Adesso che ho ripreso a suonare sia la chitarra che il pianoforte vorrei dire la mia su questi due strumenti, se qualcuno ne fosse interessato o abbia una futura idea di prendersi un pianoforte. Mi andava di parlarne, come anche un resoconto ora che posso dire di suonare entrambi gli strumenti in maniera dignitosa.
Differenze nell'approccio tra chitarra e pianoforte
La chitarra perdona di più mani non molto grandi, grazie ai perni, grazie a tante personalizzazioni al fine di arrivare a suonare certi accordi e anche perchè è formata da 6 corde poste in verticale, quindi si può tranquillamente trovare un DO e un SI molto vicini tra loro. Il pianoforte è un problema, senza un'estensione adeguata tocca fare esercizi continui di aprtura delle dita e anche in questo caso certe diteggiature diventano problematiche. Suonare ad esempio un RE con raddoppio timbrico della fondamentale sull'ottava successiva, premendo all'unisono tutte e quattro le note, è un bel guaio per chi non ha dita lunghe e mani normali, dover passare a tanti accordi che richiedono tale estensione è un bel calvario.
La chitarra, perlomeno ciò che fino ad ora ho imparato io, mi porta a meno sensazione di angoscia nell'imparare dei passaggi e nell'affinare la tecnica, proprio per via che ci sono tanti possibili approcci a seconda della propria conformazione della mano, della posizione dello strumento (posizione classica etc etc). Il pianoforte è così com'è e così ti devi abituare a suonare, la posizione diventa cruciale, come l'altezza dello sgabello, perchè se i gomiti sono un pelo più in basso si perde quasi completamente agilità nelle dita, oltre che la capacità di estensione. Suonare armonia con la destra e melodia con la sinistra porta a provare e riprovare milioni di volte, anche la chitarra richiede suonare tanto un brano però, a meno di non trovarsi su assoli complessi o brani di alto chitarrismo classico, dopo una certa si va piuttosto spediti anche le prime volte, ovviamente grezzi con errori ma nel piano, suonare due cose diverse con ogni mano porta veramente a doverci andare in maniera chirurgica, rallentare tantissimo, mettersi a metronomo e suonare milioni di volte il pezzo.. diciamo che è l'esercitazione su chitarra ma portato all'estremo.
La chitarra permette di divertirsi, anche tanto, senza mettere il naso in ambito teorico, con il pianoforte non si va da nessuna parte se si vuole un attimo uscire dalla condizione di "strimpellaggio" a caso. Seguire un tutorial su "cosa premere" per suonare qualcosa è estenuante e lento rispetto alla chitarra, diventa cruciale imparare le basi teoriche, costruirsi gli accordi, sapere bene le note che si suonano, inoltre rende necessario anche il pentagramma perchè è impensabile imparare un brano intero e un pelo complesso che comprende mano sinistra e destra a gestire due cose diverse. Immaginate, per fare un esempio su un pezzo conosciuto, di imparare tutta Per Elisa, anche le altre parti, da un videotutorial dove spiegano come mettere le mani, non ne uscite più e a peggiorare la situazione il fatto che dovete leggere due spartiti diversi, quello in chiave di SOL e quello in chiave di basso. Il pianoforte porta al canonicismo dello studio, lascia poco spazio all'amatorialità dove non si toccano aspetti teorici per puro divertimento spensierato, altrimenti non si cava null'atro che strimpellare a caso.
A peggiorare la situazione ci sono i tre pedali, suonare armonia con la sinistra, melodia con la destra nel mentre che si alternano i pedali a tempo è un macello, a volte un incubo vero e proprio. Si impappina il cevello.
Insomma, da quando ho ripreso a suonare sia piano che chitarra, quando imbraccio la chitarra e mi trovo davanti a una difficoltà, mi rimbocco le maniche ma SO che ne esco, al 99% ne esco, col pianoforte risolvere certi passaggi è un incubo che lascia spesso e volentieri l'angoscia nel pensare che non c'è modo di uscirne, poi ne esci magari, estenuato dopo migliaia di prove, però ci arrivi come se avessi appena finito una guerra!
Amo alla follia questi due strumenti, diciamo che la chitarra la amo e mi dà gioie, tolto il periodo iniziale è tutto un crescendo e un divertirsi, è un enorme scoglio nei periodi iniziali ma, passetto dopo passetto, quandoi si è percorso una buona stradina dà soddisfazioni, si prende maggior confidenza con lo strumento, ci si muove in maniera più spedita, il pianoforte invece mi lascia un amore molto conflittuale, permeo di alti e bassi, di grandi soddisfazioni quando ottengo risultati ma un incubo vero e proprio nel percorso che devo fare per raggiungerli e qui si parla di brano per brano, certo, man mano si acquisisce una tecnica tale da soffrire sempre meno e le cose facili a una certa le si risolvono senza troppi problemi, come con la chitarra, ma quando ci si ficca in brani di risoluzione un pelo più complessa, a meno di non essere pianisti professionisti, sono dolori, anche dopo anni di abitudine.
Sappiate quindi che se avete una mezza idea di provare a cimentarvi col piano, vi aspetta un calvario e una considerevole tortura autoinflitta per ragiungere risultati, a qualsiasi stadio vi troverete, però suonare questi due strumenti insieme è una meraviglia, mi trovo spesso a suonarli entrambi, mi fermo col piano, provo la stessa cosa su chitarra e vice-versa, è molto piacevole utilizzare entrambi, soprattuto perchè l'uno può aiutare l'altro a pensare magari ad abbellimenti che altrimenti non verrebbero in mente così facilmente. Stracontento di suonarli insieme.
Gran bella disamina, Ombra. :101010:
Comunque dipende sempre da quel che vogliamo fare. A molti viene normale tentare di fare di più e dunque la difficoltà aumenta vertiginosamente, il tempo da impiegare triplica, quadruplica e anche la frustrazione monta. E allora si fa un respirone e si ricomincia con gli esercizi, giorno dopo giorno. E diventa una sfida.
Ma ci sono anche persone che non hanno questa attitudine/ambizione/"ossessione". C'è con la chitarra si accontenta di conoscere e ampliare un repertorio da spiaggia o piano bar. E chi col piano è totalmente soddisfatto se riesce ad accompagnare un brano come Let it be dei Beatles o Trouble dei Coldplay.
Ci sono poi i creativi, alcuni dei quali con tre note messe bene in fila conquistano un pezzo di mondo.
Personalmente gli strumenti musicali li considero strumenti di tortura. :laughing:
Mi meraviglio di quanta gente li suoni, data la difficoltà (anche solo quella iniziale è traumatica).
Mi chiedo di quante vite avrei bisogno, da tipico normodotato, per sapere non solo suonare bene chitarra, basso, batteria, violoncello, tastiere/moog, ma anche per esplorare tutto ciò che c'è intorno (attrezzatura da registrazione casalinga, digitale, analogico, suoni, sotware, effettistica, tecniche, spartiti e tutte le variazioni: batteria con doppia cassa, batteria in stile jazz, violoncello in trio/quartetto o in orchestra, chitarra a 7-8 corde, basso/contrabbasso, sintetizzatori ecc. ecc.).
Citazione di: robland il 15 Agosto, 2022, 06:40 PMMi chiedo di quante vite avrei bisogno, da tipico normodotato, per sapere non solo suonare bene chitarra, basso, batteria, violoncello, tastiere/moog, ma anche per esplorare tutto ciò che c'è intorno (attrezzatura da registrazione casalinga, digitale, analogico, suoni, sotware, effettistica, tecniche, spartiti e tutte le variazioni: batteria con doppia cassa, batteria in stile jazz, violoncello in trio/quartetto o in orchestra, chitarra a 7-8 corde, basso/contrabbasso, sintetizzatori ecc. ecc.).
Non basta una vita :laughing:
Ma anche suonare due strumenti, i più puristi accademici lo trovano un errore perchè non si eccelle in nessuno dei due, poi ovviamente nel caso di noi amatori si può pure fare, tanto alla Scala da concertista non sono cosi pazzo da pensare di arrivarci! Poi ovvio, dipende dove vuoi provare a spingerti, tra un cimentarti in un brano di musica leggera come accompagnamento ad altri musicisti sarà immensamente diverso che gestire un brano completo di melodia e armonia, i dolori per arrivarci sono diversi ma si, uno strumento, qualsiasi esso sia, è una sorta di autotortura che ci infliggiamo coscentemente, però i risultati che dà valgono la candela!
Secondo me è una tua errata percezione dovuta a 2 fattori. Il maggior tempo trascorso sulla chitarra, gli obiettivi che sulla chitarra ti poni.
Hai detto di non toccare il pianoforte da 12 anni. Bene, se non avessi toccato la chitarra per 12 anni, avresti avuto difficoltà anche a tenere un barrè, e ora scriveresti di come sia difficile coordinare mano destra e mano sinistra, stoppare le corde, non farle friggere sui tasti, e tutti quei movimenti che ormai dai per scontati, mentre sul pianoforte basta che pigi un tasto, ed esce il suono.
Secondo. Anche la chitarra può essere estremamente difficile e frustrante. Prova suonare qualcosa di Petrucci o di Marty Friedman, e poi dimmi se la chitarra perdona qualcosa anche a chi non ha mani molto grandi :D
Esistono vari livelli di "suonaggio". Sia con le tastiere, che ammiro chi le usa, e le chitarre. C'è il talentuoso con pochi soldi nel portafoglio che tira fuori melodie meravigliose con manici di scopa e pedali Boss, e l'ultra appassionato con le custom shop e le private stock che tiene 30K di strumentazione solo per suonare in camera. Questi poi si dividono a loro volta di solito in 2 categorie. Quelli musicalmente impediti ma col portafogli gonfio che comunque hanno piacere nel possedere certi oggetti, e quello più talentuosi e che non hanno fretta di avere tutto, e che sono disposti anche ad aspettare anni prima di mettersi in casa l'oggetto dei proprio sognni. Anche a costo di togliersi il pane dalla bocca e non pagare l'assicurazione della moto.
C'è quello a cui basta suonare la canzone del sole o qualche riff elementare dei Nirvana, c'è quello che ama complicarsi un po' più la vita, e alla fine con testa, orecchio e un pizzico di perseveranza riesce a tirare fuori tutta Sultains of Swing, fino al professore delle 6 corde che se non riesce a fare The Dance of Eternity perfettamente, con tutti i cambi di tempo dalla prima all'ultima battuta, si chiude in camera col metronomo anche per 6 mesi se necessario. E non suona altro finchè non gli riesce identica a come la suona Petrucci.
Il mondo dei pianoforti e delle tastiere funziona allo stesso modo, con vari livelli di difficoltà e ambizione. Ci sono quelli a cui per essere felici basta imparare Let it Be e Imagine, ci sono quelli che ambiscono a suonare Beethoven e Mozart e studiano teoria e armonia per anni e anni, e poi c'è chi possiede una workstation con tasti pesati da 2000€ con cui potrebbe suonare pure i notturni di Chopin, ma si diverte a programmare suoni e rievocare i pezzi che ascoltava da adolescente, e non chiede altro ai tasti bianco e neri.
C'è chi ha un synth vintage analogico, però ha lo stesso senso del tempo di un motore diesel grippato, e chi possiede un senso del tempo pazzesco, una bella mano e il synth originale che suonava Van Halen in quegli anni e che oggi costa 8000€, però lo usa solo a casa per ripetere a pappagallo pezzi di 40 anni fa.
Finchè uno si diverte e non fa del male al prossimo, va tutto bene.
Come ci sono quelli che 30 anni fa si comprarono la tastiera appena uscita, inconsapevoli della enorme diffusione che avrebbe avuto nel mondo musicale negli anni a venire, magari l'hanno usata con la loro band nello scantinato in cui provavano, la band poi si è sciolta, si sono sposati, hanno abbandonato la musica, e oggi si ritrovano per le mani un oggetto in grado di replicare pari pari i suoni dei dischi anni 80 e 90, e ogni tanto la tirano fuori e la strimpellano con un misto di felicità e nostalgia. Anche considerando i milioni che spesero all'epoca, mentre oggi la stessa tastiera te la porti a casa con 300€ :laughing: Oggi hanno i capelli bianchi, i figli a cui badare, il mutuo da pagare, e di studiare teoria, migliorarsi, scrivere pezzi e avere l'album su Spotify come un 20enne, non gliene frega proprio nulla. Aprono l'armadio dei ricordi, premono 3 tasti in croce e per loro va bene così.
Citazione di: Davids il 16 Agosto, 2022, 01:16 PMBene, se non avessi toccato la chitarra per 12 anni, avresti avuto difficoltà anche a tenere un barrè, e ora scriveresti di come sia difficile coordinare mano destra e mano sinistra, stoppare le corde, non farle friggere sui tasti, e tutti quei movimenti che ormai dai per scontati, mentre sul pianoforte basta che pigi un tasto, ed esce il suono.
Questo accenno al pigiare il tasto mi ha fatto tornare in mente una cosa che ho sempre pensato. Ogni volta cerco di spiegare la difficoltà della chitarra facendo presente che è uno strumento dall'inizio traumatico. Se prendi anche un bambino e gli metti una bacchetta in mano, anche lui è in grado di dare un colpo al tamburo producendo un suono. Stessa cosa al piano: un tasto un suono, dopo trenta secondi potresti produrre una melodia che ti ricorda una canzone premendo tre tasti fortuitamente giusti. Non è affatto la stessa cosa con chitarra, violino o ad esempio sax: potresti non produrre nemmeno un suono pur dopo diversi tentativi (per non parlare delle corde tutte attaccate della chitarra e dei tasti man mano più piccoli e vicinissimi dopo il dodicesimo tasto).
Ma è un pensiero che limito al primo approccio. Non voglio aggiungere nessun'altra implicazione su quel che viene dopo e sulle relative difficoltà. Altrimenti viene un post troppo lungo e pesante. Meglio un concetto alla volta!
