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Didattica => Scale, Accordi & Improvvisazione => Discussione aperta da: Moreno Viola il 09 Aprile, 2013, 12:44 PM

Titolo: Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Moreno Viola il 09 Aprile, 2013, 12:44 PM
Nei giorni scorsi ho fatto qualche "esperimento" e volevo raccontare un po' cosa ne ho ricavato.
Sostanzialmente ho cercato di suonare i vari modi su delle basi di generi diversi, e mi sono convinto definitivamente che il primo passo per capirci qualcosa è abbattere la preclusione naturale che abbiamo nei confronti di certi intervalli.
Tra l'altro mi sono anche accorto che la reazione allo stesso intervallo non è uguale se cambia il contesto in cui lo applico.
Infatti la difficoltà maggiore ce l'ho quando provo ad applicare una qualche scala modale su una base rock. Se invece provo a fare la stessa cosa su una base jazz, riesco ad accettare intervalli "innaturali" senza problemi, secondo me soltanto perché sono abituato ad accettarli in quel contesto.
Eppure mi rendo conto che alcuni musicisti, se suonano scale modali in un contesto rock, non mi sembrano così disturbanti come quando provo a farlo io.
Addirittura un paio di settimane fa, ho chiesto ai miei compagni nella band, di provare a suonare una base swing, e nonostante i nostri enormi limiti, il risultato, ad orecchio era discretamente accettabile pur se devo ammettere che ad un certo punto ho perso di vista il contesto armonico e ho finito per suonare praticamente a caso.
Se azzardo la stessa operazione su un brano rock, non riesco a staccarmi dalla tonalità e mi sembra sempre di suonare stonato.
Alla fine la domanda che vorrei farti non riguarda tanto l'aspetto concettuale, che mi affascina in modo esagerato (mi sono iscritto a Jamble, dopo aver letto la colorita discussione che avesti con un utente che credo abbia annullato la sua iscrizione), ma più che altro come riuscire a esercitare l'orecchio ad accettare quegli intervalli così particolari, tenuto conto che nei brani elencati da te, la naturalezza con cui vengono suonati, me li fanno digerire senza problemi, ma se provo a improvvisarci sopra è tutto un altro discorso.
Comunque il tuo lavoro è veramente ben fatto, aldilà delle mie tare.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 09 Aprile, 2013, 07:46 PM
Ciao
Per Moreno dico forse una cosa scontata ma quando si usano tutte le note di una scala è essenziale appoggiare le note dissonanti sui tempi deboli della battuta o meglio in levare,un'altro sistema è quello di utilizzarle inserendole in passaggi veloci oppure ancora se stai suonando più melodico puoi utilizzare le dissonanti come approcci cromatici, un es. in do su un accordo di DOmaj7 e utilizzando la scala maggiore di Do la 4 cioè il FA se utilizzato come nota di riposo risulta dissonante se invece lo usi come approccio cromatico per arrivare al MI ottieni un bell'effetto idem per il MIb (che in un contesto cosi spiccatamente maggiore risulta dissonante) se invece lo usi per arrivare con un bending al MI può starci molto bene (vedi blues).In altre parole anche quando suoni modale devi stare molto attento a non usare le dead note (note vietate relativamente all'accordo che sta passando in quel momento) sui tempi forti ma solo sui tempi deboli e possibilmente in levare (tipico del jazz)
Invece in generi di estrazione più rock si usa il primo approccio cioè si inseriscono le dissonanze in passaggi molti veloci (vedi Fusion prog ecc.) cosi sono accettate anche da orecchi meno allenati, comunque quasi tutti i velocisti utilizzano passaggi cromatici più per l'esigenza di rendere simmetrici i loro pattern che per scelta stilistica. Ovviamente in questo secondo caso non si parla più di improvvisazione.
Ci sono altri sistemi tipo il pitch axis (Satriani docet) o la dispersione di ottava (Varini) che ti permettono di utilizzare le dissonanza sistemandole sulle diverse ottave dello strumento ma non sono all'atezza di spiegartele.

Antonio

P.S. mi sono riletto e sono rimasto di sasso ....... ma lo posto lo stesso ......perdonatemi.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 09 Aprile, 2013, 08:31 PM
Citazione di: enox il 09 Aprile, 2013, 07:46 PM

P.S. mi sono riletto e sono rimasto di sasso ....... ma lo posto lo stesso ......perdonatemi.

Perchè dici così ? Sei stato davvero chiaro  :bravo2: e gentile  :mypleasure: , cosa non ti è piaciuto ?  ???


