un ideale che godere dei miei passi con lo strumento, e questo vale pure col pianoforte!
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 28 Novembre, 2022, 07:41 AM
C'è anche da dire che tutti, comunque, passiamo dei periodi in cui questa autovalutazione negativa salta fuori e ci fa soffrire... Non sei solo. :abbraccio:
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Santano il 28 Novembre, 2022, 01:28 PM
Citazione di: Vu-meter il 28 Novembre, 2022, 07:07 AMConviene cercare di pensare che mentre la scali, la montagna cresca assieme a te. O se preferisci, pensa alla presunta felicità di Sisifo, mentre guarda la pietra nuovamente rotolata giù.

Bella questa similitudine, in fondo cerco di fare come sopra anche se a volte mi demoralizzo
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 28 Novembre, 2022, 02:23 PM
Citazione di: Santano il 28 Novembre, 2022, 01:28 PMBella questa similitudine, in fondo cerco di fare come sopra anche se a volte mi demoralizzo


Capita a tutti, spesso siamo più esigenti da noi stessi che dagli altri.
:abbraccio:
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Santano il 30 Novembre, 2022, 07:51 PM
Citazione di: Vu-meter il 28 Novembre, 2022, 07:41 AMC'è anche da dire che tutti, comunque, passiamo dei periodi in cui questa autovalutazione negativa salta fuori

Devo dire che da anni non mi succede più di cadere nel periodo nero. Prima il pericolo era sempre imminente, spesso abbandonavo la chitarra per mesi, mi ritrovavo col morale a terra
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Ombra/luce il 30 Novembre, 2022, 08:15 PM
Citazione di: Santano il 30 Novembre, 2022, 07:51 PMDevo dire che da anni non mi succede più di cadere nel periodo nero. Prima il pericolo era sempre imminente, spesso abbandonavo la chitarra per mesi, mi ritrovavo col morale a terra
Ma più che abbandonare si parlava della tendenza a svalutare dei brani che magari da ascoltatori amavamo, solo perchè ci risultavano semplici da suonare. La tendenza, prettamente degli "addetti ai lavori" a valutare la forza di una canzone solo in base a quanto questa sia complessa!
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: robland il 01 Dicembre, 2022, 10:15 AM
Abbiamo idee che contano molto per noi ed altre che, anche se le esplicitiamo ad alta voce urbi et orbi, in realtà non sono una priorità.
Per me ad esempio delineare un traguardo non è mai stata una cosa importante. Potrei fare uno sforzo e buttare giù una bozza di obiettivo ma la disattenderei il giorno dopo. Il mio vero obiettivo infatti è divertirmi, giorno dopo giorno, e godermi ogni singola suonata, ogni singola nota anche quando si tratta di un esercizio noioso e ripetitivo.
Il mio obiettivo è mantenere viva la fiamma, alimentarla, continuare a essere affamato a 360 gradi (tecnica, teoria, precisione, brani, ascolto, qualunque cosa). Se un giorno ho voglia di colmare delle lacune, bene: mi metto sotto e mi dedico all'apprendimento; ma senza forzarmi, altrimenti va benissimo anche accompagnare un brano o suonare quattro lick a chitarra spenta.
Vorrei solo evitare di accasciarmi addormentato sulla chitarra per il sonno e la stanchezza come ieri ad esempio, perché lo trovo un quadretto piuttosto deprimente.  :laughing:

Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Ombra/luce il 01 Dicembre, 2022, 03:32 PM
Citazione di: robland il 01 Dicembre, 2022, 10:15 AMAbbiamo idee che contano molto per noi ed altre che, anche se le esplicitiamo ad alta voce urbi et orbi, in realtà non sono una priorità.
Per me ad esempio delineare un traguardo non è mai stata una cosa importante. Potrei fare uno sforzo e buttare giù una bozza di obiettivo ma la disattenderei il giorno dopo. Il mio vero obiettivo infatti è divertirmi, giorno dopo giorno, e godermi ogni singola suonata, ogni singola nota anche quando si tratta di un esercizio noioso e ripetitivo.
Il mio obiettivo è mantenere viva la fiamma, alimentarla, continuare a essere affamato a 360 gradi (tecnica, teoria, precisione, brani, ascolto, qualunque cosa). Se un giorno ho voglia di colmare delle lacune, bene: mi metto sotto e mi dedico all'apprendimento; ma senza forzarmi, altrimenti va benissimo anche accompagnare un brano o suonare quattro lick a chitarra spenta.
Vorrei solo evitare di accasciarmi addormentato sulla chitarra per il sonno e la stanchezza come ieri ad esempio, perché lo trovo un quadretto piuttosto deprimente.  :laughing:


Parole molto belle ed appassionate che sicuramente insegnano!
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Moonchild il 14 Dicembre, 2022, 05:45 PM
Interessante discussione... Sono passati già 2 anni da quando ho deciso di riprendere a suonare la chitarra. L'obbiettivo iniziale era quello di divertirmi più possibile e riuscire ad ottenere un playing più efficace rispetto ai tempi che furono e mettere su un repertorio di cover piu ampio rispetto al passato, sfruttando le tante risorse che oggi abbiamo a disposizione e che ai miei tempi non c'erano.
Il primo anno è stato positivo anche perchè, ripartendo da zero, i miglioramenti erano costanti e quotidiani, ma negli ultimi mesi sto attraversando un periodo buio in quanto fatico a migliorare e ad ottenere risultati soddisfacenti, in particolare con la plettrata alternata. A volte ho la sensazione di sprecare tempo prezioso che potrei dedicare maggiormente allo studio di brani, teoria ecc... invece passo ore e ore a fare esercizi di tecnica senza ottenere i risultati sperati... Quando ho ripreso 2 anni fa, mi ero promesso di non focalizzarmi troppo sulla tecnica appunto per evitare di incorrere in una spirale negativa come mi accadde anche da ragazzo. Ma mi rendo anche conto che una buona tecnica è indispensabile per riuscire nel progetto che ho in mente. Tutto ciò è molto frustrante... non nego che a volte ho la tentazione di mollare, ma poi mi passa... soprattutto quando penso a tutto quello che ho investito in chitarre...  :D
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Donatello Nahi il 14 Dicembre, 2022, 06:05 PM
Citazione di: Moonchild il 14 Dicembre, 2022, 05:45 PMInteressante discussione... Sono passati già 2 anni da quando ho deciso di riprendere a suonare la chitarra. L'obbiettivo iniziale era quello di divertirmi più possibile e riuscire ad ottenere un playing più efficace rispetto ai tempi che furono e mettere su un repertorio di cover piu ampio rispetto al passato, sfruttando le tante risorse che oggi abbiamo a disposizione e che ai miei tempi non c'erano.
Il primo anno è stato positivo anche perchè, ripartendo da zero, i miglioramenti erano costanti e quotidiani, ma negli ultimi mesi sto attraversando un periodo buio in quanto fatico a migliorare e ad ottenere risultati soddisfacenti, in particolare con la plettrata alternata. A volte ho la sensazione di sprecare tempo prezioso che potrei dedicare maggiormente allo studio di brani, teoria ecc... invece passo ore e ore a fare esercizi di tecnica senza ottenere i risultati sperati... Quando ho ripreso 2 anni fa, mi ero promesso di non focalizzarmi troppo sulla tecnica appunto per evitare di incorrere in una spirale negativa come mi accadde anche da ragazzo. Ma mi rendo anche conto che una buona tecnica è indispensabile per riuscire nel progetto che ho in mente. Tutto ciò è molto frustrante... non nego che a volte ho la tentazione di mollare, ma poi mi passa... soprattutto quando penso a tutto quello che ho investito in chitarre...  :D