Citazione di: Davids il 16 Agosto, 2022, 01:16 PMHai detto di non toccare il pianoforte da 12 anni
Hai frainteso, ho suonato per 12 anni, non l'ho lasciato da 12! :laughing: Ho molti più anni di pianoforte che di chitarra, l'ho dovuto lasciare 5 anni fa per una frattura alla mano che mi faceva dolore dopo tre secondi che tenevo la posizione, così ho deciso di tornare ad un amore ripreso più volte ma mai veramente coltivato che non mi facesse indolenzire la mano, ovvero la chitarra. Nel netto ho molti più anni da "pianista" che da chitarrista. Sono arrugginito, ho perso tecnica ma non così tanto, da quandoi l'ho ricomprato vado comunque spedito rispetto a quando iniziai, però certi brani, certe risoluzioni di passaggi, mi sono assai più ostili rispetto alla risoluzione di certi passaggi su chitarra, magari è una cosa soggettiva ma i dolori che ebbi e che ho sul piano li ho trovati attualmente poche volte su chitarra ma non perchè sia più semplice, è perchè porta a mettere le mani un pò come si preferisce, il pianoforte ti forza ad una posizione e devi gestire molte cose all'unisono.
Poi io, forse dovevo specificarlo, non sono interessato al "tastierismo" da band musicale rock o disco music o musica elettronica, sono interessato al pianismo e ho l'interesse a suonare brani interi, solisti di senso compiuto, non accompagnamento ad altri strumenti (dove ovviamente è migliaia e migliaia, milioni di volte più semplice), ho l'arrivare a suonare un Clair de Lune di Debussy, un Nocturne Op. 9 No. 2 di Chopin o anche brani moderni, ma per intero su pianoforte da solista suonandone sia armonia che melodia, stiamo parlando di tutta un'altra cosa rispetto al "tastierismo" di accompagnamento e richiede un iter completamente diverso e molto ma molto più complesso, anche amatorialmente. Un periodo mi interessai molto al Boogie Woogie, che è una forma di blues per pianoforte, quindi non ricerco per forza la classica e anzi, non ho un percorso che mi fa conoscere molti brani classici e amo anche suonare moderno, però solista e a brano intero sullo strumento, tastierismo e pianismo sono due cose molto diverse, anche se condividono la stessa tastiera, è come dire chitarrismo elettrico finalizzato a stare in una band e chitarrismo classico solista, sono due mondi diversi, nel pianismo entrano in gioco molti più fattori da guardare, hai tre pedali che non usi su tastiera, già è troppo se usi un pedale per il dumper (sustain) oggi con le tastiere moderne, inoltre hai da risolvere passaggi molto complessi, non è premere due tasti da accompagnamento, inoltre ha tutta una serie di cose da guardare, i colori che dai alla melodia, all'armonia con la sinistra e devi gestire tutto il brano per intero senza sbagliare, non è che registri sul looper una battuta e via dicendo, tra tastierismo finalizzato a suonare in una band moderna e pianismo è come parlare di giorno e notte, sono due mondi completamente diversi.
C'è un "filino" di differenza di difficoltà tra questo. E' un'estremizzazione, La Campanella è considerato uno dei brani per pianoforte più difficile da qualsiasi pianista professionista, è uno degli scogli più difficile per ogni pianista, ma basta anche un brano considerato "semplice" come un Per Elisa o un Clair de lune, che è da terzo anno, per intero ovviamente, è un mondo completamente diverso a suonare su base di batteria qualche accordo finalizzato a suonare piano bar o accompagnare gli altri strumenti. E' come parlare di pesce e di carne, giorno e notte, siamo proprio in due galassie diverse.
E questo
o questo
E questo
Poi si ok, esistono tanti livelli di suonaggio naturalmente ma non serve ribadirlo, io in questo topic sto parlando della mia differenza tra i due strumenti, ma il piano è inteso in ambito pianistico, non tastieristico, non sono appassionato di tastiere musicali ma di piano e di pianismo quindi il tipo di percorso che faccio (e che fa chiunque, a qualsiasi stadio vuole stare) è tanto ma tanto più complesso rispetto al tastierismo d'accompagnamento e di questo io sto parlando, forse non mi sono spiegato bene.
C'è differenza, grossa, anche tra questo, su cui mi sto cimentando in questi giorni tra l'altro e parliamo di una cosa tutto sommato semplice (che porta, a pianisti non professionisti, a centomilioni cinquecento cinquanta prove), dipende da come la suoni ma rispetto a certi brani classici è decisamente più semplice e ottenibile anche da amatori. Per suonare questa cosa così però, io ti assicuro, che ti devi fare comunque il mazzo anni e ci devi arrivare con delle basi, basi che ti fai sputando sangue, pelo e contropelo.
E questo, dove ti limiti a cambiare quatro triadi fisse sulla stessa ottava, anzi, nemmeno triadi, due tasti alla volta con la destra e con la sinistra premere due note di basso fisse.. in questo video il ragazzino non ha bisogno di fare nulla, non gli serve gestire alcuna tecnica pianistica, nessun movimento del polso, della mano, del busto atto a risolvere passaggi altrimenti impossibili, si mette là, preme tre tasti e festa finita, questo lo fai dopo un giorno che ti compri una tastiera se sei un minimo smanettone/creativo. Questo, per un appassionato di pianoforte, è meno della Canzone del sole per un chitarrista che suona da oiù di una settimana e la Canzone del sole perlomeno ha una ritmica che richiede un pò di esercizio, quello che fa il ragazzino non richiede ALCUNA forma di tecnica, neanche la più basica, ci credo che è più semplice! :D Stiamo veramente parlando di mondi completamente diversi, io in questo topic parlo di cosa interessa a me e del tipo di iter che il piano fa fare a chi è interessato a questo tipo di disciplina, che è il pianoforte solista, che ci siano tanti stadi ok ma non mi interessano e non sto parlando di questo. Non si può ogni volta ripetere che ci sono stadi e stadi e ognuno fa quello che vuole, se vuoi suonare il pianoforte inteso come pianismo, ti devi fare un mazzo che non finisce più, anche da amatore, non ne esci fuori, poi se vuoi suonare su basi da accompagnamento e tastierismo amatoriale parliamo di un altro mondo, non di quello che sto descrivendo io qui perlomeno.
Ma anche a livello di chitarra, non possiamo paragonare, in termini di difficoltà, questo
O jazz profondo, con qualcosa d'accompagnamento, con un brano da pochi accordi fissi e finalizzato a stare in mezzo ad altri strumenti, le difficoltà saranno diverse. Chiaro, certi assoli e fraseggi sono difficilissimi pure su chitarra ma il processo di familiarizzazione con la ritmica, lo strumming, il plettro, anche rudimenti di fingerstyle li ho trovati meno angoscianti rispetto ai rudimenti obbligatori del piano, inteso come pianismo. I rudimenti, i fondamentali, del piano ti fanno piangere, il barrè non mi ha mai dato sensazione di angoscia, magari posso faticare in certi cambi, slegare le mani, anche fosse un arpeggio di una triade con raddoppio su entrambe le mani, che è l'ABC, è un incubo quando ci arrivi la prima volta, non ne parliamo di una scala..
Guardate che splendore di performance! Io sono appassionato di questo tipo di pianismo, cioè gestire col piano tutta la struttura di un brano, che sia classico o moderno, questo è veramente tutto un altro mondo rispetto al tastierismo d'accompagnamento (si noti bene che non ho nulla contro ma non è la mia branca, non ne ho interesse), altrimenti chiaro che è molto ma molto più facile gestire poche note statiche ad accompagnamento di altri strumenti, proprio un universo diverso. Chiunque si interessi a questo tipo di pianismo dovrà seguire un iter complesso, di esercitazione serrante e si troverà spesso in situazioni veramente difficili da superare, imparare un brano intero su pianoforte porta via mesi di intenso studio del brano e di esercitazione, non se ne scappa, sia da amatori che da professionisti.
Diciamo la chitarra permette di divertirsi spensieratamente sensa seguire iter troppo serrati, tolto lo scoglio iniziale, impari un pò di accordi, ti abitui un pò con la ritmica e ti diverti a suonare senza troppi sbattimenti, il pianoforte se vuoi suonare questo tipo di musica porta l'amatore a dover invece fare comunque un percorso molto serrato, la differenza tra amatore e professionista è che l'amatore magari a una certa si ferma e non dedica la sua vita allo strumento però l'ìter di apprendimento è comunque stretto e serrato e poco user friendly.
Comunque sia, quando parlo di accompagnamento.. c'è accompagnamento e accompagnamento, ci sono accompagnamenti che richiedono comunque iter pianistico, non vorrei dare l'idea che io stia sminuendolo come una cosa semplice e sciocca, semplice non lo è affatto e tanto meno è sciocca, dipende sempre da cosa si suona. Qui un video del buon Carugati. Certo, andare a tempo su qualche nota non richiede alcun iter, sicuramente può essere piacevole suonare campioni di archi sulla tastiera, si possono fare tante belle cose però io sono appassionato di pianoforte e della sua disciplina, quel tipo di tastierismo non è la mia materia e non è il percorso che ho seguito.
Citazione di: robland il 16 Agosto, 2022, 02:16 PMQuesto accenno al pigiare il tasto mi ha fatto tornare in mente una cosa che ho sempre pensato. Ogni volta cerco di spiegare la difficoltà della chitarra facendo presente che è uno strumento dall'inizio traumatico. Se prendi anche un bambino e gli metti una bacchetta in mano, anche lui è in grado di dare un colpo al tamburo producendo un suono. Stessa cosa al piano: un tasto un suono, dopo trenta secondi potresti produrre una melodia che ti ricorda una canzone premendo tre tasti fortuitamente giusti. Non è affatto la stessa cosa con chitarra, violino o ad esempio sax: potresti non produrre nemmeno un suono pur dopo diversi tentativi (per non parlare delle corde tutte attaccate della chitarra e dei tasti man mano più piccoli e vicinissimi dopo il dodicesimo tasto).
Ma è un pensiero che limito al primo approccio. Non voglio aggiungere nessun'altra implicazione su quel che viene dopo e sulle relative difficoltà. Altrimenti viene un post troppo lungo e pesante. Meglio un concetto alla volta!
Hai colto il punto. I cordofoni sono intrinsicamente più difficili da suonare all'inizio, perchè per produrre un suono pulito, senza risonanze, stecche, imperfezioni, necessitano di un buon controllo di entrambe le mani, mentre per suonare le note su uno strumento a tasti, ti basta un dito.
Non parliamo poi del violino, che è tremendo. E' bellissimo se saputo suonare, ma prova a mettere in mano un violino a un principiante. E' come sentire un gatto che gratta su uno specchio. La mancanza dei frets sulla tastiera del violino, è una difficolta ulteriore perchè le note vanno cercate visivamente e poi intonate alla perfezione. Per capirlo, basta provare a suonare una chitarra fretless o un basso fretless.
Comunque Ombra, avevo capito che hai un approccio pianistico e "tradizionale" alla cosa, quasi classico, ma stavo facendo un discorso più generale sulle diverse difficoltà tra tastiere in acero e tastiere bianche-nere. Su entrambi puoi ottenere bei risultati più o meno facilmente a seconda degli obiettivi che ti poni.
L'idea che se hai davanti dei tasti bianchi e neri, avrai più difficoltà rispetto a chi ha una tastiera in acero o palissandro non mi trova per niente d'accordo. Vale quello che dici tu se l'obiettivo è la classica oppure il jazz (che poi c'è jazz e jazz...). Ma è come dire che per avere buoni risultati sulla chitarra, devi saper replicare i funambolismi di Petrucci o di Eric Johnson. Non è vero. Puoi divertirti anche coi riff o con qualche lick elementare, come puoi divertirti su un piano tradizionale o una Korg M1 con accordi e qualche breve linea melodica.
Livello zero
- Radiohead, Nirvana, RHCP sulla chitarra, techno-house-riff alla Van Halen sulla tastiera
Livello intermedio
- tutto il classic rock (Van Halen, Pink Floyd, G'n R, Eagles, Led Zeppelin) sulla chitarra, sulla tastiera...boh, i 2 ragazzi dei video qui sotto, che pur suonando uno strumento elettronico con un dito soltanto, non mi sembra facciano qualcosa che puoi fare "dopo un giorno che ti compri una tastiera se sei un minimo smanettone/creativo"
https://youtu.be/7VbCb0BE9XQ?t=82
Livello avanzato
- Petrucci, Malmsteen, Gilbert, Satriani, Vai sulla chitarra, mentre Bach, Mozart, Chopin, jazz, e in generale il pianismo a cui ti riferisci tu, sulla tastiera
Insomma, per entrambi gli strumenti ci sono vari gradi di difficoltà, o di "suonaggio" se preferisci :D
Così come per entrambi gli strumenti, vale il fatto che se hai la mano, fai suonare bene pure una scarpiera. Pure se la scarpiera è una tastiera giocattolo da 20365 yen (148€ al cambio attuale).
https://youtu.be/LQSe1vUTASY?t=148
Citazione di: Davids il 18 Agosto, 2022, 12:35 PMHai colto il punto. I cordofoni sono intrinsicamente più difficili da suonare all'inizio, perchè per produrre un suono pulito, senza risonanze, stecche, imperfezioni, necessitano di un buon controllo di entrambe le mani, mentre per suonare le note su uno strumento a tasti, ti basta un dito.
Non parliamo poi del violino, che è tremendo. E' bellissimo se saputo suonare, ma prova a mettere in mano un violino a un principiante. E' come sentire un gatto che gratta su uno specchio. La mancanza dei frets sulla tastiera del violino, è una difficolta ulteriore perchè le note vanno cercate visivamente e poi intonate alla perfezione. Per capirlo, basta provare a suonare una chitarra fretless o un basso fretless.
Comunque Ombra, avevo capito che hai un approccio pianistico e "tradizionale" alla cosa, quasi classico, ma stavo facendo un discorso più generale sulle diverse difficoltà tra tastiere in acero e tastiere bianche-nere. Su entrambi puoi ottenere bei risultati più o meno facilmente a seconda degli obiettivi che ti poni.