Vu :)
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 09 Aprile, 2013, 09:30 PM
Grazie
Vedi Vu io ora sono nella fase "metti ordine in quello che sai e incomincia ad usarlo" ma non so chi mi legge (in generale che conoscenze ha) quindi sono restio a dare input perchè sennò va a finire che succede come e successo a me che ho elaborato troppi input teorici senza aver metabolizzato bene il lavoro di base,un esempio per capirsi,per studiare le modali avevo messo le scale sia pentatoniche che maggiori sviluppate sul manico in tutte e cinque le posizioni ma partendo sempre o dal do 6 corda o dal do prima corda per comodità di memorizzazione poi quando ho incominciato a provare le sonorità dei modi mi sono reso conto che "suonavo" pattern  in maniera meccanica sequenziale e ad ogni cambio di direzione mi dovevo fermare,risulta evidente che cosi non esce niente di musicale e cosi i modi non lo avrei mai sentiti,morale se avessi investito più tempo con il "vero studio" dei pattern, cioè ricorsivi a gruppi di tre  di quattro e cosi via con lo spostamento di accento prestando la massima attenzione al cambio di direzione a metronomo e senza fermarsi mai fino al 14 tasto, allora si che una volta che li avessi incotrati I MODI avrei potuto sentirli e quindi utilizzarli, in altre parole se non hai nelle MANI e non solo nella TESTA perlomeno i cinque pattern pentatonici in tutte e 12 le tonalità i i cinque pattern maggiori che valgono però per tutte le sette note della scala maggiore è sicuramente prematuro affrontare i modi i pratica.
Ma ciò non toglie che il lavoro che sta portando avanti Power sia di grandissimo valore perchè è sequenziale sintetico ed esaustivo per argomento e lo sto seguendo con interesse proprio perchè in attesa di arrivare al nocciolo della questione, un esempio ulteriore anche in riferimento a quello che dicevo prima a Moreno
Quando dico di studiare i pattern in gruppi di tre note o quattro o meglio ancora cinque (Attenzione non intendo tre note necessariamente su una corda sola) è importantissimo perchè cosi suonando un pattern a gruppi dispari (tre note per volta su un tempo pari si crea automaticamente uno spostamento di accento che aiuta in maniera significativa a far passare le dissonanze.
Ora se mi permetti un piccolo trick : Scala di do partendo dal SI 6 corda 7 tasto  quindi tre note per volta ma anche a tre note per corda, però solo fino alla terza corda le note della scale sono comode a tre note per corda perchè se stai nel pattern tradizionale sulla seconda corda ha solo due note che fare allora semplice aggiungi come terza nota il SOL# ti ritrovi cosi ad avere un pattern a tre note per corda su tutte e sei le corde comodo per la mano e se lo suoni veloce su un tempo pari 4/4 vedrai che ci sta bene.

Antonio
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Moreno Viola il 09 Aprile, 2013, 10:06 PM
Grazie Enox per i tuoi interventi. Farò tesoro anche dei tuoi consigli, tenuto conto però che la velocità, sia per limiti tecnici sia per una questione di gusti non è propriamente il mio obbiettivo.
Mi piacerebbe di più fare un uso della modalità in senso melodico.

Citazione di: powerage77 il 09 Aprile, 2013, 07:42 PM
Mi spieghi con che criterio scegli le scale da suonare? Magari posso darti qualche dritta...

Citazione di: powerage77 il 09 Aprile, 2013, 09:05 PM
Non voglio fare il saccente ma il mio insegnante diceva sempre: prima impara a suonare le note consonanti e poi si lavorerà con le dissonanti. Ora, mi spiegate i metodo che usate? Come riconoscete la scala da usare? Quali sono i criteri che utilizzate per la scelta della modale appropriata? Ogni brano può essere identificato in una scala modale e tutte le note di essa suoneranno GIUSTE.

Citazione di: powerage77 il 07 Aprile, 2013, 10:57 AM
Ecco le progressioni Tonali, sfruttando le combinazioni Modali:


IONICO        Imaj7 - IVmaj7 - V7
DORICO       Imin7  - IIImaj7 - IV7
FRIGIO        Imin7 - IImaj7 - III7
LIDIO          Imaj7 - II7
MISOLIDIO   I7 - IVmaj7 - VIImaj7
EOLIO          Imin7 - VImaj7 - VII7
LOCRIO        Imin7b5 - Vmaj7 - VI7

Ovviamente ogni combinazione modale RISPECCHIERÀ le sonorità tipiche di ogni modo. Ecco alcuni esempi di brani famosi moderni per ogni modo*:

IONICO: Twist and Shout(Beatles), Here I Go Again(Whitesnake), Dance The Night Away, Jump(Van Halen)

DORICO: Smoke On The Water(Deep Purple), 2 Minutes To Midnight(Iron Maiden), The Animal(Steve Vai), Sharp Dressed Man(ZzTop)

FRIGIO: Innuendo (Queen, Riff principale), Under A Glass Moon(Dream Theater, Riff Principale)

LIDIO: Flying On A Blue Dream(Joe Satriani), The Riddle(Steve Vai), Saglie Saglie(Pino Daniele), La mitica sigla dell'almanacco del giorno dopo..