Io penso che come in tutte le cose valga il buon senso...ma anche che siamo diversi gli uni dagli altri...io personalmente credo di aver,soprattutto in passato, perso molto tempo ,inutilmente, ad imparare brani famosi, in cui c'erano tecniche di cui non sapevo manco il nome nè l'esistenza...come si puó pretendere di eseguire bene quei brani....l'ideale secondo me é miscelare un pó di studio di teoria/tecniche...ed un pó di tempo in suonate..ed a questo proposito,con tutti i miei limiti,cerco pure di fare cose "mie"...lo trovo piú divertente...cercando di applicare le cose studiate...improvvisazioni...etc...un buon metodo potrebbe essere quello di abbonarsi ai siti tipo truefire...dove gli argomenti ed i corsi sono offerti con un certo ordine di difficoltá...detto questo ognuno ha il suo metodo ;)
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Ombra/luce il 14 Dicembre, 2022, 06:52 PM
Citazione di: Moonchild il 14 Dicembre, 2022, 05:45 PMInteressante discussione... Sono passati già 2 anni da quando ho deciso di riprendere a suonare la chitarra. L'obbiettivo iniziale era quello di divertirmi più possibile e riuscire ad ottenere un playing più efficace rispetto ai tempi che furono e mettere su un repertorio di cover piu ampio rispetto al passato, sfruttando le tante risorse che oggi abbiamo a disposizione e che ai miei tempi non c'erano.
Il primo anno è stato positivo anche perchè, ripartendo da zero, i miglioramenti erano costanti e quotidiani, ma negli ultimi mesi sto attraversando un periodo buio in quanto fatico a migliorare e ad ottenere risultati soddisfacenti, in particolare con la plettrata alternata. A volte ho la sensazione di sprecare tempo prezioso che potrei dedicare maggiormente allo studio di brani, teoria ecc... invece passo ore e ore a fare esercizi di tecnica senza ottenere i risultati sperati... Quando ho ripreso 2 anni fa, mi ero promesso di non focalizzarmi troppo sulla tecnica appunto per evitare di incorrere in una spirale negativa come mi accadde anche da ragazzo. Ma mi rendo anche conto che una buona tecnica è indispensabile per riuscire nel progetto che ho in mente. Tutto ciò è molto frustrante... non nego che a volte ho la tentazione di mollare, ma poi mi passa... soprattutto quando penso a tutto quello che ho investito in chitarre...  :D

Io col tempo mi sono trovato a dare molta più importanza alla teoria che alla tecnica, però poi sono ritornato a quest'ultima perchè al di là del concetto teorico, l'atto di suonare lo strumento e farlo bene, come si vorrebbe, è altrettanto importante, se vorresti suonare delle cose che non ti riescono perchè ti manca destrezza adeguata è un problema e me ne sono accorto col tempo. La teoria è bella, apre la mente e in un certo senso aiuta a visualizzare bene la tastiera, però la destrezza sullo strumento è altrettanto importante, perchè se non si riesce a gestire ciò che vorremmo suonare poi diventa frustrante, pertanto l'esercitazione giornaliera è tornata negli ultimi tempi ad essere una costante per me. Lo strumento alla fine si suona con le mani, le mani (e la mente) vanno addestrate, c'è poco da fare!  :laughing:
Magari non ti impuntare su un solo esercizio tutta la sessione, relegalo ad un 10 minuti al giorno o anche di tanto in tanto quando prendi la chitarra in mano e fallo ragionando, magari fallo a metronomo lento, fino a che non ti viene ad occhi chiusi, poi aumenti la velociità pian piano! Puoi anche crearti tu stesso degli esercizietti che trattino ciò che ti è complicato, così da prenderci familiarità!
Ero arrivato a conoscere tanti concetti teorici ma essere un bradipo con le mani, cosa che mi rendeva comunque insoddisfatto, ho quindi riportato i pesi della bilancia sulla stessa altezza, la tecnica è importante e non parlo di shredding o chissà cosa, quel tanto che ci serve, individualmente, per divertirci con lo strumento senza impedimenti!
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 14 Dicembre, 2022, 07:35 PM
Molti studiano tanto, ma faticano ad avere dei risultati. Ci sono diversi motivi, per cui questo accade.