L'idea che se hai davanti dei tasti bianchi e neri, avrai più difficoltà rispetto a chi ha una tastiera in acero o palissandro non mi trova per niente d'accordo. Vale quello che dici tu se l'obiettivo è la classica oppure il jazz (che poi c'è jazz e jazz...). Ma è come dire che per avere buoni risultati sulla chitarra, devi saper replicare i funambolismi di Petrucci o di Eric Johnson. Non è vero. Puoi divertirti anche coi riff o con qualche lick elementare, come puoi divertirti su un piano tradizionale o una Korg M1 con accordi e qualche breve linea melodica.
Livello zero
- Radiohead, Nirvana, RHCP sulla chitarra, techno-house-riff alla Van Halen sulla tastiera
Livello intermedio
- tutto il classic rock (Van Halen, Pink Floyd, G'n R, Eagles, Led Zeppelin) sulla chitarra, sulla tastiera...boh, i 2 ragazzi dei video qui sotto, che pur suonando uno strumento elettronico con un dito soltanto, non mi sembra facciano qualcosa che puoi fare "dopo un giorno che ti compri una tastiera se sei un minimo smanettone/creativo"
https://youtu.be/7VbCb0BE9XQ?t=82
Livello avanzato
- Petrucci, Malmsteen, Gilbert, Satriani, Vai sulla chitarra, mentre Bach, Mozart, Chopin, jazz, e in generale il pianismo a cui ti riferisci tu, sulla tastiera
Insomma, per entrambi gli strumenti ci sono vari gradi di difficoltà, o di "suonaggio" se preferisci :D
Così come per entrambi gli strumenti, vale il fatto che se hai la mano, fai suonare bene pure una scarpiera. Pure se la scarpiera è una tastiera giocattolo da 20365 yen (148€ al cambio attuale).
https://youtu.be/LQSe1vUTASY?t=148
D'accordissimo su tutto. Ma alla fine uno può suonare "pianoforte" pure su una tastiera, diciamo che il feeling di una tastiera è sconsigliabile a uno che vuole imparare pianoforte o che lo suona in maniera mirata, molti pianisti o aspiranti tali hanno iniziato su tastiera, io compreso, iniziai da una 61 tasti non pesati Yamaha da battaglia, quando capii che volevo prendere seriamente quella strada presi il mio primo 88 tasti pesati, però appunto se uno vuol diventare pianista e non tastierista sarebbe decisamente meglio che prenda da subito l'impostazione da pianista perchè in quest'ambito è cruciale che i tasti abbiano un peso pari al vero se si parla di digitale e che si prenda la tipica posizione con il deretano sull'inizio dello sgabello all'altezza giusta, so che sembrano delle bacchettonate ma qui anche stare un pelo indietro o bassi compromette l'agilità.
La chitarra concordo, all'inizio è tosta, non ci cavi un ragno dal buco senza esercizio, non puoi strimpellarla senza alcuna nozione da zero, hai la gravità contro, richiede molto esercizio per riuscire a divertirti un pò, dall'altra parte però se vuoi prenderla in maniera scanzonata, ti impari a memoria dieci accordi e un pò di ritmica e suoni millemile canzoni facili, di musica leggera, ci sono mille mila canzoni che si basano su un giro di SOL che danno un sacco di soddisfazioni e le suoni intere, perchè a parte certi intermezzi tutto il brano continua sul quel giro armonico. Sul pianoforte, suonare un brano intero, è tutta un'altra cosa perchè significa gestire tutta la struttura del brano, quindi se suoni un brano moderno, come appunto California Dreamin' del video che ho postato sopra, devi praticamente riarrangiare tutto il brano, che originariamente è suonato da più strumentisti, con uno strumento solo e mantenerne la struttura, altrimenti ti esce fuori una cosa scarna e impresentabile, questo ti obbliga a farti un percorso enorme e nel pianoforte il problema principale è la tecnica, è un maledetto casino e deve entrare nella mente, è la mente che controlla le tue mani, a differenza di una ritmica magari fatta più di getto in strumming su chitarra. Questo si traduce che veramente devi fare esercizi tutti i giorni, esercizi non finalizzati a suonare, finalizzati a formare la tua mente in modo da riuscire a gestire ogni forma di possibile passaggio, tutte le scale con entrambe le mani, anche fatte tutte di getto una dopo l'altra :laughing: :laughing: e prima di arrivare a fare questa cosa qui è una roba da lacrime, sulla chitarra, questo genere di esercitazione, lo fa uno molto avanzato, un principiante si impara qualche giro armonico e una dozzina, anche meno, di accordi e suona per "intero" millemila brani da 4 accordi di musica leggera. Sempre se si punta al pianismo tradizionale ovviamente, naturalmente il principiante non è che fa esercizi difficilissimi, ci sono studi preparatori che portano poi a farlo e gestirlo, per questo parlo più di "canonicismo" nello studio, a cui si è più obbligati rispetto alla chitarra, perchè devi fare un percorso preparatorio al fine di arrivare a certo tipo di esercitazione, a sua volta finalizzata a risolvere passaggi che altrimenti sarebbero impossibili e per impossibile non intendo impossibile per tutti i pianisti, impossibili per chi ci si approccia senza un percorso mirato e non parlo di cose obbiettivamente difficili, ma anche di brani semplici per un pianista già navigato.
Tu puoi anche essere in disaccordo sul fatto che puoi suonare cose più "semplici" su tastiera, ma se vuoi diventare un pianista, anche amatore, tradizionale, ti trovi a doverti fare un iter che la chitarra non ti richiede se vuoi SOLO divertirti senza toccare argomenti accademici. Sul pianoforte li devi toccare, la mia insegnante mi fece fare esercitazione, mesi e mesi, solo di preparazione, e tanti anni dopo mi rendo conto che fu fondamentale altrimenti avrei lasciato lo strumento. Ecco, diciamo che la chitarra ti permette di gestire brani interi in meno tempo, ci sono un sacco di canzoni da un giro armonico, le strummi, ti alleni un pò nella ritmica e sei contentissimo se vuoi mantenerti su stadi semplici, un brano intero su pianoforte, con entrambe le mani, equivale dover gestire un brano che è fatto da più strumentisti con un solo strumento, quindi di devi fare un iter serrato per poter arrivare a risolvere dei passaggi che richiedono di formare la mente in modo che possa permetterti di usare due mani, usare due mani per scopi diversi, è una cosa difficilissima, un arpeggio di una triade con la mano sinistra mentre la destra suona una semplice melodia, se la tua mente non capisce cosa sta facendo, ci metti tre mesi a uscirne fuori, esercitandoti tutti i giorni per ore e questo te lo dico perchè l'ho passata, io prima di andare dall'insegnante feci da solo qualche tempo e cose di semplicità disarmante erano da piangerci e parlo di strutture musicali semplici semplici, figurati una struttura musicale un pò più complessa, inoltre DEVI sapere cosa fai in tutto il brano altrimenti non cresci, tu puoi impararti a memoria le diteggiature di Per Elisa, ma quando vai in un altro brano, se Per Elisa non l'hai studiato, le tecniche apprese in Per Elisa non riesci a usarle poi su altri brani, perchè la mente deve comprendere quello che fa, quindi generalmente quando si inizia lo studio di un brano lo si studia in profondità. Io in questi giorni sto suonando Wish You Where Here, mentre suono e mi esercito ripeto ad alta voce le note che vado a premere, non è mai legato al caso altrimenti stecco, magari non la prima ma non ha mai la sensazione di aver assimilato il brano.. è un casino arrivarci, poi ci arrivi e ne sei contento, ma devi farti un iter che richiede consapevolezza e forza di volontà pure su brani semplici.
Il violino so che è terribile, lo so perchè seguo Rob Landes e Twosetvioln, solo per quello, non è proprio il mio mondo, ho sentito che per imparare a fare un vibrato se ne vanno anni.. dicono che sia di una difficoltà pazzesca. In certi video vedevo violinisti esperti che si esaltavano nel vedere dei pull-off su violino, a me veniva da chiedermi come mai si esaltassero tanto, dato che su chitarra i pull-off si richiedono esercitazione ma si gestiscono dopo un pò, chiaro, un legato di una scala tutto di pull-off è difficilissimo, su chitarra feci delle terribili esercitazioni di scale cromatiche tutte in hammer on in discesa e pull off in salita che mi fecero piangere ai livelli degli esercizi sul piano (ma figurati se sono richieste a un principiante) però quattro note si riesce. Evidentemente su violino è estremamente più difficile, dovrei provarlo per capire!
Comunque, il primo livello che citi, il jazzista, è tutt'altro che semplice, la tecnica che sfoggia con la destra non te la fai in un anno da amatore e non te la fai a videotutorial, inoltre sa quello che fa, questo è uno che la musica l'ha studiata, questo è un musicista serio, anche se sta su una tastierina, arrivare a fare quello che fa lui, nella realtà, si traduce in mettercisi seriamente anni e non uno o due :D questo che tu pensi sia un primo livello facile, ti devi fare un percorso lunghissimo per arrivarci.
Comunque, stai citando dei musicisti ormai più che navigati, dovremmo basarci su principianti, perchè altrimenti non sono esempi calzanti. Guardati questo video, il tizio già in un anno ha fatto passetti buoni (e legge la musica) ma si sente e si vede che è principiante. Quando dico certe cose le dico perchè ho 12 anni di esperienze e ho avuto modo di rapportarmi con tantissimi pianisti, maestri, studenti e aspiranti tali, non è una questione di opinioni ma di esperienze mie e di chiunque ha seguito questo percorso confermerà.
Questa persona nel video è già dotata, nonostante sia palesemente principiante nel modo di suonare, com'è normale che sia e nel video non si registra mentre si esercita, quanto si esercita, come si esercita e non spiega se prende lezioni o meno, anche se ne dubito, guardando l'impostazione e la postura, un insegnante l'avrebbe corretto. Non prendete ad esempio i geni, perchè ci sarà qualche talentuoso sul tubo che dopo un anno fa cose più avanzate, la media però è che dopo un anno suona cosette, alla stregua del "piva piva l'olio d'oliva" e "Fra Martino Campanaro" e se prova a spingersi più in là il risultato è quello in questo video, ovvero gestire in maniera palesemente impacciata molte risoluzioni di passaggi, sempre parlando di pianismo, quel pianismo e non soltanto quel pianismo, si veda quando tocca No Surprises dei Radiohead. Nel Per Elisa finale, che non sarebbe da primo anno se l'intento è arrivare a suonarla come si deve, stecca, commette errori, la suona molto più lenta, cambia velocità, non mette accenti, perchè la seconda parte è velocissima e complicata, dopo un anno è impossibile, semplicemente impossibile risolvere quel passaggio e se c'è qualcuno che sul tubo, partendo da zero, ci arriva, o è un bambino cinese, o è un genio o mente su qualcosa, di certo non è quella la media. Per Elisa è considerato un brano semplice, molto più semplice di tante altre opere di Beethoven, è una sonatina. Questo video rappresenta la realtà dei fatti, che non mi invento tanto per darmi arie, sono esperienze. Prendere ad esempio un musicista esperto e famoso come Jordan Rudess,con oltre 40 anni di esperienza sulle spalle, suonando da quando aveva 9 anni ed è un classe 1956, non ha nulla a che vedere con l'iter di crescita di uno studente/principiante/intermedio, non capico cosa debbano significare quei video.
Se vuoi suonare a due mani strutture musicali intere e sposare quel tipo di pianismo, i livelli di "suonaggio" sono quelli del video, lenti, insicuri, impacciati, imprecisi, senza accenti, senza colori, senza una direzione musicale, che non è una nota di demerito, è il normale iter di esercitazione a cui passa chiunque, geni e bambini cinesi a parte, figurarsi poi chi prova a far da solo senza un insegnante. Non so nemmeno se abbia i tre pedali o meno, magari ha solo un pedale sustain, il che gli semplificherebbe la vita. La persona nel video ero praticamente io dopo un anno e chiunque altro io abbia conosciuto, anzi, in qualcuno dei passaggi registrati se l'è pure cavata benino per essere un anno di esercitazione. Quando stai a questo livello di "suonaggio" ti rendi conto che hai tantissima strada ancora da fare per considerarti soltanto un amatore che finalmente si diverte come vorrebbe, perchè lo senti, lo sai che che suoni lento, impacciato, commetti errori su errori e non hai modo di risolvere passaggi un minimo più elaborati e man mano ti rendi sempre più conto che è un percorso tosto e difficile, anche solo amatorialmente. I "vari livelli di suonaggio" ci possono essere nella chitarra, dal chitarrista da spiaggia o il "riffaro" della domenica al jazzista, lo shredder o il chitarrista classico, essere "chitarristi da spiaggia" sul pianoforte, quel pianoforte, quello a due mani con struttura completa, equivale a farsi anni di esercitazione serrata, da lì in poi iniziano i livelli di suonaggio, ma l'iter per arrivare a divertirti come vorresti te lo prendi nei denti come ci passano tutti, bambini cinesi e geni a parte.
Questo invece è un professionista, abbastanza famoso, forse lo conoscerete già, quando dico suonare senza una direzione, cosa tipica del principiante o amatore che non si è spinto così oltre intendo questo, per "studiare" un brano su pianoforte intendo questo, oltre all'esercitazione. Però grazie al cielo oggi ci sono questi professionisti che dispensano consigli su internet e anche uno che sta a livelli di "suonaggio" un pò più amatoriali può attingervi ed imparare, questa è la gran cosa di internet e di Youtube. Andate nei punti salienti, so che può essere noioso, tipo dal minuto 10:20 in poi, quando suona e descrive come, con che accenti, con che colori, con che pause suonare il brano. Il tipo del video sopra, ovviamente al primo anno queste cose non le vede, non le valuta, per questo parlo di percorso lungo, è lungo, i livelli di suonaggio arrivano dal momento che riesci a gestire cose anche meno impegnative, però quelle meno impegnative le suoni al punto da gratificarti, quindi quando prendi una minima agilità e inizi ad andare spedito sulle cose non impegnativissime, se queste le intraprendi che ti fanno percepire che devi fare ancora strada, non si parla di livello di suonaggio, si parla di iter di crescita che ti devi fare prima.