MISOLIDIO: Won't Get Fooled Again(The Who), Hell Ain't No Bad Place To Be (ACDC)

EOLIO: Livin' On A Prayer(BonJovi), Wasted Years, Wasting Love, Fear Of The Dark(Iron Maiden), Child In Time(Deep Purple), Comfortably Numb(Pink Floyd, Strofa iniziale e 2° assolo)

LOCRIO: A Day Of Reckoning(Testament)

Io sono totalmente d'accordo con il tuo insegnante su consonanza e dissonanza.
Riguardo al modo con il quale ho ricavato le scale da suonare, mi sono rifatto sia al tuo schemino, creando delle basi con Tuxguitar (un GuitarPro più proletario per dirla alla Vigi) e improvvisandoci sopra con le scale corrispondenti, sia all'elenco dei brani che hai elencato cercando di suonarci sopra.
Ma il problema è che sono io che pur comprendendo abbastanza bene il linguaggio non riesco ad esprimermi con disinvoltura; per questo chiedevo quale potrebbe essere un modo per esercitare l'orecchio.
Tempo fa ricordo che uscì fuori un parallelismo tra suonare e parlare. Diciamo che la mia difficoltà ha a che fare con la pronuncia delle parole che ho bisogno di scandire in modo preciso, perdendo però in fluidità.
Viene fuori ben poco di improvvisato.
E' un po' come se pensassi modale e "traducessi" in modale.
Non so se sono riuscito a farmi capire.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vigilius il 09 Aprile, 2013, 10:16 PM
Ti sei fatto capire benissimo, almeno io ho capito :ookk:
Penso che comunque sia un problema un po' di tutti gli 'amatori' che non possono dedicare la vita a suonare: quando suonavo 2-3 ore al giorno beccavo le tonalità delle canzoni ad orecchio senza averle mai sentite prima e riuscivo a suonare pop-rock in gruppi visti più o meno 2-3 giorni prima: insomma ero una specie di mercenario-della-chitarra-solista, ma era soddisfacente 'parlare' anche se 'solo' tonale. Ora non so più fare niente di quelle cose perché 2-3 ore le suono in un mese quando va bene :facepalm2:
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 09 Aprile, 2013, 11:16 PM
Citazione di: enox il 09 Aprile, 2013, 09:30 PM
Grazie
Vedi Vu io ora sono nella fase "metti ordine in quello che sai e incomincia ad usarlo" ma non so chi mi legge (in generale che conoscenze ha) quindi sono restio a dare input perchè sennò va a finire che succede come e successo a me che ho elaborato troppi input teorici senza aver metabolizzato bene il lavoro di base,un esempio per capirsi,per studiare le modali avevo messo le scale sia pentatoniche che maggiori sviluppate sul manico in tutte e cinque le posizioni ma partendo sempre o dal do 6 corda o dal do prima corda per comodità di memorizzazione poi quando ho incominciato a provare le sonorità dei modi mi sono reso conto che "suonavo" pattern  in maniera meccanica sequenziale e ad ogni cambio di direzione mi dovevo fermare,risulta evidente che cosi non esce niente di musicale e cosi i modi non lo avrei mai sentiti,morale se avessi investito più tempo con il "vero studio" dei pattern, cioè ricorsivi a gruppi di tre  di quattro e cosi via con lo spostamento di accento prestando la massima attenzione al cambio di direzione a metronomo e senza fermarsi mai fino al 14 tasto, allora si che una volta che li avessi incotrati I MODI avrei potuto sentirli e quindi utilizzarli, in altre parole se non hai nelle MANI e non solo nella TESTA perlomeno i cinque pattern pentatonici in tutte e 12 le tonalità i i cinque pattern maggiori che valgono però per tutte le sette note della scala maggiore è sicuramente prematuro affrontare i modi i pratica.
Ma ciò non toglie che il lavoro che sta portando avanti Power sia di grandissimo valore perchè è sequenziale sintetico ed esaustivo per argomento e lo sto seguendo con interesse proprio perchè in attesa di arrivare al nocciolo della questione, un esempio ulteriore anche in riferimento a quello che dicevo prima a Moreno
Quando dico di studiare i pattern in gruppi di tre note o quattro o meglio ancora cinque (Attenzione non intendo tre note necessariamente su una corda sola) è importantissimo perchè cosi suonando un pattern a gruppi dispari (tre note per volta su un tempo pari si crea automaticamente uno spostamento di accento che aiuta in maniera significativa a far passare le dissonanze.
Ora se mi permetti un piccolo trick : Scala di do partendo dal SI 6 corda 7 tasto  quindi tre note per volta ma anche a tre note per corda, però solo fino alla terza corda le note della scale sono comode a tre note per corda perchè se stai nel pattern tradizionale sulla seconda corda ha solo due note che fare allora semplice aggiungi come terza nota il SOL# ti ritrovi cosi ad avere un pattern a tre note per corda su tutte e sei le corde comodo per la mano e se lo suoni veloce su un tempo pari 4/4 vedrai che ci sta bene.

Antonio


Ottimo intervento Enox ! :goodpost:

Non aver timore a spendere più parole perchè ne hai davvero da vendere e il forum è qui per questo !  :bravo2:

Ottimo anche il consiglio legato allo studio modale a "grappoli", lo trovo intelligentissimo e non ci avevo mai pensato ! bravo2:




Citazione di: Moreno Viola il 09 Aprile, 2013, 10:06 PM

Tempo fa ricordo che uscì fuori un parallelismo tra suonare e parlare. Diciamo che la mia difficoltà ha a che fare con la pronuncia delle parole che ho bisogno di scandire in modo preciso, perdendo però in fluidità.
Viene fuori ben poco di improvvisato.
E' un po' come se pensassi modale e "traducessi" in modale.
Non so se sono riuscito a farmi capire.