Quasi ogni giorno, mi viene voglia di fare un corso apposito per insegnare a studiare. Poi penso all'impegno che comporta e al fatto che nessuno pagherebbe mai per un corso con queste premesse, pur essendo invece, il corso più importante di tutti, in assoluto, perché prepara ad imparare.

È un vero peccato. Alla fine non lo farò forse mai, oppure chissà, tra molti anni, se mai andrò in pensione..
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Ombra/luce il 14 Dicembre, 2022, 11:18 PM
Citazione di: Vu-meter il 14 Dicembre, 2022, 07:35 PMMolti studiano tanto, ma faticano ad avere dei risultati. Ci sono diversi motivi, per cui questo accade.

Quasi ogni giorno, mi viene voglia di fare un corso apposito per insegnare a studiare. Poi penso all'impegno che comporta e al fatto che nessuno pagherebbe mai per un corso con queste premesse, pur essendo invece, il corso più importante di tutti, in assoluto, perché prepara ad imparare.

È un vero peccato. Alla fine non lo farò forse mai, oppure chissà, tra molti anni, se mai andrò in pensione..
Non sarebbe male intanto un topic sull'argomento, sarebbe un contenuto didattico di valore perché l'importanza del metodo di studio è altissima!
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 15 Dicembre, 2022, 06:31 AM
Citazione di: Ombra/luce il 14 Dicembre, 2022, 11:18 PMNon sarebbe male intanto un topic sull'argomento, sarebbe un contenuto didattico di valore perché l'importanza del metodo di studio è altissima!


Purtroppo gli argomenti sono moltissimi e lunghi da spiegare.. entra in ballo un po' di psicologia spicciola da edicola e come il nostro cervello reagisce a certi stimoli.
Sono cose che in post non ci stanno, forse neppure in un libro, perché servono esempi visivi e uditivi, ecc..
 :sorry:

Ogni cosa che studiamo ha i suoi tricks: scale, accordi, progressioni, teoria, tecnica, ecc.. che aiutano a memorizzare prima e meglio, rispetto alla pura ripetizione.
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Moonchild il 16 Dicembre, 2022, 01:51 AM
Citazione di: Ombra/luce il 14 Dicembre, 2022, 06:52 PMIo col tempo mi sono trovato a dare molta più importanza alla teoria che alla tecnica, però poi sono ritornato a quest'ultima perchè al di là del concetto teorico, l'atto di suonare lo strumento e farlo bene, come si vorrebbe, è altrettanto importante, se vorresti suonare delle cose che non ti riescono perchè ti manca destrezza adeguata è un problema e me ne sono accorto col tempo. La teoria è bella, apre la mente e in un certo senso aiuta a visualizzare bene la tastiera, però la destrezza sullo strumento è altrettanto importante, perchè se non si riesce a gestire ciò che vorremmo suonare poi diventa frustrante, pertanto l'esercitazione giornaliera è tornata negli ultimi tempi ad essere una costante per me. Lo strumento alla fine si suona con le mani, le mani (e la mente) vanno addestrate, c'è poco da fare!  :laughing:
Magari non ti impuntare su un solo esercizio tutta la sessione, relegalo ad un 10 minuti al giorno o anche di tanto in tanto quando prendi la chitarra in mano e fallo ragionando, magari fallo a metronomo lento, fino a che non ti viene ad occhi chiusi, poi aumenti la velociità pian piano! Puoi anche crearti tu stesso degli esercizietti che trattino ciò che ti è complicato, così da prenderci familiarità!
Ero arrivato a conoscere tanti concetti teorici ma essere un bradipo con le mani, cosa che mi rendeva comunque insoddisfatto, ho quindi riportato i pesi della bilancia sulla stessa altezza, la tecnica è importante e non parlo di shredding o chissà cosa, quel tanto che ci serve, individualmente, per divertirci con lo strumento senza impedimenti!