Citazione di: Ombra/luce il 18 Agosto, 2022, 06:01 PMti impari a memoria dieci accordi e un pò di ritmica e suoni millemile canzoni facili, di musica leggera, ci sono mille mila canzoni che si basano su un giro di SOL che danno un sacco di soddisfazioni e le suoni intere, perchè a parte certi intermezzi tutto il brano continua sul quel giro armonico.
Sul pianoforte, suonare un brano intero, è tutta un'altra cosa perchè significa gestire tutta la struttura del brano, quindi se suoni un brano moderno, come appunto California Dreamin' del video che ho postato sopra, devi praticamente riarrangiare tutto il brano, che originariamente è suonato da più strumentisti, con uno strumento solo e mantenerne la struttura, altrimenti ti esce fuori una cosa scarna e impresentabile,
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Ecco, diciamo che la chitarra ti permette di gestire brani interi in meno tempo, ci sono un sacco di canzoni da un giro armonico, le strummi, ti alleni un pò nella ritmica e sei contentissimo se vuoi mantenerti su stadi semplici, un brano intero su pianoforte, con entrambe le mani, equivale dover gestire un brano che è fatto da più strumentisti con un solo strumento, quindi di devi fare un iter serrato per poter arrivare a risolvere dei passaggi che richiedono di formare la mente in modo che possa permetterti di usare due mani, usare due mani per scopi diversi, è una cosa difficilissima, un arpeggio di una triade con la mano sinistra mentre la destra suona una semplice melodia,
Il tuo errore sta nel paragonare mele con pere.
Metti a confronto la chitarra ritmica/solista che si inserisce in un contesto di band con altri 3-4 strumenti, col pianoforte solista che deve rimpiazzare una band intera. E grazie che è più difficile, ci mancherebbe!! :laughing:
Ma lo stesso vale per la chitarra che da sola deve sostenere il peso di un intero brano. Prendi la ragazza che hai postato prima, se la metti a paragone col suonare Smells like Teen Spirit, con la chitarra classica hai più difficoltà. Ma non perchè è chitarra o piano o banjo o clavicembalo, ma perchè c'è un unico strumento che deve fare quello che di solito fanno 4-5 strumenti insieme, cioè accompagnamento, melodia, armonizzzazioni, ecc...
Il problema quindi non è chitarra vs. piano, ma strumento al servizio della band vs. strumento CHE SOSTISTUISCE TUTTA LA BAND.
C'è la fidanzata di un mio amico che dopo anni di basso elettrico, le è preso il pallino del pianoforte. Si è iscritta a una accademia di musica, si è comprata un piano digitale (credo un Kawai), e a fine anno si è fatta il suo bel saggio di musica dove ha suonato con grande soddisfazione insieme ai ragazzi. Non repertorio classico, ma sempre reportorio pop-rock. Ora non ricordo di preciso cosa suonava, ma mi ricordo che parlava della intro di Bohemian Rhapsody, e poi forse qualcosa dei Radiohead (Creep?). Tutto fatto col pianoforte, non con la tastierona elettronica. 1 anno di studio, non 20 anni.
Questo per dire che anche il pianoforte si può mettere al servizio del brano, se lo si vuole, e non per forza devi entrare nell'ottica di salire sul palco dell'auditorium di Roma con un Bosendorfer davanti e lo smoking addosso.
Citazione di: Ombra/luce il 18 Agosto, 2022, 06:01 PMComunque, il primo livello che citi, il jazzista, è tutt'altro che semplice, la tecnica che sfoggia con la destra non te la fai in un anno da amatore e non te la fai a videotutorial, inoltre sa quello che fa, questo è uno che la musica l'ha studiata, questo è un musicista serio, anche se sta su una tastierina, arrivare a fare quello che fa lui, nella realtà, si traduce in mettercisi seriamente anni e non uno o due :D questo che tu pensi sia un primo livello facile, ti devi fare un percorso lunghissimo per arrivarci.
Veramente il jazzista lo avevo messo come ultimo! Il primo era la roba pop-rock alla Van Halen, techno-house, insomma cosucce semplici semplici.
Forse ti riferivi a Cory Henry, il ragazzo nero, ma lo avevo messo come livello già intermedio. Meno complicato di farti un concerto intero per pianoforte tutto da solo, ma infinitamente più complesso di suonare il riff di Jump o di The Final Countdown su un sintetizzatore. Trilli, scale ascendenti e discendenti, si il ragazzo suona con una sola mano, ma ha studiato. Che poi sa usare anche l'altra a dire il vero.
Quello che ha fatto la tua amica è esattamente quello che sto cercando di dire da inizio topic. La tua amica ha fatto quello che uno che è interessato a suonare quel pianoforte dovrebbe fare, che sia pop-rock o classica cambia relativamente, ovvero andare in una scuola o da un insegnante e seguire un percorso canonico. Se la tua amica faceva da sola dopo un anno suonava male Fra Martino Campanaro. Chiedi alla tua amica che studi preparatori ha fatto in questo anno, ti dirà quasi sicuramente il Beyer, che sono esercizi per familiarizzare col pentagramma e su prime diteggiature, su motivi semplici. Quelle cose tanto odiate dai chitarristi amatori che li riempiono di astio e rabbia solo al nominarle (ma anche evitabili se vuoi divertirti e basta) sul pianoforte dovresti farle se vuoi un minimo andare avanti. Anche Manuel, del forum di Jamble ha seguito questi iter di crescita col suo insegnante. Chiediglielo alla tua amica, come sarebbe stata se avesse fatto da sola quell'anno, magari saltando di palo in frasca, senza un percorso mirato e fatto per step? Avrebbe anche solo lontanamente potuto avere gli stessi risultati?
Far da soli su quel pianoforte non ci vai da nessuna parte, con la chitarra puoi pure diventare bravo senza infarinarti di studi e materie canoniche, il pianoforte te lo sogni o non ci cavi un ragno dal buco, spinge al canonicismo dello studio, canonicismo accademico, indifferentemente dal grado e dal genere, poi ovviamente ti spingi a seconda di quel che devi fare ma l'iter è accademico. Magari riesci due cose in croce, provi a spingerti un pelo più in là e non ce la fai, le tue dita non ce la fanno, perchè ti serve quel percorso.
Non è che io parlo di pere e di mele, sei tu che mi rispondi che si possono saltare 2 gradini in un topic dove parlo dell'arrampicata e di scalare montagne, ergo non è vero che l'arrampicata è sempre difficile. E grazie che non è difficile, saltando due gradini! Ecco, è calzante perchè tu puoi essere un amatore scalatore, non farai l'Everest ma farai cose meno impegnative, ma non è saltare due gradini, è farsi comunque un iter e un percorso lungo e anche tosto, per arrivare poi a sceglierti il grado e lo stadio dove vuoi fermarti.
Non ho mai parlato di tastierismo inteso come suonare tre note di accompagnamento su basi di batteria e campioni di archi, forse sono io che dò per scontato, erroneamente, che se parlo di pianoforte, anche uno che non è ferratissimo pensi a Per Elisa, Sonata al chiaro di luna o anche il pianista sull'oceano o comunque quel pianoforte lì, se mi si risponde mettendomi il video con un ragazzino che suona 3 note in croce su una tastiera a ritmo per avvalorare che non è vero che è sempre difficile.. ma sicuro che stiamo parlado della stessa cosa?
Citazione di: Ombra/luce il 19 Agosto, 2022, 06:29 PMQuello che ha fatto la tua amica è esattamente quello che sto cercando di dire da inizio topic. La tua amica ha fatto quello che uno che è interessato a suonare quel pianoforte dovrebbe fare, che sia pop-rock o classica cambia relativamente, ovvero andare in una scuola o da un insegnante e seguire un percorso canonico. Se la tua amica faceva da sola dopo un anno suonava male Fra Martino Campanaro. Chiedi alla tua amica che studi preparatori ha fatto in questo anno, ti dirà quasi sicuramente il Beyer, che sono esercizi per familiarizzare col pentagramma e su prime diteggiature, su motivi semplici. Quelle cose tanto odiate dai chitarristi amatori che li riempiono di astio e rabbia solo al nominarle (ma anche evitabili se vuoi divertirti e basta) sul pianoforte dovresti farle se vuoi un minimo andare avanti. Anche Manuel, del forum di Jamble ha seguito questi iter di crescita col suo insegnante. Chiediglielo alla tua amica, come sarebbe stata se avesse fatto da sola quell'anno, magari saltando di palo in frasca, senza un percorso mirato e fatto per step? Avrebbe anche solo lontanamente potuto avere gli stessi risultati?
Far da soli su quel pianoforte non ci vai da nessuna parte, con la chitarra puoi pure diventare bravo senza infarinarti di studi e materie canoniche, il pianoforte te lo sogni o non ci cavi un ragno dal buco, spinge al canonicismo dello studio, canonicismo accademico, indifferentemente dal grado e dal genere, poi ovviamente ti spingi a seconda di quel che devi fare ma l'iter è accademico. Magari riesci due cose in croce, provi a spingerti un pelo più in là e non ce la fai, le tue dita non ce la fanno, perchè ti serve quel percorso.
Che è esattamente quello che serve fare pure sulla chitarra se vuoi avere buoni risultati.
Ogni tanto sbircio dei gruppi FB per chitarristi, e vedo esibizioni davvero imbarazzanti. Gente che suona da 1 anno da autodidatta che coverizza canzoni senza avere il minimo senso del ritmo, nonché del pudore. Il pudore di mostrarsi al mondo intero :laughing: Stecche continue, intonazione approssimativa, note mangiate. A volte mi domando se hanno la consapevolezza dei propri errori.
Ormai quelli che non hanno mai preso una lezione li riconoscono senza nemmeno doverli ascoltare, mi basta osservare come tengono la mano sinistra sul manico e come plettrano.
Se vuoi fare la crociata contro i chitarristi caciaroni che suonano senza avere nemmeno le nozioni base di teoria, che imparano 4 riff a memoria e portano a casa il risultato, hai sbagliato persona :D Sono il primo a dire che un maestro di chitarra è fondamentale, perché ho fatto sia l'autodidatta sia l'alunno, quindi conosco bene la differenza tra i due modi di apprendere.
L'ho consigliato pure qui sul forum un paio di mesi fa a un novello delle 6 corde che voleva cominciare.
In entrambi i casi serve esercizio e studio con metodo se vuoi suonare qualcosa di presentabile dopo un anno, perché il percorso da autodidatta non paga. Tutti questi geni della chitarra che suonano bene da totali autodidatti io non li vedo.
Non posto video da Facebook perché credo sia impossibile farlo, ma basta che vai sul gruppo Guitar-Nauti e trovi tutti gli esempi che vuoi. Che poi non serve nemmeno andare troppo lontano, a volte basta fermarsi e guardarsi intorno.
Questo ad esempio è uno che, mi gioco tutto quello che vuoi, non ha mai preso una lezione di chitarra in vita sua, e i risultati si vedono. Poco conta che abbia il non plus ultra dei rack digitali e la Fender Custom Shop. Lo si nota già da come tiene il plettro, e da come muove la mano sinistra sul manico. Suona quasi tutte le note con pollice e indice, la mano destra la tiene aperta e penzoloni manco avesse una paralisi a 3 dita :laughing:
Se poi attivi l'audio e ascolti come improvvisa....mio Dio!!! :acci:
:laughing: :lol:
Citazione di: Ombra/luce il 19 Agosto, 2022, 06:29 PMQuello che ha fatto la tua amica è esattamente quello che sto cercando di dire da inizio topic. La tua amica ha fatto quello che uno che è interessato a suonare quel pianoforte dovrebbe fare, che sia pop-rock o classica cambia relativamente, ovvero andare in una scuola o da un insegnante e seguire un percorso canonico. Se la tua amica faceva da sola dopo un anno suonava male Fra Martino Campanaro. Chiedi alla tua amica che studi preparatori ha fatto in questo anno, ti dirà quasi sicuramente il Beyer, che sono esercizi per familiarizzare col pentagramma e su prime diteggiature, su motivi semplici. Quelle cose tanto odiate dai chitarristi amatori che li riempiono di astio e rabbia solo al nominarle (ma anche evitabili se vuoi divertirti e basta) sul pianoforte dovresti farle se vuoi un minimo andare avanti. Anche Manuel, del forum di Jamble ha seguito questi iter di crescita col suo insegnante. Chiediglielo alla tua amica, come sarebbe stata se avesse fatto da sola quell'anno, magari saltando di palo in frasca, senza un percorso mirato e fatto per step? Avrebbe anche solo lontanamente potuto avere gli stessi risultati?
Far da soli su quel pianoforte non ci vai da nessuna parte, con la chitarra puoi pure diventare bravo senza infarinarti di studi e materie canoniche, il pianoforte te lo sogni o non ci cavi un ragno dal buco, spinge al canonicismo dello studio, canonicismo accademico, indifferentemente dal grado e dal genere, poi ovviamente ti spingi a seconda di quel che devi fare ma l'iter è accademico. Magari riesci due cose in croce, provi a spingerti un pelo più in là e non ce la fai, le tue dita non ce la fanno, perchè ti serve quel percorso.
Ma ho molte perplessità , cioè la storia è piena di pianisti notevolissimi che erano autodidatti.
Per esempio Art Tatum ( pianista cieco ) era un genio del pianoforte che ha messo e mette in difficoltà pianisti di conservatorio ..
Allora come funziona?
Potrei citarti 30 pianisti di un talento smisurato che sono arrivati a livelli eccelsi ...
Credo che se uno non ha talento , anche se diplomato al conservatorio non fa molta strada ..
La musicalità probabilmente è un dono innato. Però è anche vero che lo studio innalza tutti (talentati e non), al massimo livello a cui possono tutti ambire.
Beati coloro che hanno in proprio quel talento meraviglioso che è la musicalità.