Questo dipende moltissimo dall' ascolto . Per migliorare sia il parlato che l'accento, occorre gettarsi a capofitto tra chi parla correttamente quella lingua e nel caso della musica non è difficile perchè oramai si trova praticamente ogni cosa vogliamo sul web.
L'ascolto è fondamentale, mentre studio sia l'analisi logica che grammaticale di ciò che stanno dicendo .. so che sono termini legati al linguaggio, ma i concetti sono assolutamente identici anche in musica.
Un bimbo parla molto prima di saper analizzare una frase e conoscere cosa sia un aggettivo e lo fa solo con l'ascolto e la ripetizione. Inmusica valgono gli stesi criteri. Crescendo e studiando avrà sempre più possibilità di far scivolare i pensieri in parole e grazie all'esercizio ed all ostudio potrà parlare sempre più "forbito" ..



Citazione di: Vigilius il 09 Aprile, 2013, 10:16 PM
Ti sei fatto capire benissimo, almeno io ho capito :ookk:
Penso che comunque sia un problema un po' di tutti gli 'amatori' che non possono dedicare la vita a suonare: quando suonavo 2-3 ore al giorno beccavo le tonalità delle canzoni ad orecchio senza averle mai sentite prima e riuscivo a suonare pop-rock in gruppi visti più o meno 2-3 giorni prima: insomma ero una specie di mercenario-della-chitarra-solista, ma era soddisfacente 'parlare' anche se 'solo' tonale. Ora non so più fare niente di quelle cose perché 2-3 ore le suono in un mese quando va bene :facepalm2:


:laughing:  Che ci vuoi fare .. è così per tutti noi ..


Citazione di: powerage77 il 09 Aprile, 2013, 10:43 PM

Allora.. Interessante la piega che ha preso il discorso. Le diteggiature tre note per corda servono a memorizzare al meglio le scale, quindi utili per avere in maniera più chiara e semplice possibile una mappa ordinata sul manico.
Poi per suonare si possono fare tante cose. È sbagliato dire che con tre note per corda si ha un certo tipo di accento.



No, Enox non diceva che con tre note per corda si ha un certo tipo di accento, ma che suonando a grappoli dispari su tempi pari ti ritrovi per forza ad avere un particolare accento..


Citazione di: powerage77 il 09 Aprile, 2013, 10:43 PM

Il miglior modo per lavorare con le modali ed improvvisare è usare l'orecchio creando dei temi melodici in loop.. L'avete mai fatto? È una cosa molto bella ed interessante , in questo modo allenate il vostro orecchio e le vostre mani a creare qualcosa di melodico ed interessante...


:goodpost:
Questo tipo di esercizi li ho sentiti consigliare tanti anni fa da Scott Henderson, che aveva fatto un bel video piuttosto lungo incentrato sul fraseggio e su semplici ma efficaci regole per migliorarlo . I mini-loop interni , seguit da variazioni sul tema erano uno degli aspetti fondamentali dell costruzione di frasi sensate ed efficaci .

A questo punto però, manca davvero una registrazione video o audio con dei sample, ragazzi ( e parlo ad Enox e Power in modo particolare ) ... :firuli:


:worthsample:

:worthvideo:



Vu :)
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 09 Aprile, 2013, 11:32 PM
Ciao Power solo per precisare....
Citazione " È sbagliato dire che con tre note per corda si ha un certo tipo di accento" infatti ho precisato che si tratta di tre note per " volta" cioè gruppi di tre note se poi le tre note sono su una corda sola meglio ancora......no? e più sopra ho anche specificato che è interessante far girare l'accento per stemperare eventuali dissonanze utilizzando pattern dispari su tempi pari da creare varietà ritmica. Perche quando si studia su pezzi modali con armonie per forza di cose un po troppo stabili dopo un pò ci si stufa alla grande... mica siamo tutti Miles Davis  in So What

E ora la domanda...
citazione " Io miglior modo per lavorare con le modali ed improvvisare è usare l'orecchio creando dei temi melodici in loop" questo mi interessa veramente molto perche effettivamente è una delle cose più significative,in che modo consiglieresti di procedere per cercare di creare appunto dei temi melodici ?