Sono assolutamente d'accordo con il tuo ragionamento. Con una buona tecnica si può arrivare a suonar bene qualunque cosa pur non avendo alcuna nozione di teoria. Se c'e l'hai è sicuramente meglio, ma per suonare bene occorre padronanza dello strumento, al contrario ho qualche dubbio... Ho visto una miriade di chitarristi suonare da dio senza neanche sapere cosa facevano sullo strumento. La teoria è importante, ma senza la tecnica per metterla in pratica non si va da nessuna parte...
In quanto ai miei problemi, di certo non mi limito ad un solo esercizio anzi, ne faccio diversi visto che sono alle prese con più corsi ma, purtroppo, come dicevo, da qualche mese fatico ad ottenere miglioramenti concreti. Nello specifico sulla plettrata alternata che, a detta di tutti, è una delle tecniche in assoluto più difficili da sviluppare, cosa di cui mi sto rendendo conto ogni giorno di più... Inoltre, sempre più spesso incappo in periodi di crisi durante il quale, oltre a non riuscire a migliorare di 1 bpm, fatico anche a mantenere risultati già acquisiti e i bpm, invece di aumentarli, sono costretto a diminuirli. Tutto ciò mi sta provocando grande frustrazione, perdita di motivazione e tanti interrogativi che quotidianamente mi pongo:


1) vale la pena continuare?

2) forse mi ero fatto troppe aspettative illudendomi che sarebbe stato più semplice arrivare a risultati da shredder?

3) forse ho raggiunto il mio limite oltre il quale non riuscirò ad andare per ragioni genetiche o anagrafiche?

4) forse sono troppo vecchio (46 anni) per raggiungere certi risultati perchè i tendini e il cervello non sono reattivi come a 20 anni?

5) forse sbaglio metodo di studio?

6) forse è lo stress?

7) o forse devo solo avere pazienza e insistere perchè più si alza l'asticella più diventa difficile mantenere e migliorare certi risultati?

Ancora non sono riuscito a trovare le risposte e non so più cosa pensare...
Scusate lo sfogo.
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 16 Dicembre, 2022, 07:40 AM
Ciao caro, ti rispondo per punti :

1) secondo me, sì; per molti motivi diversi. Anzitutto, se una cosa ti piace, vale sempre la pena farla e poi la musica non è una gara di velocità dove o shreddi o non suoni per niente. Anzi, in molti casi, la velocità è un ostacolo. Di gente che viaggia a velocità supersoniche siamo pieni, ma di gente che suona bene, no.

2) è possibile. Moltissimi compiono l'errore di ragionamento: "se ce la fa lui, ce la faccio anche io". Non è affatto vero, dipende da moltissimi fattori, anche neurologici. Ma come dicevo al punto 1, vale la pensa continuare, se la musica ti dà qualcosa a livello personale.

3) anche questo è possibile. Tutti abbiamo un limite e non conoscendoti dal punto di vista didattico non so dirti se tu ci sia arrivato o meno. Ma potrebbe anche essere che stai studiando male.

4) certamente la giovane età è un grandissimo aiuto, ma 46 sei ancora giovane a sufficienza per migliorare e crearti un percorso di crescita. Non darei assolutamente la colpa all'età. Io ho 54 anni e posso assicurarti che ho continuato a crescere fino a ieri, non mi sono certo fermato a 46 anni (e io ho danni neurologici serissimi, per cui .... )

5) personalmente, finchè non ho scoperto come dovevo studiare e a quali cose dovevo dare priorità ed attenzione per migliorare, non sono andato molto lontano per anni. Poi ho studiato come studiare e da allora le cose sono scivolate abbastanza velocemente. Non voglio arrivare a dire che ho fatto più passi avanti negli ultimi 10 anni che nei precedenti 30, ma in proporzione, è così.

6) lo stress gioca un ruolo pesante in ogni cosa e tu devi certamente cercare di vivere la musica e i tuoi progressi SENZA stress. Ripeto, non è una gara e la tua vita non è in pericolo. È una cosa da affrontare con piacere, non con senso di urgenza.