Citazione di: AndyMi il 19 Agosto, 2022, 08:34 PMMa ho molte perplessità , cioè la storia è piena di pianisti notevolissimi che erano autodidatti.
Per esempio Art Tatum ( pianista cieco ) era un genio del pianoforte che ha messo e mette in difficoltà pianisti di conservatorio ..
Allora come funziona?
Potrei citarti 30 pianisti di un talento smisurato che sono arrivati a livelli eccelsi ...
Credo che se uno non ha talento , anche se diplomato al conservatorio non fa molta strada ..
Ma vedi, è fuorviante basarsi sul fatto che c'è chi, su miliardi di persone, epoca dopo epoca, riesce in grandi cose senza seguire iter particolari, perchè dà l'errata percezione che se ci sono riusciti loro allora ci riusciremo tranquillamente anche noi. C'è gente nel mondo che scala palazzi a mani nude, nel mondo una trentina di persone faranno cose fuori dal normale senza sforzo, perchè la loro mente, la loro genetica è fortunata. Il resto dei meno fortunati invece hanno bisogno di seguire un percorso e proprio formandosi riescono a tirare fuori un certo talento, per questo trovo abbia poco senso parlare di musicisti storici, famosi, leggende di certi generi come metro di giudizio sul se serva qualcosa o meno, è una fallacia della mente. Questi pianisti che citi dobbiamo vedere chi sono e cosa suonano, perchè ci sono molte leggende metropolitane che vedono autodidatte persone che non lo furono, per autodidatte intendo totalmente, senza mai andare nemmeno da un insegnante, facendo da soli dall'inizio alla fine.
Vedi, forse l'ambiente accademico dà un pò l'idea di una lobby, di una cosca di gente elitaria e con la puzza sotto il naso e forse un pò lo è anche, perchè conosco personalmente accademici antipatici, elitaristi e fastidiosi con cui non mi va tanto di parlare, però c'è anche il lato buono, ovvero delle esperienze, epoca dopo epoca, dell'umanità in ambito musicale, racchiuse in iter di studio atte ad arrivare in un certo punto senza lasciarsi cose indietro, lacune varie ma al fine di trovare una completudine personale. Queste esperienze trovo non abbia senso banalizzarle basandosi sul fatto che qualche baciato dal talento è arrivato ad alti stadi da solo, perchè la media è di persone che devono farsi comunque in iter di studio e percorso per arrivare a qualsiasi disciplina e a una certa per continuare hanno bisogno di un insegnante, sempre se vogliano continuare.
Se oggi nel 2022 ancora esistono le scuole, le accademie, gli iter di studio canonico un motivo c'è (e per studio canonico non intendo per forza il conservatorio, anche un insegnante che faccia trattare certe cose step by step), credere di bypassare la conoscenza appresa dall'umanità epoca dopo epoca e racchiusa in percorsi studiati e perfezionati costantemente può essere un pò limitante perchè prima di noi ci sono state milioni di persone, in ogni epoca, che hanno perfezionato questo che è un linguaggio e una disciplina tanto profonda e complessa e, purtroppo, non nasciamo imparati e non nasciamo tutti geni e talentuosi. Provare da soli è lecitissimo e una scelta rispettabilissima di ogni individuo, però a meno di essere baciati dalla fortuna, poi bisognerebbe capire che nella grande casistica ci saranno dei limiti naturali che per sorpassarli si devono fare delle scelte, pensare che oggi con internet si possa bypassare certi percorsi e arrivare ugualmente come chi li ha seguiti può essere un pò pericoloso, perchè dal momento che salti una cosa perchè noiosa o perchè complicata da capire e che richiede passi precedenti, poi andando avanti si crea un circolo vizioso che si traduce in lacune che bloccano la crescita o rallentano terribilmente l'andare avanti, cose che poi magari imputi al fatto che tu non sei così portato magari. Grazie al cielo ci sono anche i videocorsi e i manuali, che sono un ottima cosa, però manca una figura di un insegnante che ci indirizzi e personalizzi il percorso in modo da renderlo più affine a noi, inoltre entra in gioco la forza di volontà della persona, ho sentito svariati maestri che vendono videocorsi, dicendo apertamente che il 3 % li seguiva poi tutti.
Mozart a 5 anni componeva cose considerate oggi di grande livello muisicale, credere che segnando nostro figlio di 5 anni a pianoforte questo diventerà Mozart o come qualche genio cinese è molto "ottimistico". :) se questi geni sono ricordati dopo secoli è perchè di geni ce ne sono pochi su miliardi di persone.
Io comunque ragazzi, adesso parlando un pò a tutti, vi ho parlato di una mia esperienza di 12 anni e di tutte le persone con cui io mi sono rapportato negli anni, su internet, su forum di pianoforte, fuori da internet, avendo sempre più o meno sentito delle medesime difficoltà, fino ad ora non mi è mai capitato di rapportarmi con baciati dal talento e dalla fortuna, magari talentuosi con comunque un bagaglio sulle spalle, che proprio grazie all'iter seguita sono riusciti a cacciare il talento celato, ma mai autodidatti che suonassero il pianoforte a livelli alti facendo da soli. Pensando potesse essere interessante un confronto tra due strumenti tanto diversi, penso non ci sia da aggiungere molto altro, ovviamente serve mettere le mani personalmente per capire certe cose, non bastano i racconti degli altri.
Citazione di: Ombra/luce il 19 Agosto, 2022, 10:27 PMMa vedi, è fuorviante basarsi sul fatto che c'è chi, su miliardi di persone, epoca dopo epoca, riesce in grandi cose senza seguire iter particolari, perchè dà l'errata percezione che se ci sono riusciti loro allora ci riusciremo tranquillamente anche noi. C'è gente nel mondo che scala palazzi a mani nude, nel mondo una trentina di persone faranno cose fuori dal normale senza sforzo, perchè la loro mente, la loro genetica è fortunata. Il resto dei meno fortunati invece hanno bisogno di seguire un percorso e proprio formandosi riescono a tirare fuori un certo talento, per questo trovo abbia poco senso parlare di musicisti storici, famosi, leggende di certi generi come metro di giudizio sul se serva qualcosa o meno, è una fallacia della mente. Questi pianisti che citi dobbiamo vedere chi sono e cosa suonano, perchè ci sono molte leggende metropolitane che vedono autodidatte persone che non lo furono, per autodidatte intendo totalmente, senza mai andare nemmeno da un insegnante, facendo da soli dall'inizio alla fine.
Vedi, forse l'ambiente accademico dà un pò l'idea di una lobby, di una cosca di gente elitaria e con la puzza sotto il naso e forse un pò lo è anche, perchè conosco personalmente accademici antipatici, elitaristi e fastidiosi con cui non mi va tanto di parlare, però c'è anche il lato buono, ovvero delle esperienze, epoca dopo epoca, dell'umanità in ambito musicale, racchiuse in iter di studio atte ad arrivare in un certo punto senza lasciarsi cose indietro, lacune varie ma al fine di trovare una completudine personale. Queste esperienze trovo non abbia senso banalizzarle basandosi sul fatto che qualche baciato dal talento è arrivato ad alti stadi da solo, perchè la media è di persone che devono farsi comunque in iter di studio e percorso per arrivare a qualsiasi disciplina e a una certa per continuare hanno bisogno di un insegnante, sempre se vogliano continuare.
Se oggi nel 2022 ancora esistono le scuole, le accademie, gli iter di studio canonico un motivo c'è (e per studio canonico non intendo per forza il conservatorio, anche un insegnante che faccia trattare certe cose step by step), credere di bypassare la conoscenza appresa dall'umanità epoca dopo epoca e racchiusa in percorsi studiati e perfezionati costantemente può essere un pò limitante perchè prima di noi ci sono state milioni di persone, in ogni epoca, che hanno perfezionato questo che è un linguaggio e una disciplina tanto profonda e complessa e, purtroppo, non nasciamo imparati e non nasciamo tutti geni e talentuosi. Provare da soli è lecitissimo e una scelta rispettabilissima di ogni individuo, però a meno di essere baciati dalla fortuna, poi bisognerebbe capire che nella grande casistica ci saranno dei limiti naturali che per sorpassarli si devono fare delle scelte, pensare che oggi con internet si possa bypassare certi percorsi e arrivare ugualmente come chi li ha seguiti può essere un pò pericoloso, perchè dal momento che salti una cosa perchè noiosa o perchè complicata da capire e che richiede passi precedenti, poi andando avanti si crea un circolo vizioso che si traduce in lacune che bloccano la crescita o rallentano terribilmente l'andare avanti, cose che poi magari imputi al fatto che tu non sei così portato magari. Grazie al cielo ci sono anche i videocorsi e i manuali, che sono un ottima cosa, però manca una figura di un insegnante che ci indirizzi e personalizzi il percorso in modo da renderlo più affine a noi, inoltre entra in gioco la forza di volontà della persona, ho sentito svariati maestri che vendono videocorsi, dicendo apertamente che il 3 % li seguiva poi tutti.
Mozart a 5 anni componeva cose considerate oggi di grande livello muisicale, credere che segnando nostro figlio di 5 anni a pianoforte questo diventerà Mozart o come qualche genio cinese è molto "ottimistico". :) se questi geni sono ricordati dopo secoli è perchè di geni ce ne sono pochi su miliardi di persone.
Io comunque ragazzi, adesso parlando un pò a tutti, vi ho parlato di una mia esperienza di 12 anni e di tutte le persone con cui io mi sono rapportato negli anni, su internet, su forum di pianoforte, fuori da internet, avendo sempre più o meno sentito delle medesime difficoltà, fino ad ora non mi è mai capitato di rapportarmi con baciati dal talento e dalla fortuna, magari talentuosi con comunque un bagaglio sulle spalle, che proprio grazie all'iter seguita sono riusciti a cacciare il talento celato, ma mai autodidatti che suonassero il pianoforte a livelli alti facendo da soli. Pensando potesse essere interessante un confronto tra due strumenti tanto diversi, penso non ci sia da aggiungere molto altro, ovviamente serve mettere le mani personalmente per capire certe cose, non bastano i racconti degli altri.
Non condivido il tuo discorso , però ci sono vedute diverse.
Purtroppo sì fa l'errore di pensare che una persona da sola non può imparare , mai capito il perchè ...
::)
Prima di parlare di autodidatta, dovremmo metterci d'accordo sul suo significato.
Molti chitarristi famosi presunti autodidatti, in realtà avevano dei maestri, ma non erano i maestri "istituzionalizzati" col diploma appeso dietro la scrivania. Imparavano dalla strada, dai locali in cui suonavano e in cui venivano a contatto con gente più scafata di loro da cui assorbivano i trucchi del mestiere. Era un modo diverso di andare a lezione, ma ci andavano comunque.
E' la differenza tra andare all'università per studiare un mestiere, e imparare il mestiere sul campo.
Mi trovo abbastanza d'accordo con questo signore: autodidatti puri che si chiudono sotto una campana di vetro e dopo 10 anni escono musicisti formati, non sono mai esistiti. Una o più figure di riferimento a cui attingere, servono.
Forse potrebbe essere diverso oggi coi tutorial su youtube e le guide, magari impari 4 riff a memoria, qualche lick, e in qualche modo ti avvii al mondo della musica, ma dubito fortemente che si riesca ad andare oltre lo strimpellaggio da camera, e sviluppare un linguaggio musicale completo e espressivo. Indipendentemente che si tratti di tasti in metallo o in avorio. Questo mi trova perfettamente d'accordo con Ombra.
https://youtu.be/39S0kWfAfAE?t=230
Citazione di: AndyMi il 20 Agosto, 2022, 09:44 AMPurtroppo sì fa l'errore di pensare che una persona da sola non può imparare , mai capito il perchè ...
Che intendi dire? Lo chiedo per curiosità, non per polemica. ::)
Può essere una discussione interessante, soprattutto per me e per il mio erratico approccio all'apprendimento.
Citazione di: robland il 20 Agosto, 2022, 04:11 PMChe intendi dire? Lo chiedo per curiosità, non per polemica. ::)
Può essere una discussione interessante, soprattutto per me e per il mio erratico approccio all'apprendimento.
Anche per me può essere una discussione interessante, basta che non venga divisa pure questa per far partire il sub-topic: chitarristi autodidatti :laughing: L'argomento è sempre quello, dai.
Per me l'essere autodidatta funziona quando conosci già le basi dello strumento e vuoi affinare o sviluppare da zero tecniche particolari, come lo sweep o il tapping. Se hai già una buona velocità di plettrata, sai stoppare le corde, visualizzi facilmente accordi e scale sulla tastiera, hai una discreta padronanza del legato, puoi passare allo step successivo anche in assenza di una persona fisicamente presente accanto a te, e imparare una tecnica avanzata in quanto possiedi delle solide fondamenta.
Ma imparare da zero uno strumento, chitarra o piano che sia, affidandoti solo a qualche libricino di musica che hai a casa, ai pdf scaricati da internet e i video tutorial su youtube, per me è fantascienza. Non arrivi nemmeno a suonare quelle 4 robette elementari alla Nirvana, RHCP, Radiohead, che un principiante seguito da un maestro suona in agilità dopo 6-12 mesi.
Citazione di: AndyMi il 20 Agosto, 2022, 09:44 AMNon condivido il tuo discorso , però ci sono vedute diverse.
Purtroppo sì fa l'errore di pensare che una persona da sola non può imparare , mai capito il perchè ...
Puoi diventare medico o ingegnere da solo? O hai bisogno di chi ti insegni e di seguire un iter di studio prima? Perchè ci sono le università e le specializzazioni? Abbiamo bisogno di chi ci insegni, tutta la cultura si tramanda, da soli si possono fare esperienze, ma poi ci serve qualcuno che ci insegni. Se tutta l'umanità avesse pensato di fare da sola, senza insegnamenti, senza attingere alla cultura tramandata prima di lui da altri, saremmo ancora al medioevo, altro che aerei.