Ultima cosa non sono del tutto d'accordo quando affermi che "  Le diteggiature tre note per corda servono a memorizzare al meglio le scale" perche in realtà i pattern base universali sono i pattern a parti strette che vengono proposte ai novizi proprio perche sono piu semplici da memorizzare e presentano tutti almeno su una corda solo due note, mentre i pattern a parti late ( large ) che presentano appunto sempre tre note per corda richiedono sempre uno smanicamento a volte anche di tre tasti,cioè la scala fisicamente si distribuisce su otto tasti e non su cinque al max come per quelli a parti strette e sono appunto considerate un salto di qualita notevole,ci si arriva di solito quando si è abbastanza avanti con lo studio,poi ovviamente tutto e opinabile.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Moreno Viola il 09 Aprile, 2013, 11:44 PM
Citazione di: Vu-meter il 09 Aprile, 2013, 11:16 PM
A questo punto però, manca davvero una registrazione video o audio con dei sample, ragazzi ( e parlo ad Enox e Power in modo particolare ) ... :firuli:


:worthsample:

:worthvideo:



Vu :)

Agree with the boss   ;D
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 09 Aprile, 2013, 11:53 PM
Per VU
Lo sapevo che avresti chiesto un video...... il problema che no ho una videocamera o meglio c' l'ho ma e di quelle con le video casette piccoline bella lei va anche bene ma dovrei trafficare dopo per fare la conversione digitale ecc. e sinceramente non ne ho voglia vedrò se riesco a convincere mio figlio a riprendermi  con il cellulare, ma non prometto niente..... ci poi sarebbe anche un'altra opportunità se i miei soci sono d'accordo potrei registrare le prove con lo zoom e postare  qualche pezzetto di prove, ma di veramente modale non facciamo niente l'anno scorso abbiamo inserito in repertorio so what  all blues e footprints poi il sassofonista ci ha lasciati e fare la impro solo con la chitarra è improponibile,io uso anche la vg-8 per suoni simil fiati, ma i fiati veri in un brano modale secondo me sono insostituibili.

Antonio
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 10 Aprile, 2013, 12:12 AM
Sempre per Vu
Ti cito " I mini-loop interni , seguit da variazioni sul tema erano uno degli aspetti fondamentali dell costruzione di frasi sensate ed efficaci" è proprio questo il punto fondamentale,io però aspetterei le indicazioni di Power,perche il vero problema è: ok ora so le scale ,ho anche capito come funzionano i modi,ma mi accorgo che se uso solo le scale come implicitamente mi è stato suggerito,oltre a stufarmi presto faccio passaggi che avverto come non perfettamente consonanti, mentre stando alla teoria dei modi dovrei essere sempre consonante, inoltre non riesco ad essere vario,cioè mi rendo conto che se qualcuno mi ascoltasse si romperebbe circa al secondo minuto se mi va bene....mia moglie si rompe al primo..... allora come fare?
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: powerage77 il 10 Aprile, 2013, 04:47 AM
Citazione di: enox il 09 Aprile, 2013, 11:32 PM
Ciao Power solo per precisare....
Citazione " È sbagliato dire che con tre note per corda si ha un certo tipo di accento" infatti ho precisato che si tratta di tre note per " volta" cioè gruppi di tre note se poi le tre note sono su una corda sola meglio ancora......no? e più sopra ho anche specificato che è interessante far girare l'accento per stemperare eventuali dissonanze utilizzando pattern dispari su tempi pari da creare varietà ritmica. Perche quando si studia su pezzi modali con armonie per forza di cose un po troppo stabili dopo un pò ci si stufa alla grande... mica siamo tutti Miles Davis  in So What


Chiedo venia ho letto male, porta pazienza , sarà l'arteriosclerosi che avanza!!
Hai ragione sul discorso degli accenti però secondo me se le note sono giuste non c'è bisogno di parlare di accenti per farle suonare bene. Secondo me se si sa gestire un improvvisazione con un buon crescendo si riesce a fare belle cose senza annoiare amici e parenti. Questa è una mia improvvisazione in EOLIO su una base:
http://www.youtube.com/watch?v=FMTuczzKNbc# (http://www.youtube.com/watch?v=FMTuczzKNbc#)

Ho lavorato tanto sul crescendo gestendo il numero di note, le tecniche usate,gli accenti e il crescendo musicale creando anche qualche piccolo tema musicale. Scusa la non precisione di alcune parti ma è un improvvisazione nuda e cruda.

Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: powerage77 il 10 Aprile, 2013, 04:51 AM
Citazione di: enox il 09 Aprile, 2013, 11:53 PM
Per Power
Lo sapevo che avresti chiesto un video...... il problema che no ho una videocamera o meglio c' l'ho ma e di quelle con le video casette piccoline bella lei va anche bene ma dovrei trafficare dopo per fare la conversione digitale ecc. e sinceramente non ne ho voglia vedrò se riesco a convincere mio figlio a riprendermi  con il cellulare, ma non prometto niente..... ci poi sarebbe anche un'altra opportunità se i miei soci sono d'accordo potrei registrare le prove con lo zoom e postare  qualche pezzetto di prove, ma di veramente modale non facciamo niente l'anno scorso abbiamo inserito in repertorio so what  all blues e footprints poi il sassofonista ci ha lasciati e fare la impro solo con la chitarra è improponibile,io uso anche la vg-8 per suoni simil fiati, ma i fiati veri in un brano modale secondo me sono insostituibili.