7) questo è senz'altro vero, ma è anche vero che se impari ad imparare, poi farai sempre prima. Hai mai notato come chi se la cava con i computer, se la cava sempre anche con altri strumenti tecnologici? È perchè ha sviluppato una mentalità che poi applica a qualsiasi device o a qualsiasi situazione simile. Devi fare lo stesso per imparare. Se sai come studiare, applichi i metodi e fai attenzione agli ostacoli, imparare diventa più facile e più rapido.


Domanda di curiosità: sei mai stato da un insegnante ?
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Moonchild il 18 Dicembre, 2022, 05:29 PM
Eccomi Vu, scusa il ritardo. Ti ringrazio per la risposta e la disponibilità. Terrò sicuramente conto del tuo autorevole parere e dei tuoi suggerimenti.
Per quanto riguarda l'insegnate, ne ho avuti un paio quando ero ragazzo. Il primo mi diede giusto un infarinata generale su teoria e tecnica dello strumento appena iniziai a suonare. Successivamente ne ho avuto un altro, molto qualificato, ma nonostante ciò non fu una buona esperienza, per il semplice fatto che si rivelò un insegnate non adatto alle mie esigenze, per vari motivi, dovuti al suo stile chitarristico e al suo modo di insegnare. Posso assicurarti che ho imparato più da solo che con lui.
In questa mia seconda vita chitarristica ho deciso (per adesso) di percorrere la strada da auto didatta seguendo dei corsi on line. Al momento ne sto facendo due, uno di David Carelse e un altro di Luca Milieri. Mi trovo bene cosi perchè posso gestirmi tutto in tranquillità, anche se una presenza diretta ai suoi vantaggi per cui non lo escludo per il futuro.

Per quanto riguarda l'aspetto neurologico, se posso permettermi di chiederti, quali sarebbero i danni gravi di cui parli? Te lo chiedo perchè io soffro di cervicale ed ho notato che quando al lavoro la sottopongo ad un grande stress, questo si ripercuote sul sistema nervoso e quando vado ad esercitarmi perdo qualcosa in velocità e fluidità di esecuzione.
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 18 Dicembre, 2022, 06:32 PM
Ciao caro, io ho parecchie cosette..  :laughing:

Anzitutto ho la sclerosi multipla con danni vari e poi, ho una lesione che taglia del 50% il midollo spinale, subito sotto il collo. Se dovesse aumentare, rimarrebbero mobili solo occhi e bocca. Al momento, ho un effetto a "collo di bottiglia" in quella posizione, per cui non tutti i comandi che partono dal cervello, arrivano a destinazione ad arti, mani, piedi, ecc.. 

Poi, già che ci sono, ho 9 ernie spinali e ben 3 patologie agli occhi, che mi porteranno alla cecità. Che faccio, continuo? :lol:
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Donatello Nahi il 18 Dicembre, 2022, 07:56 PM
Citazione di: Vu-meter il 18 Dicembre, 2022, 06:32 PMCiao caro, io ho parecchie cosette..  :laughing:

Anzitutto ho la sclerosi multipla con danni vari e poi, ho una lesione che taglia del 50% il midollo spinale, subito sotto il collo. Se dovesse aumentare, rimarrebbero mobili solo occhi e bocca. Al momento, ho un effetto a "collo di bottiglia" in quella posizione, per cui non tutti i comandi che partono dal cervello, arrivano a destinazione ad arti, mani, piedi, ecc.. 

Poi, già che ci sono, ho 9 ernie spinali e ben 3 patologie agli occhi, che mi porteranno alla cecità. Che faccio, continuo? :lol:

Bé Vu...che dire..ti mando un abbraccio forte...e comunque complimentoni, perché se non lo avessi rivelato tu non lo avrei lontanamente pensato, visto che non traspare per nulla.. continua cosí 😉
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Moonchild il 19 Dicembre, 2022, 04:34 PM
Caspita Vu, non pensavo cosi gravi!  :shocking: Scusa se mi sono permesso...
Se riesci in quelle condizioni devi essere proprio bravo... complimenti!
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 19 Dicembre, 2022, 07:00 PM
No, no ragazzi, nessuna bravura, solo fortuna, per ora.
Io riesco ancora a suonare, ma ad essere preciso, bè, faccio davvero fatica. Molti sottovalutano questo aspetto, ma per essere Petrucci, Van Halen o Malsteen (solo per fare degli esempi) serve un sistema nervoso assolutamente perfetto e purtroppo, senza arrivare a cose gravi, molti di noi qualche piccolo deficit, c'è l'hanno. È possibile, tra coloro che proprio non vedono miglioramenti dopo mesi o anni di studio, che qualcosa ci sia, magari un'inezia, ma è possibile. Poi c'è il discorso di come si studia, ma prima di tutto, il sistema nervoso serve bello e a posto.
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: b3st1a il 19 Dicembre, 2022, 07:21 PM
Citazione di: Vu-meter il 18 Dicembre, 2022, 06:32 PMCiao caro, io ho parecchie cosette..  :laughing:

Anzitutto ho la sclerosi multipla con danni vari e poi, ho una lesione che taglia del 50% il midollo spinale, subito sotto il collo. Se dovesse aumentare, rimarrebbero mobili solo occhi e bocca. Al momento, ho un effetto a "collo di bottiglia" in quella posizione, per cui non tutti i comandi che partono dal cervello, arrivano a destinazione ad arti, mani, piedi, ecc.. 

Poi, già che ci sono, ho 9 ernie spinali e ben 3 patologie agli occhi, che mi porteranno alla cecità. Che faccio, continuo? :lol:
Oh mamma, Vu, non traspare nulla di tutto ciò né da come suoni né dalla pacatezza e dalla serenità che emergono nella tua attività sul forum. Devi avere una gran forza interiore, ti ammiro tanto! Un grande abbraccio!  :abbraccio:
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 19 Dicembre, 2022, 09:23 PM
Grazie ragazzi, gli unici a sapere tutto, fino ad ora, erano i membri dello staff. Non sono cose che ho mai pubblicamente detto, malgrado i 12 anni di forum. Non volevo attirare pietismi o simili.

Comunque abbiamo solo grattato la superficie..  :laughing: ho una salute veramente pessima, in generale.  :lol:

Un abbraccio a tutti voi. :abbraccio:


Tornando in topic: se riuscirò, nei prossimi giorni organizzerò un po' di materiale riguardo a come studiare..
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Moonchild il 21 Dicembre, 2022, 05:24 PM
Citazione di: Vu-meter il 19 Dicembre, 2022, 07:00 PMper essere Petrucci, Van Halen o Malsteen (solo per fare degli esempi) serve un sistema nervoso assolutamente perfetto e purtroppo, senza arrivare a cose gravi, molti di noi qualche piccolo deficit, c'è l'hanno. È possibile, tra coloro che proprio non vedono miglioramenti dopo mesi o anni di studio, che qualcosa ci sia, magari un'inezia, ma è possibile. Poi c'è il discorso di come si studia, ma prima di tutto, il sistema nervoso serve bello e a posto.

Vu cosi mi fai preoccupare...  Io da un po di tempo fatico a migliorare e negli ultimi giorni ho avuto addirittura un peggioramento con conseguente riduzione dei bpm durante le mie sessioni di studio, cosa che puo essere legata a vari fattori, ma non ti nego che il dubbio che possa dipendere da qualcosa di più serio me l'hai fatto venire...  :-\
Titolo: Re: Ehi tu, dov'è che vuoi arrivare?
Inserito da: Vu-meter il 21 Dicembre, 2022, 05:39 PM
Per carità, non pensare a chissà cosa.. proprio come ogni altro organo o sistema del corpo umano, ognuno ha il proprio. C'è chi ha un cuore più performante di un altro, chi un pancreas più performante di un altro e così via.
Il sistema nervoso è un sistema molto complesso e ognuno, ha il proprio, come per ogni altra cosa.

Non preoccuparti, se non hai altri sintomi seri.

Nel tuo caso potrebbe essere il metodo di studio.