Dal momento che uno dice, "che noia" le scale al di fuori delle pentatoniche e anche sulle pentatoniche se ne impara solo le diteggiature senza interessarsi a capirle, che noia gli intervalli, che noia la teoria in generale, che noia fare esercitazione con le scale ripetendone le note, che noia fare esercizi di agilità delle dita, sono difficili, non mi riescono, non ci voglio passare ore, per arrivarci devo fare cose semplici semplici e noiose e non c'ho voglia, passiamo ad altro etc etc etc, questo è uno che si barcamena alla meglio che può con quello che ha scelto di seguire perchè più di suo interesse, se questo è aver raggiunto da soli una completezza al pari di chi ha studiato e si è esercitato 8 ore al giorno per 10 anni devo darti ragione sul fatto che abbiamo idee diverse. Che poi non è una questione di avercele le 8 ore al giorno ma di reggerle, c'è chi non dura 20 minuti a seguirsi anche un video riguardo a materie "noiose", dev'essere una vocazione.. non è che siamo tutti magicamente capaci di gestire tanto stress e tali esercitazioni! :) Va dato a Cesare quel che è di Cesare, se crediamo di suonare un paio d'orette al giorno se va bene e di saltare tante cose perchè ci risultano noiose o poco comprensibili, non possiamo essere ai livelli di chi si fa 10 anni di conservatorio e 8 ore al giorno sullo strumento e gli argomenti brutti e noiosi li ha trattati uno per uno, eserciandosene. Bisogna avere coerenza e maturità di capire dove noi possiamo e vogliamo spingerci e i risultati che questo ci darà, talentuosi più, talentuosi meno. Va benissimo scegliersi uno stadio più amatoriale, però pensare di arrivare da soli ai livelli di un diplomato in conservatorio, con specializzazioni, perchè ci sono anche quelle, che si è esercitato 8 ore al giorno è volersi illudere per non ammettere a sè stessi che abbiamo dei limiti.
A me illudermi non mi piace, so che c'è chi ha studiato più di me e lo prendo serenamente.
Una domanda, voi col vostro strumento, vi sentite completi e arrivati? Riuscite a gestire tutto quel che volete suonare? Se prendete un brano o un assolo molto complesso arrivate a suonarlo alla perfezione o vi tocca ancora di dover lasciare dei brani perchè troppo più in là, o lasciarli incompiuti, cioè imparate solo la parte che vi riesce saltando altre più complesse? Ci sono cose che lasciate perchè non alla vostra portata? Se volete imparare un brano ma non esiste il videotutorial che fate, lo lasciate stare, provate a tirarlo giù a orecchio, andate a cercare il canzoniere, comprate lo spartito? Sinceramente.
Se si complimenti e beati voi, non sapete come vi invidio. Se no, a cosa lo imputate?
E' un OT, se VU vuole aprirci un altro topic..
Citazione di: Davids il 20 Agosto, 2022, 04:27 PMAnche per me può essere una discussione interessante, basta che non venga divisa pure questa per far partire il sub-topic: chitarristi autodidatti :laughing: L'argomento è sempre quello, dai.
Caspita, hai ragione. Non ho nemmeno badato a quale topic fosse questo. In caso apriamone uno nuovo.
Riguardo il "presunto talento" mi verrebbe da citare la storia di Erik Satie.
Questi video li amo perchè danno dritte anche sul proprio strumento, qualsiasi esso sia, oltre che fanno ragionare. Il fatto che uno parli di tecniche pianistiche non vuol dire che non si possano trasportare su altri strumenti, ci sono cose che fanno parte del linguaggio musicale in generale, non strettamente legate allo strumento. Io spessissimo traggo interessanti spunte da altri strumenti per poi aggiungerle al repertorio sui miei, se si riesce. Nel video prima c'è la storia del musicista, poi la splendida disamina del brano.
Citazione di: Ombra/luce il 20 Agosto, 2022, 05:04 PM1) Una domanda, voi col vostro strumento, vi sentite completi e arrivati?
2) Riuscite a gestire tutto quel che volete suonare?
3) Se prendete un brano o un assolo molto complesso arrivate a suonarlo alla perfezione o vi tocca ancora di dover lasciare dei brani perchè troppo più in là, o lasciarli incompiuti, cioè imparate solo la parte che vi riesce saltando altre più complesse?
4) Ci sono cose che lasciate perchè non alla vostra portata?
5) Se volete imparare un brano ma non esiste il videotutorial che fate, lo lasciate stare, provate a tirarlo giù a orecchio, andate a cercare il canzoniere, comprate lo spartito?
6) a cosa lo imputate?
1) no
2) no
3) a volte lascio perdere certe parti, altre volte mi incaponisco fino a che non lo padroneggio
4) eccome!
5) sempre a orecchio, prima. Se sono disperato, tutorial.
6) alla mia mancanza di talento
Citazione di: Vu-meter il 20 Agosto, 2022, 07:30 PM1) no
2) no
3) a volte lascio perdere certe parti, altre volte mi incaponisco fino a che non lo padroneggio
4) eccome!
5) sempre a orecchio, prima. Se sono disperato, tutorial.
6) alla mia mancanza di talento
Ecco, figurarsi io..
L'unica cosa è che ultimamente sto ricacciando fuori qualche spartito e sto cercando di velocizzare un pò la lettura, essendo lento come una lumaca, per il resto no a tutto e non sono nemmeno avvicinabile alla cultura di Vu che è un preparatissimo insegnante con decadi di esperienza sulle spalle!
A cosa lo imputo? A mancanza di iter ancora più profondo, all'aver toccato solo in parte certe materie ma mai spinto tanto oltre, trovandomi con lacune, a cui sto cercando di rimediare, avendone finalmente metabolizzato e compreso l'importanza, non credendo che ciò mi renderà arrivato o una leggenda dello strumento, solo capace di gestire cose un pò più complesse di dove sono attualmente arrivato e capire anche, capire in profondità perchè muovere le dita senza capire non mi riesce ad appagare.
Idem con Christian Salerno, il pianista che cito di tanto in tanto, è inavvicinabile, galassie lontano da dove sto io con 12 anni di pianoforte amatoriale, andando da insegnante un periodo e seguendo alla meglio possibile iter canonici in maniera amatoriale. E' un paragone che non mi sognerei mai nemmeno di fare per gioco.
Non buttarti giù, Ombra. Non essendo la nostra professione primaria, la musica (nel mio caso lo è stata per circa 10 anni, ora non più) è normale che le dedichiamo il tempo, le risorse e le fatiche che possiamo.
Se mi concentro su quello che mi manca, smetto proprio di suonare (come mi successe dopo un live di George Benson). Però è importante anche tenere presente dove si è arrivati. In fondo, ci è costato fatica e sentimento e non è stato facile, eppure, siamo stati bravi. Eccelsi? No di certo, ma bravi, sì.
Citazione di: robland il 20 Agosto, 2022, 04:11 PMChe intendi dire? Lo chiedo per curiosità, non per polemica. ::)
Può essere una discussione interessante, soprattutto per me e per il mio erratico approccio all'apprendimento.
Allora purtroppo noi siamo un paese dove la gente ragiona ormai per preconcetti , non vi si va oltre.
Preconcetti assoluti che condizionano il nostro modo di pensare , faccio un esempio ...
Se uno indossa un Rolex è uno gradasso , non sapendo che la Rolex è una società no profit che fa opere di beneficienza per opere umanitarie..l'Utile viene adoperato per opere caritatevoli..
Potrei citare 500 tipi di preconcetti assuluti...
Uno di questi è la famosa frase ( ha imparato a leggere e scrivere da solo , è un autodidatta e ecc) , viene usata questa frase in senso quasi dispregiativo. Autodidatta vuol dire che , per svariati motivi ,non ha seguito il corso canonico delle scuole imposte dal pensiero comune ma ha seguito un percorso alternativo di studi che gli ha permesso di saper leggere, scrivere e ecc.
Il pensiero comune crede invece che una persona debba seguire un percorso standarizzato che ha la certezza dell'istruzione definitiva , invece è completamente sbagliato perchè noi siamo tutti diversi..
Da qui nasce l'idea che il conservatorio dia una istruzione tale che uno diventa un genio , ebbene si è nell'esatto discorso sbagliato.
Io parlo per la mia esperienza ..ho avuto un maestro di musica che è un'arrangiatore per una casa discografica , lui non ha fatto conservatorio ( ha avuto maestri ) che insegnava armonia e composizione a gente diplomata in conservatorio , loro lo guardavano estasiati..
L'arrangiatore è colui che più o meno sa suonare diversi strumenti e costruisce l'armonia di una melodia creando un tappetto musicale composto da fiati , voci , archi e ecc.
Vuol dire che sa tutte le altre 8 scale musicali , perchè non esistono solo le chiavi di basso e violini..
Per darvi un' idea , io gli portavo da ragazzo dei brani di Hendrix o che ne so di Wes montgomery o Django o Segovia , lui ascolatva il brano e poi me lo trascriveva nota x nota.
Trascriveva tutte le parti di tutti gli strumenti del brano...tutte.
Io ho amici di conservatorio che non sono capaci , non riescono..
Già questo esempio sfascia il mito della persona che esce dal conservatorio ed un genio. perchè sempre per il pensiero comune il diplomato di conservatorio è un genio.
Logicamente chi frequenta il conservatorio ottiene una grande preparazione , ma questo non vuol dire che una persona normale non può diventarlo se non lo frequenta.
Il conservatorio ti fornisce delle basi ma per esempio per diventare arrangiatore e maestro devi fare ulteriori anni in composizione e armonia e ecc.
Faccio un altro esempio , io ha fatto solfeggio....i primi miei esercizi erano tipo Do-o-o-o e via discorrendo , andavo dal maestro me lo scriveva sullo spartito e poi mi diceva "a casa esercitati 2 ore " ..ebbene io andavo a casa e mi esercitavo anche 4 ore perchè volevo imparare a leggere ..
Dico questo perchè tanta gente pensa " se vado dal mestro imparo il solfeggio " , NO , è sbagliato in parte perchè poi il grosso del lavoro lo fai tu a casa tu da solo.
Il nocciolo del discorso è sul fatto che una persona da sola ha dei limiti perchè si autoconvince che la musica è una materia talmente complessa che da sola non vi si può accedere. Allora succede che molta gente si scoraggia e si demoralizza subito.
Molti libri di musica partono sempre con la classica introduzione dicendo che in musica ci sono i 7 modi e trascrivono i 7 modi per ogni tonalità , ebbene tanta gente si smonta subito appena li deve studiare e suonare.
Questo perchè pensa che la musica sia semplice , vedono uno che strimpella e ciao.
Ennesimo preconcetto che si è ormai insidiato nel pensier comune , strimpelli un giro di DO e la gente pensa che è tutta li' la musica.
Al mio maestro di musica arrivavano i cantautori che gli portavano il loro brano inciso su una cassettina, lui acoltava il brano gli trascriveva lo spartito da registrare in SIAE e poi gli scriveva tutta la parte musicale del basso , piano e ecc.
Molti di questi cantautori aveva una preparazione molto basica , ma il problema non sussiste perché oggi la musica è intesa come mero prodotto commerciale, perciò ormai si è diventati personaggi mediatici di vendita del prodotto.
In conclusione è la voglia di conoscere , imparare e esplorare che spinge una persona a prendere dei libri , ad arricchirsi nel linguaggio musicale , a frequentare dei corsi avanzati e migliorarsi.
Se si prendomo molti autori di musica si nota sempre una loro evoluzione armonica dei suoi brani , questo perchè nel tempo si sono migliorati , confrontati , hanno proseguito degli studi e ecc.
Fornisco un altro esempio , io ho imparato l'armonia qyuando ho spostato il tiro musicale sulla Bossa Nova , ho scoperto una composizione musicale diversa dal blues e ecc.
A quel punto mi è scattata una molla che mi ha fatto spingere per eseguire un percorso di armonia ,certo è vero l'ho fatto con un maestro di musica ...ma posso dirvi che il 90% devi studiarti da solo e a memoria le scale , i modi , le triadi , quadriadi , e ecc..
MI sono messo da solo a suonare e imparare i 7 modi in tutte le tonalità e ci ho messo molto tempo , studiavo a memoria i passaggi armonici e ecc...
Certo il Maestro mi indirizzava ma poi devi studiare , la musica comporta studiare e studiare ...a me fanno ridere quelli che fanno 1 ora a settimana di musica ..
Ma se ti piace suonare ci passi la vita, io da ragazzo mi addormentavo suonando...ho fatto notti in bianco per imparare le scale a memoria e altro.
Io ho tonnelate di libri di musica , la curiosità mi ha spinto pure ha comprare dei libri di musica caraibica, magiara , argentina , madrigali e ecc..
Cmq è un discorso molto lungo che forse non ha mai fine perchè non si ha la ragione assoluta , giustamente , ma diversi punti di vista.
Rimane sempre famosa la frase di Wes Montgomery che disse al commesso " non so suonare , ma tanto ho nulla da perdere " . ebbene Wes Montgomery viene insegnato nei conservatori..Viene insegnata la struttura armonica dei sui brani , viene insegnata la successione delle progressioni armoniche....questo perchè quando si costruisce l'armonia di un brano non si buttano le note a caso ma si ha un certo movimento di note che comporta un altro movimento di note.
Se si parte con un basso si va verso un certo tipo di armonia , invece si pensa che l'armonia sia Do Maggiore porta al REm...quando sento questi discorsi sorrido.
Stesso discorso per Segovia ( È grazie a lui se oggi la chitarra viene insegnata nei conservatori, per darvi l'idea della sua importanza nella musica )era un chitarrista che da una melodia di base ha creato 10 trascrizioni , in una adoperava come nota di partenza una 5 di basso e sviluppava un certo tipo di armonia , in un 'altra trascrizione adoperva un basso di 3 e partiva con un altro arrangiamento e ecc.
Sto parlando di musicisti che non hanno fatto conservatorio ma anzi adesso vengono studiati e analizzati nel loro modo di intendere l'armonia e la composizione nella musica.
Viene studiato e insegnato lo sviluppo armonico dei lori brani , è li' che si rimane colpiti.