Antonio

Vu ha chiesto il video non io!! Comunque se leggi bene il mio metodo vedrai che per suonare le scale modali non c'è bisogno di fare un brano con una progressione modale! Guardati il video che ho postato sopra dove su un giro di accordi TONALE ho utilizzato un EOLIO (che ai giorni nostri corrisponde alla minore naturale). Stessa cosa si può fare con gli altri modi su basi dove ci sono giri TONALI.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: powerage77 il 10 Aprile, 2013, 06:57 AM
Citazione di: enox il 09 Aprile, 2013, 11:32 PM
Ultima cosa non sono del tutto d'accordo quando affermi che "  Le diteggiature tre note per corda servono a memorizzare al meglio le scale" perche in realtà i pattern base universali sono i pattern a parti strette che vengono proposte ai novizi proprio perche sono piu semplici da memorizzare e presentano tutti almeno su una corda solo due note, mentre i pattern a parti late ( large ) che presentano appunto sempre tre note per corda richiedono sempre uno smanicamento a volte anche di tre tasti,cioè la scala fisicamente si distribuisce su otto tasti e non su cinque al max come per quelli a parti strette e sono appunto considerate un salto di qualita notevole,ci si arriva di solito quando si è abbastanza avanti con lo studio,poi ovviamente tutto e opinabile.

Le diteggiature tre note per corda sono comode, semplici da imparare tant'e che i miei allievi di 12-13 anni le imparano perché essendo SCHEMI GEOMETRICI le memorizzano in un batter d'occhio!! Le scale con due/tre note non simmetriche non sono facilmente assimilabili. Ricorda sempre che il miglior modo per imparare una cosa e renderla schematica, se lo fai hai realizzato metà del lavoro. Sinceramente non vedo nessuna complicazione distribuire su 8 tasti una scala, semmai la difficoltà la vedo quando non c'è un numero di note uguali su ogni corda e non c'è possibilità di creare una serie di "figure" sulle corde.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 10 Aprile, 2013, 09:02 AM
Ciao Power ti faccio veramente i miei complimemti bello il suono e bello soprattutto il suonato,in fatto di suono abbiamo gusti molto simili (scuro e graffiante), quando avròp più tempo ti chiederò qualche info sul suono...
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 10 Aprile, 2013, 09:07 AM
Adesso rileggendo il post dall'inizio ho meglio compreso il tuo obbiettivo e sono io che sono andato fuori dallo schema parlando di cose non pertinenti.

Antonio
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 10 Aprile, 2013, 09:36 PM
Ora Power deve assolutamente proseguire e concludere il suo pensiero.... per esempio specificando che proprio questo metodo  (goodrick docet) per essere pienamente compreso da un neofita va studiato assolutamente sia a tonica variabile che a tonica fissa (se la trovo posto una paginetta di chitarre di qualche anno fa che chiarisce inequivocabilmente il concetto).

Provo comunque a spiegare : in effetti l'equivoco che genera i problemi di consonanza di moreno nasce proprio dal fatto che Power per poter presentare questo sistema  in modo semplice e comprensibile per tutti si è dovuto per forza do cose riferire alla scala maggiore di do  DO RE ME FA SOL LA SI DO  attribuendo ad ogni nota della scala il suo nome cioè ionico dorico frigio e cosi via; ma quando lo si studia non bisogna più assolutamente pensare alle note ma hai gradi cioè sviluppo sia il do nei suoi sette gradi ma sviluppo anche il re utilizzandolo come primo grado della  scala maggiore RE MI FA# SOL# LA SI DO, quindi alla fine avrò sette scale cioè sette modo della stessa scala per tutte e 12 le tonalità analizzando il risultato troverò che avrò tra l'altro sette modi cioè ionico dorico frigio ecc che iniziano tutti dalla nota DO che a questo punto può essere considerate una nota e non un grado e quindi utilizzato di conseguenza..... sembra complicato ma in realtà è semplicissimo soprattutto considerando la simmetria della tastiera della chitarra ( questo sistema è stato sviluppato dai fiati solisti per semplificare lo studio dei loro strumenti i chitarristi odorato l'affare se nè sono appropriati e lo hanno perfezionato al max (Berkley docet)....
Io preferico un'altro approccio e questo sistema lo uso parzialmente per curare l'aspetto geografico...è molto utile quando improvvisi per non perdersi sulla tastiera.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Moreno Viola il 18 Aprile, 2013, 11:42 PM
Sto facendo esercizio.
Per il momento mi sono concentrato solo su due modi, il dorico e il frigio e sostanzialmente ho provato, come già la volta precedente, a creare delle basi e suonarci le scale.
Come prima cosa ho tirato giù gli accordi per i due modi.
Prendendo come riferimento il Do, gli accordi erano Do-7 - Mib7+ - Fa7 per il dorico e Do-7 - Reb7+ - Mib7+ per il frigio.
Onestamente mi interessava allenare l'orecchio, per cui ho un po' barato riguardo alle diteggiature, utilizzando quella di Do partendo dalla 6° corda, VIII tasto e spostandomi sulla tastiera.
In questo modo mi sono reso conto che per abitudine mi concentravo poco sul modo e suonavo la scala maggiore di Sib per il dorico e di Lab per il frigio cercando gli intervalli e le melodie "convenzionali" della scala maggiore o della minore relativa.
Allora ho cambiato metodo ed ho utilizzato le diteggiature a tre nota per corda che avevi suggerito e qualcosa è cambiato.
Ho preparato delle basi semplici con progressioni III/I IV/I e II/I III/I dove ogni accordo durava due misure e ci suonavo sopra la scala scandendo bene le note.
Martedì sera sono andato avanti così per quasi due ore (uno sforzo sovraumano per me).
Ieri sera dopo essere andato alle prove, sono rientrato poco prima di mezzanotte, ho ripreso la chitarra e c'ho dato dentro fino quasi alle 3:00 ma dopo aver ripreso per un po' l'esercizio del giorno prima, ho provato a improvvisare un po' ed è stata tutta un'altra storia.
Sia chiaro non mi sono improvvisamente trasformato in Frank Gambale, ma ho cominciato a interpretare le due scale come un mondo a parte, cercando di sottolineare gli intervalli che sentivo più particolari.
Mi vengono fuori frasi un po' "mediterranee" con tutte e due le scale, e di sicuro per il momento non saprei come farle entrare in un contesto rock, ma di sicuro sto facendo qualcosa di diverso dal solito che pur non essendo "bello" è comunque gradevole.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 19 Aprile, 2013, 07:47 AM
Citazione di: Moreno Viola il 18 Aprile, 2013, 11:42 PM

Prendendo come riferimento il Do, gli accordi erano Do-7 - Mib7+ - Fa7 per il dorico e Do-7 - Reb7+ - Mib7+ per il frigio.


Occhio perchè l'ultimo accordo del Frigio dovrebbe essere una settima e non una settima maggiore . ( Mib7 )



Grandissimo Moreno !  :bravo2: :bravo2:

Anzitutto grazie per averci reso partecipi perchè possiamo meglio capire le sfumature che il metodo ha e come aggirare eventuali ostacoli .
E' bello sentire che hai fatto uno sforzo cosciente perchè spesso moltissimi credono non sia faticoso approcciarsi a qualcosa di nuovo e quando invece se ne rendono conto, mollano subito . Tu sei andato avanti e stai procedendo e meriti una lode per gli sforzi !  :bravo2:


Bravo !!  :bravo2: :bravo2:


:abbraccio:



Vu :)
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Moreno Viola il 19 Aprile, 2013, 12:45 PM
Grazie Vu, ma mi sono divertito molto, solo che ieri a mezzanotte passata ho ripreso la chitarra e un paio d'ore sono volate, insomma l'ora della nanna è arrivata un po' tardi.
Sette ore di chitarra in tre giorni, non le facevo da anni.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Moreno Viola il 22 Aprile, 2013, 11:16 PM
L'obbiettivo di Power era quello di applicare le scale modali in un contesto pop/rock, infatti non parla di jazz modale.
Nel topic in cui sono elencate le progressioni, Power parla di progressioni tonali sulle quali sfruttare le combinazioni modali.
Visto da questo punto di vista, tutto acquisisce un senso ma è necessario sganciarsi dalla logica del modalità=jazz, anche perchè in questo modo si possono dare nuovi sapori a "banalissimi" brani rock.
Sono le mie solite conclusioni da alunno, ma mi sto divertendo un sacco a suonare intervalli che normalmente non userei.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Moreno Viola il 24 Aprile, 2013, 12:41 PM
Prima o poi doveva succedere. La disciplina che mi ero imposto è andata a farsi friggere, e alla fine mi sono messo a "giocare".
Però, ieri ho fatto una piccola riflessione.
Buona parte dei pezzi che ascoltiamo, si basano su uno schema, dove si alternano fondamentalmente strofa e ritornello.
Nella maggior parte dei casi, viene incastrata nel mezzo del pezzo una parte per l'assolo.
L'armonia sulla quale si cimenta il solista, è quasi sempre basata su pochi accordi, alle volte addirittura solo due.
Una progressione diffusissima è IV/V/VI min, mi viene in mente ad esempio "Child in Time" dei Deep Purple, ma anche "All Along The Watchtower" di Dylan/Hendrix, e in questo caso, supponendo che gli accordi siano Fa/Sol/La min, la scala che userò sarà quella di Do maggiore/La minore oppure la scala di Do ionico /La eolico osservando le cose da una prospettiva modale.
Giusto?
Però ci sono situazioni dove le progressioni possono essere ancora più semplici.
Se ad esempio io ho semplicemente due power chords alla distanza di un tono l'uno dall'altro ad esempio Do e Re e a entrambi aggiungo soltanto la 9, posso considerare quei due accordi in almeno tre modi diversi, senza "stonare".
Se li considero come I e II grado della scala maggiore di Do, suonerò la scala corrispondente, ma se invece li prendo come IV e V della tonalità di Sol maggiore posso suonarci sopra una scala di Do Lidio e ancora se li uso come V e VI della tonalità di Fa maggiore posso utilizzare la scala di Do misolidio per la mia improvvisazione.
A quel punto sono io che ho la libertà di interpretare il modo non soltanto utilizzando uno scala piuttosto che un'altra ma anche completando l'armonia con gli accordi che "sento" più corretti per esprimere quello che voglio.
Ho volutamente mischiato i concetti di tonale e modale per coerenza con il metodo esposto in questo topic.
Ha un senso questo mio ragionamento oppure sono fuoristrada?
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 26 Aprile, 2013, 08:43 AM
Ciao Moreno,

provo a risponderti io ..