Torniamo poi sempre all'ennesimo preconcetto che l'armonia x molti l'armonia è di 4 accordi e ecc.
Rimani un discorso lungo che implica arrivare a toccare vari argomenti che porterebbe fare delle analisi di brani di questi musicisti per capire il livello di genio che erano...
Citazione di: AndyMi il 23 Agosto, 2022, 11:52 AMAllora...
Quoto solo la prima parola perchè essendo molto lungo il messaggio, essendo io privo di capacità di sintesi, verrebbe fuori una cosa lunghissima.
Io sono in gran parte d'accordo con quello che dici. Il conservatorio non rende geni, semplifica la vita trattando in maniera profonda moltissimi argomenti, in un iter di tot anni, che un autodidatta non può gestire, generalmente non può gestire. Se a te, te per fare un esempio, non interessa niente di leggere partiture complesse, del del solfeggio non interessa niente, perchè a chi ma interesserebbe fare gesti e segni per suonare senza partiture per cose assimilabilissime ad orecchio o comunque in altri modi? Dal momento che ti occupi di partiture molto complesse diventa fondamentale, è utilissimo suonare già veloce spartiti che non hai mai studiato, però appunto è una cosa che diventa veramente utile a stadi complessi, per questo tantissme persone, soprattutto gli autodidatti e gli amatori, non lo capiscono e giustamente non gli interessa, non può un autodidatta gestire un metodo di solfeggio come il Bona, che mette a dura prova pure gli studenti di conservatorio dei primi anni. Come nemmeno ti interessa di fare esercizi di dettato, di lettura.. ma il fatto che a un autodidatta/amatore, ancor di più di generi di musica moderna, rock etc etc, questi argomenti non gli interessino e li trovi inutili al fine di quel che lui ama fare, sono argomenti importantissimi per qualsiasi musicista classico o che ha seguito questo tipo di iter.
Io ho sentito gente dire che proprio non serve questa roba, a priori, perchè presi dall'euforia che avevano risultati ugualmente, senza capire che ci sono appunto "diversi livelli di suonaggio" e in certi se non tratti queste cose non vai da nessuna parte.
Anche io ho decine di manuali, studi, metodi, di quelli anche che si studiano anche in conservatorio, però quel tempo impiegato dalla mia insegnante di pianoforte mi rendo conto di quanto importante fu, come mi rendo conto quando oggi, da solo, perchè anch'io sono amatore e faccio da solo oggi, tocco argomenti che semplicemente mi aprono la mente e mi demoliscono percorsi interi dove certi argomenti li masticavo poco. Ci sono comunque amatori e amatori, anche qui si parla di diversi palati e diverse ambizioni, certo però che è anche facile trovare e ne ho trovati tanti chi fa il discorso "oggi con internet" riesco a diventare un musicista completo.. beh, io credo sia soltanto un'illusione ma vedi, gli obbiettivi cambiano con il tempo, se ci si vuol spingere oltre un insegnante o un'accademia serve eccome, altrimenti non avrebbero senso che esistano non credi? Perchè ci sono questi tipi di scuole altrimenti? Bisogna imparare a dare i giusti pesi al nostro percorso ma anche a quello degli altri, perchè nonostante io abbia avuto una insegnante, nonostante io abbia provato comunque anche da solo a guardare certe materie più "cervellotiche", non mi paragonerei mai a un pianista con formazione o un chitarrista classico. Guarda un pò di video di Paola Hermosin, chitarrista classica con specializzazioni oltre il conservatorio, guarda come suona, guarda gli argomenti teorici di cui parla.. si vede che questa è una persona formata in profondità, si vede quando di fronte ha qualcuno con tale formazione, lo senti, lo percepisci e per me è anche appassionante, un incipit in più a rimboccarsi le maniche.
Anche per questo pentagramma, che è come imparare l'alfabeto, impararlo da soli non è una cosa semplice, ci si stanno tre anni in conservatorio per insegnarlo tutto. Uno che non ha voglia e non ce la fa a impararlo e si trova a evitarlo e odiarlo non è perchè è uno svogliato, è perchè è complicato e richiede tanto tempo e servirebbe un insegnante. Ci sono tanti ostacoli che per un autodidatta serve un iter più profondo, non dico che un autodidatta non possa arrivare a divertirsi e fare cose anche belle, anche Stef Burns è autodidatta e in un'intervista ha detto di non conoscere la teoria musicale, però ha ammesso la sua importanza, non è uno che dice che non serve a niente, anche Eric Clapton non sa leggere la musica, perlomeno così ho letto, ma che questo (non parlo di Clapton e Burns ma dell'autodidatta che ha appena imbracciato lo strumento :D) arrivi a suonare da concertista alla scala di Milano, o in orchestre classiche, parlando di altri strumenti presenti in contersti classici o di operistica, serve farsi un iter completo, una scuola e comunque le eccezioni non confermano la regola, non serve mettere di mezzo grandi o geni che imparavano da soli e diventavano leggende, va guardata la media e di geni ce ne sono pochi. Poi che uscirai genio non vuol dire nulla, un conservatorio non fa geni, fa completi, permette di seguire un iter di studio che porta a una completudine tale che non ho mai visto nella vita avere un autodidatta che non va nemmeno da un insegnante, soprattutto se suoni classico e certi strumenti musicali. Prova su Youtube a cercare il canale di La musica con Giulia, è un piccolo canale di 3000 iscritti o poco più, la youtuber è una violinista, parla di tante cose interessanti che se le scrivo io qui ci sto troppo.
Se uno va da uno o più insegnanti è già una cosa ottima, però voi pensate da musicisti rock su chitarra elettrica o su strumentistica finalizzata a certi generi moderni, provate a entrare nei panni di un violinista classico d'orchestra o un pianista classico, non si può fare un parallelismo di tipo di iter da seguire. Questo è l'errore che si commette, si valuta il proprio percorso o quello di musicisti affini al genere che ci piace, dando per scontato che l'iter di crescita sarà poi il medesimo. Se tu vuoi suonare in una band moderna, tastiera o chitarra, non ti è richiesto l'iter di un violinista o un pianista classico e se sei talentuoso puoi anche fare gran belle cose senza spingerti in profondità in certe materie, però da autodidatti totali, chiusi in una campana come dice Davids... è volersi illudere, inoltre in un'orchestra classica alla Scala, devi avere un iter e un percorso mooolto diverso da quello che devi avere per andare a suonare al pub le hit per smuovere la serata e già quest'ultima cosa non è affatto semplice e richiede un percorso tortuoso partendo da 0.
Rileggete sempre per vedere se ho modificato il messaggio, generalmente modifico sulle 30 volte almeno, per aggiungere o modificare cose :D
Andy, ne hai messa di carne al fuoco eh :laughing:
C'è da dire che entrambi a modo vostro avete ragione. E' vero che non è necessario seguire un corso di studi accademico per migliorare e che in certi casi si possono raggiungere risultati strabilianti. Uno è il caso del tuo mentore che tirava giù a orecchio spartiti di intere sinfonie.
Un altro è Mozart che a 5 anni componeva musica, a 6 suonava alla corte di Massimiliano III principe di Bavaria, e a 13 aveva già composto delle sinfonie, e suonato a Parigi e Londra. Genio precoce. Ma quanti geni precoci ci sono in circolazione? Anche il tuo maestro, per quanto non sia Mozart, è un caso abbastanza raro di bravura e predisposizione innata.
Ma se prendi un gruppo di 100 studenti, 50 li metti a studiare musica in conservatorio per 5 anni, e 50 da soli a casa ad arrangiarsi con pdf e videotututorial, quale dei due gruppi sarà mediamente più bravo alla fine? E' il concetto di media e deviazione standard. I ragionamenti si fanno sulla media, non sulle eccezioni.
Il discorso, a costo di essere ripetitivo, va affrontato da un punto di vista diverso, ovvero: quale è il percorso che mi permette di raggiungere i miei obiettivi? Fermo restando che da autodidatta dal giorno 0 non vai da nessuna parte, e per i primi 2 anni una guida (che sia il conservatorio, il maestro di musica privato, l'accademia di musica che ti lascia il diploma tipo Lizard, o anche solo l'amico che suona da 20 anni) serve a tutti.
Dipende. Dipende dal tuo obiettivo. Ci sono obiettivi per cui, dopo la spinta iniziale, si può andare avanti anche da autodidatti. Ci sono altri in cui serve l'aiuto di questa guida per altri 12-24 mesi perchè si hanno obiettivi più ambiziosi. E ce ne sono altri in cui ti serve un percorso di formazione lungo 10 anni.
Per suonare con gli amici in sala, fare qualche cover e andare a suonare alla sagra della castagna, anche il primo percorso può andare bene. Questo sia che si tratti di chitarra o di pianoforte, visto che il focus del topic era questo.
Se l'obiettivo invece è fare il turnista in studio e dal vivo, una accademia tipo Lizard che rilascia un diploma internazionalmente riconosciuto, è obbligatoria.
Se l'obiettivo infine è comporre musica per film o sinfonie, se vuoi fare il chitarrista classico e non il chitarrista rock, se vuoi fare i concetti alla scala di Milano , ti devi diplomare al conservatorio. E poi continuare a studiare tanto tanto tanto!! Devi interfacciarti continuamente con tanti musicisti da cui assorbire nozioni e spunti, anche provenienti da ambienti molto diverso dal tuo.
Diversi livell di "suonaggio" dicevamo :)
Ma queste son cose che, senza voler offendere nessuno, si sanno. Sembra che stiamo scoprendo dove si trova l'arca di Noè, che stiamo rivelando al lettore chissà quali scottanti verità che gli cambieranno per sempre la vita. Chi passa e legge, sa che non è Luca Colombo e mai lo sarà. Così come chi passa e legge, sa che se vuole andare negli USA a comporre colonne sonore per film, il bluesman con la Strato che fa lezioni a 20€ l'ora nel suo studiolo, non è la figura giusta a cui rivolgersi.
Citazione di: Ombra/luce il 20 Agosto, 2022, 05:04 PMUna domanda, voi col vostro strumento, vi sentite completi e arrivati? Riuscite a gestire tutto quel che volete suonare? Se prendete un brano o un assolo molto complesso arrivate a suonarlo alla perfezione o vi tocca ancora di dover lasciare dei brani perchè troppo più in là, o lasciarli incompiuti, cioè imparate solo la parte che vi riesce saltando altre più complesse? Ci sono cose che lasciate perchè non alla vostra portata? Se volete imparare un brano ma non esiste il videotutorial che fate, lo lasciate stare, provate a tirarlo giù a orecchio, andate a cercare il canzoniere, comprate lo spartito? Sinceramente.
Se si complimenti e beati voi, non sapete come vi invidio. Se no, a cosa lo imputate?
Credo che nessun musicista si possa definire realmente "completo". Anche tra i professionisti, non conosco un chitarrista che sappia suonare ugualmente bene rock, metal, jazz, fusion, pop. Forse Guthrie Govan, ma parliamo di 1 su 7 miliardi.
Lo stesso nella batteria, strumento sottovalutato, ma per certi versi più complesso di chitarra e pianoforte. Ogni batterista ha un suono modo di suonare, si capisce subito se un batterista è rock, metal, pop o jazz. Ad esempio Charlie Watts dei Rolling Stones suonava in un gruppo rock, ma aveva una impostazione sia della mano che del tocco sulle pelli assolutamente jazzistica. Guardatevi qualche live e ve ne accorgerete dopo poche battute. Non me lo immagino Charlie Watts col doppio pedale a fare un accompagnamento metal.
Quello che noto sia su di me che su altri, sia amatori che professionisti, è che ognuno col tempo sviluppa un proprio linguaggio definendo un territorio musicale in cui si trova a proprio agio, e tende poi a rimanere al suo interno. Una sorta di comfort zone in cui riesce a dare il meglio di sè stesso. Vi immaginate Eric Clapton che un bel giorno sale sul palco, e inizia a fare tapping e dive bomb? Ecco, ci siamo capiti.
Citazione di: Davids il 23 Agosto, 2022, 07:53 PMQuello che noto sia su di me che su altri, sia amatori che professionisti, è che ognuno col tempo sviluppa un proprio linguaggio definendo un territorio musicale in cui si trova a proprio agio, e tende poi a rimanere al suo interno. Una sorta di comfort zone in cui riesce a dare il meglio di sè stesso. Vi immaginate Eric Clapton che un bel giorno sale sul palco, e inizia a fare tapping e dive bomb? Ecco, ci siamo capiti.
D'accordissimo.
Riguardo il solfeggio.. lui è pianista classico diplomato, chiaro che ha a che fare con partiture di certa complessità, chiaro che a questa tipologia di musicista certi argomenti sono assai più importanti di chi, anche se bravissimo, sta in generi o in percorsi che non richiedono a priori certe cose. L'altra è insegnante di violino. Ma anche se guardate i vari insegnanti di chitarra su youtube, quelli più famosi, tutti fanno sempre sottintendere che certe cose servano, anche se poi fanno videotutorial che trattano marginalmente certe cose così da attirare a sè possibili alunni o chi gli compra il corso. Un insegnante non dirà mai che non serva un certo iter. Certo, se credi che grazi a questi video tutorial striminizi di questi maestri tu sarai un musicista completo tra tot anni.. mi spiace è un'illusione, loro stessi lo lasciano intendere.
Dovremmo aprire una nuova sezione: Pianoforte e Musica Classica :lol:
Citazione di: Davids il 23 Agosto, 2022, 08:29 PMDovremmo aprire una nuova sezione: Pianoforte e Musica Classica :lol:
No vabbè, è un forum di chitarra, per questo ho aperto il topic in off topic.. poi chiaro, io sono appassionato pure di pianoforte e mi piace ovviamente tanto parlarne, però in un forum di chitarra sarei un pesce fuor d'acqua! :laughing:
Sul discorso invece della difficoltà del pianoforte nella sua struttura di strumento, se avete una tastiera, anche da poche ottave ma non la avete mai intrapresa in maniera "pianistica", vi vorrei proporre una "sfida" :D Vi lascio questo video che spiega la diteggiatura corretta di una semplice scala come quella di DO sia con la sinistra che con la destra (la sinistra al minuto 3:50 del video, fermatevi a quella). Prendete familiarità con una mano alla volta, quando andate spediti, provate a suonare la scala di DO con entrambe le mani su due ottave differenti in maniera abbastanza fluida e omogenea, non parlo di prima una mano e poi l'altra ma tutte e due all'unisono.. che è un esercizio potrei dire basico rispetto ad esercizi molto più complessi, come vedete dal tipo di video è un esercizio per principiantissimi che stanno mettendo le mani sul pianoforte solista, sono quei fondamentali per poi riuscire a suonare a due mani, primissimissimi passi, lo dice di fare anche lei alla fine che spiega le diteggiature per entrambe le mani, quindi lo considera esercizio basico preparatorio. Poi datemi una di queste risposte:
1. E' una passeggiata
2. Mi ha dato dei problemi ma ci sono riuscito
3. Ci ho passato i guai, terribile ma dopo essermi incaponito ce l'ho fatta
4. No ci rinuncio, non riesco a farlo nemmeno lentissimo, quando muovo un dito con la sinistra mi si muove in automatico il medesimo con la destra e non ne esco fuori, non riesco a rispettare le diteggiature, è impossibile.
https://www.youtube.com/watch?v=EDXX8kyQ1Xg (https://www.youtube.com/watch?v=EDXX8kyQ1Xg)
Qui non è un discorso per dire che la chitarra è semplice e sminuirla, è altrettanto uno strumento difficile, è uno strumento polifonico anch'esso, non può essere facile, sto solo parlando delle difficoltà a cui il pianoforte porta e c'è un motivo per cui è considerato uno dei più complicati (e nella lista c'è pure la chitarra). Io personalmente, nel percorso iniziale con entrambi gli strumenti, ho avuto meno sensazioni di angoscia con i fondamentali di chitarra, comunque complicati, rispetto a quelli di pianoforte, però certe cose con la chitarra oggi mi sono semplicemente impossibili da padroneggiare e ci sono cose che mi fanno piangere ungualmente e allo stesso modo, dipende tutto da cosa devo suonare, sui legati ci ho passato i guai, soprattutto con pull-off, chiaro che una strummata di 4 accordi aperti non è sta gran difficoltà, stadi iniziali a parte, rispetto a un assolo complesso o un brano in chord melody dove devi fare dei barrè e aprire con le altre dita, anche di 2, 3, addirittura sentivo chi parlava di 4 tasti più avanti, che non ho idea come sia possibile a meno di non avere mani enormi se si parla dei primi tasti. Io ho fatto suonare a un mio amico che suona la chitarra da 12 anni la prima parte di Giochi Proibiti, dove c'è un passaggio in cui fai un barrè e porti il mignolo su 4 tasti dopo, muovendolo mentre tieni fermo il barrè, non è riuscito ad uscirne fuori. A me invece ha dato più problemi la seconda parte a causa di passaggi che richiedevano apertura senza possibilità di perni. Ci sono certe cose per chitarra che, a meno di non essere abilissimi, sono tremende allo stesso modo del pianoforte. La chitarra può portare a cose di difficoltà tremenda, basti pensare a certi arrangiamenti in chord melody di brani pensati per altri strumenti, addirittura mi ha dato una marea di problemi in più il cercare di suonare su chitarra la colonna sonora di Forrest Gump in chord melody rispetto alla medesima sul piano, sul piano, sarà anche che l'ho suonato per molto più tempo, è molto più immediato ovviamente avendo assimilato i fondamentali, sulla chitarra è complesso, molto complesso, hai sei corde, corde a vuoto, una tastiera intricata e complessa, la gravità contro, è uno strumento difficilissimo dal momento che si mettono le mani su cose al di fuori dei primi fondamentali e della chitarra da spiaggia.
Con 12 anni di piano ho sofferto tantissimo il non potermi ricavare gli accordi con la stessa facilità per via che le sei corde, le corde a vuoto e l'intricatezza della tastiera della chitarra mi rendeva il processo incommensurabilmente più difficile, purtroppo io ho la mente da "pianista" e non mi andava bene impararmeli a memoria o seguire stratagemmi come il CAGED, io dal primo momento che ho ripreso la chitarra avevo come obbiettivo l'arrivare ad avere chiara la tastiera come il pianoforte e ricavarmi gli accordi tramite gli intervalli, questo porta a un bel casino di percorso da cui nemmeno sono uscito fuori, per quanto stia migliorando, giù di scale a manetta, ne ho parlato con chitarristi classici di conservatorio e mi hanno detto che su chitarra è cosa molto complessa, anche per uno che ha fatto il conservatorio, però io sono fatto così, ragiono così, per via di 12 anni di pianoforte, ho quella forma mentis che non se n'è andata, soffro non avere la medesima chiarezza del piano.
Anche rimanendo su Giochi proibiti, in altro topic io e Bestia abbiamo tentato di suonarla come la versione di Segovia (che poi mi pare di capire che sia sbagliato il video e non sia una versione di Segovia) che trovate sul tubo, e ci abbiamo entrambi rinunciato :D.. un conto è suonare meccanico, un conto dare anche dei colori a quel che si suona, degli accenti, dei colori perchè come il pianoforte anche la chitarra permette di suonare piano/forte.. diventare veramente abili con la chitarra serve un percorso enorme come serve per il pianoforte, solo in maniera diversa. Io questa la suono pure velocissimo e senza guardare ormai, ma interpretarla così è difficilissimo, è molto più facile interpretarla meccanicamente senza accenti, le capacità interpretative sono un'altra cosa su cui bisogna lavorare ed è tutt'altro che semplice.
Tra l'altro lo spartito è pure molto, molto, molto semplice ed è un buon esercizio per familiarizzarci, se mai qualcuno fosse interessato basta cercare quello di Roberto Fabbri su Google, è il primo che esce ed è munito anche di tab, per chi le preferisce. Il brano di per sè, a parte qualche passaggio più ostico, non è sta gran difficoltà, le principali difficoltà sono interpretative ed è qui che in molti cadono.
Poi ovvio, se il tuo prendere la chitarra in mano equivale a fare dei riff con gain o distorsori a palla, ti formi sulle problematiche a cui questo porta, palm muting etc etc e ci arrivi senza che ti metti a studiare solfeggio, spartiti, armonia profonda, sarei matto a dire il contrario. Ci sono tantissimi modi di affrontare uno strumento, tanti generi, tanti palati, tanti obbiettivi, che poi cambiano con il tempo perchè l'obbiettivo che hai dopo tre mesi è diverso da quello che hai dopo 3 anni, quindi anche lì potrebbe essere l'ora di fare delle scelte diverse e infarinarsi di più su certe cose che inizialmente proprio erano l'ultimo dei problemi.
L'indipendenza delle mani è lo scoglio più grande su cui si scontra qualunque principiante. Sempre detto.
Io ho una tastierina giocattolo da 3 ottave, eredità di uno scambio alla pari fatto anni fa, ho difficoltà a suonare pure una così elementare
ma non perchè è impossibile, ma perchè non mi sono mai applicato seriamente (oltre al fatto che mi manca la quarta ottava per suonarlo!!). Qua tra l'altro c'è un elemento extra di difficoltà rispetto a quanto propooni, che è il fare il basso con la sinistra e la melodia con la destra facendo incastrare perfettamente le note tra loro. Cioè, devi mandare le due mani a tempo tra di loro suonando cose diverse. Ma se avessi la volontà di mettermici sotto come si deve, credo che nel giro di 2 settimane riuscirei a farcela***
Io mi ricordo che le prime volte che mi esercitavo sulle scale con la chitarra, avevo sempre il problema del release delle corde, le facevo sempre risuonare, mentre ora riesco a mutarle tranquillamente sia con la mano destra che coi polpastrelli della mano sinistra. E' una cosa che mi ha portato via del tempo, ora non ricordo quanto esattamente, ma ricordo che i primi mesi facevo davvero fatica a eseguire una semplice pentatonica a 80bpm senza risonanze.
*** anzi, già che ci sono ti chiedo: che esercizi potrei fare per arrivare a suonare quel breve "frammento"? Una risposta breve però eh, magari con due videini ad hoc per sviluppare un minimo di indipendenza sinistra-destra, non posso prendermi una giornata di ferie per leggere il tuo reply (scherzo!! :D)
Citazione di: Davids il 24 Agosto, 2022, 12:42 PM*** anzi, già che ci sono ti chiedo: che esercizi potrei fare per arrivare a suonare quel breve "frammento"? Una risposta breve però eh, magari con due videini ad hoc per sviluppare un minimo di indipendenza sinistra-destra, non posso prendermi una giornata di ferie per leggere il tuo reply (scherzo!! :D)
Ma parli del video che hai postato? Secondo me ci stai, nel tuo livello, una mezza giornata a prenderci la mano. Intanto familiarizza con l'ottava e con le sue note, magari già sai farlo ma ripassalo in modo ti venga naturale, quando sai dove stai mettendo le mani è meglio di farlo a intuito, poi ovviamente isola i due passaggi, impara a farlo a menadito prima con una mano, poi con un'altra, non partire mai a due mani senza aver assimilato perfettamente le due parti. L'insidia può stare nel fatto che usi pollice e mignolo sulla sinistra, quando hai fatto tutto questo inizia la ritmica di basso con la sinistra e aggiungi una nota alla volta con la destra, quando ti viene naturale aggiungi una nota ancora, puoi anche volendo fare piccole porzioni melodiche alla volta, fino a che ci riesci e non vai in confusione, quando arrivi a quel momento aggiungi una nota per volta con la destra. Ma lo stesso vale per l'esercizio che ho postato io sopra, quel video parte troppo in quinta a far fare quell'esercizio, non è umanamente possibile farlo appena dopo l'aver preso confidenza con le scale, bisogna isolare e fare una nota alla volta.. Quell'esercizio è devastante per uno che ci si sta immettendo. :D
Un consiglio, quello che fa con il basso nel video che hai postato in gergo si chiama tremolo, anche se molto lento. Per farlo correttamente si fa tenendo ferme le dita e ruotando a destra e sinistra l'avambraccio. Io ritengo sia sempre bene fare le cose nel modo corretto in quanto il tremolo, se fatto un pò più veloce che nel video, se lo fai solo con le dita e non con l'avambraccio ti si indolenzisce il tendine ed ovviamente, questo vale anche per la chitarra, se si può evitare di farsi male prendendo già impostazioni corrette è meglio! Ah, ovviamente vai lentissimo..
Comunque il buon Christian Salerno, che cito sempre, è un ottimo insegnante. Anche il canale di Pianosolo è un ottimo canale sia per principianti che non.
L'indipendenza delle mani è lo scoglio più grande per qualsiasi aspirante pianista, come il barrè per i chitarristi e come il barrè per impararlo a padroneggiare bene, tutti i cambi di accordi a tempo, non è una cosa veloce.. io ancora devo ogni tanto fermarmi e mettermi a metronomo per riuscire a risolvere certi passaggi con barrè per stare in battuta e penso di farli piuttosto bene in generale.
Ti avviso che anche gli esercizi di Christian, sono le prime volte abbastanza traumatici.. per quello parlavo di veri e propri traumi di cui non mi sono mai più scordato, anche nelle cose più semplici, le prime volte a rendere indipendenti le mani è veramente angosciante. Non è impossibile ovviamente però questo è il punto critico del piano che fa abbandonare molti l'idea di proseguire perchè ti spiattella in faccia che ti devi munire di pazienza e sangue freddo, è una vera e propria sberla a tradimento data al principiante, che fino a prima aveva trovato intuitivo il piano come strumento. :D
Un altro carinissimo esercizio che puoi fare, almeno ti lascia la parvenza di stare suonando qualcosa di senso compiuto anzichè fare esrcizi nudi e crudi, potresti fare appunto un un arpeggio di un accordo di DO con la mano sinistra con raddoppio sul DO successivo col pollice e con la destra suonare una o due note per volta, rimanendo, nell'ottava successiva, sul DO - RE - MI, alternando le varie note in modo da comporre un motivetto. Poi magari prova a cambiare accordo, sempre arpeggiando, in senso discendente, con la sinistra gli accordi di LAm, FA e SOL, poi torni di nuovo al DO, quindi la sequenza è C, Am, F, G. Con la destra sempre quelle tre note, al massimo se ci prendi confidenza ne aggiungi qualcun altra. Essendo una tre ottave la tua ti toccherà fare la parte della mano sinistra partendo dal DO centrale, arpeggiando un DO con raddoppio all'ottava successiva verrai a trovarti a suonare quel DO da entrambe le mani, puoi pure farlo, non cambia, oppure magari evita quel DO con la destra, come preferisci. Le dita da usare nell'arpeggio sono 1, 2, 4 e 5 (mignolo, anulare, indice e pollice).
Come vedrai ti lascerà una sensazione positiva.. alla fine delle battute del numero che preferisci, più avanti potresti anche smettere di cambiare accordi e fermarti sul DO7+, ti basta fare un normale DO ma portare il pollice sul SI anzichè il DO successivo. Vedrai che cambierà lo stato d'animo di quello che stai trasmettendo, con la destra continua con una nota alla volta o anche due in successione più veloce, poi piano piano inizia a cambiare nota con la destra più spesso mentre continui ad arpeggiare con la sinistra senza mai fermarti. Io non so se la tua tastiera ha la simulazione del tocco, se ce l'ha magari suona anche con forza differente mentre improvvisi, sono tutte cose che non guastano ma fallo dopo che vai spedito con le cose prima. Ovviamente queste sono cose che sai già, lo specifico per chiunque leggerà questo esercizietto.
Queste cose le amo alla follia, sono ciò che mi fa amare il linguaggio della musica, raccontare una storia con le sensazioni date dalla musica, inoltre ti danno una parvenza di suonare qualcosa di compiuto mentre ti eserciti a slegare le mani e ti muovi con la sinistra senza stanziarti su una porzione, sicuramente ti divertirà.