Citazione di: Moreno Viola il 24 Aprile, 2013, 12:41 PM

.... supponendo che gli accordi siano Fa/Sol/La min, la scala che userò sarà quella di Do maggiore/La minore oppure la scala di Do ionico /La eolico osservando le cose da una prospettiva modale.
Giusto?



Ehm .. no . Nel contesto da te proposto sei comunque in ambito tonale . Non stai facendo niente che possa far sentire il modo , anche se è vero che lo stai usando. Se vuoi far sentire il modo hai varie possibilità . Dal punto di vista strettamente teorico , dovresti esplorare lo stesso modo per tutti e tre gli accordi ossia suonare ad esempio un Fa Lidio sul Fa, un Sol Lidio sul Sol. Questi due primi accordi godrebbero del sound Lidio. Ora ti si presente un La minore e qui puoi optare , in base a quanta dissonanza tu voglia creare , potresti anche osare e spostarsi altrove, ad esempio in La Frigio .

Niente affatto semplice comunque, più avanti spiego meglio il perchè .


Citazione di: Moreno Viola il 24 Aprile, 2013, 12:41 PM

Però ci sono situazioni dove le progressioni possono essere ancora più semplici.
Se ad esempio io ho semplicemente due power chords alla distanza di un tono l'uno dall'altro ad esempio Do e Re e a entrambi aggiungo soltanto la 9, posso considerare quei due accordi in almeno tre modi diversi, senza "stonare".
Se li considero come I e II grado della scala maggiore di Do, suonerò la scala corrispondente, ma se invece li prendo come IV e V della tonalità di Sol maggiore posso suonarci sopra una scala di Do Lidio e ancora se li uso come V e VI della tonalità di Fa maggiore posso utilizzare la scala di Do misolidio per la mia improvvisazione.
A quel punto sono io che ho la libertà di interpretare il modo non soltanto utilizzando uno scala piuttosto che un'altra ma anche completando l'armonia con gli accordi che "sento" più corretti per esprimere quello che voglio.
Ho volutamente mischiato i concetti di tonale e modale per coerenza con il metodo esposto in questo topic.
Ha un senso questo mio ragionamento oppure sono fuoristrada?


Sulla carta ha certamente senso . I power chords non avendo la terza lasciano l'opzioni di intenderli maggiori o minori .. questo però sulla carta . Quando vai a suonare il senso di maggiore o minore è comunque avvertibile, sai perchè ? Dagli schemi precostituiti che il nostro cervello ha oramai assorbito dopo decenni di giri armonici sempre identici.
Se suono Sol - Re - Mi - Do in power chords, il nostro cervello interpreterà il Mi come minore .
Questo è un primo ostacolo all'uso dei modi in ambito Rock . Come ti accorgerai infatti, i modi trovano la loro espressione più piena in accordi ben definiti, possibilmente a più voci , 4 o superiori. Il power chord manca della struttura che possa sostenere i modi e trovare soluzioni melodiche modali è davvero difficile in questo ambito .
Quando parlo di "soluzioni modali" intendo proprio la musica modale e non l'uso delle scale modali . L'uso delle scale modali lo fai sempre e comunque, in ogni ambito tonale . Se nel mio giro sopra Sol - Re - Mi - Do inizio a suonarci in Sol ionico o in Mi Eolio, non sto suonando modale, anche se non commetto errori chiamandole così . Quello che però sto facendo è confermare la struttura tonale del giro armonico.
Fintanto che suonerò cose che rientrano nella scala di Sol maggiore o nella relativa minore ( mi minore ) , di modale non ci sarà l'ombra. Non ha importanza da che nota parto , se parto da Sol , da Do, da Mi , da Fa ; se il mio fraseggio poi va a toccare le note della scala di Sol ionico o Mi eolio, il modale non lo avvertirò , nè avrà senso parlare di modale .

Se invece voglio affrontare il discorso modale, comincerò a separare grappoli di accordi , anche un solo accordo per volta se sono coraggioso , ed  inizierò a sfruttare i modi che mi vengono messi a disposizione . Inizierò magari con un Sol Lidio per poi passare al Re Lidio ( oppure ionico ) , sceglierò che modo suonare in Mi , che modo suonare in Do ( lidio nuovamente, magari ? ) .
Se sono coraggioso e gli accordi sono lunghi e ben distesi potrei perfino prendermi la briga di suonare più modi sullo stesso accordo, se volessi creare quante più dissonanze possibili , per spezzare in ogni modo la tonalità .

Vu :)
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 26 Aprile, 2013, 08:50 PM
Ciao
Cito Vu e quoto 
"Se suono Sol - Re - Mi - Do in power chords, il nostro cervello interpreterà il Mi come minore .
Questo è un primo ostacolo all'uso dei modi in ambito Rock . Come ti accorgerai infatti, i modi trovano la loro espressione più piena in accordi ben definiti, possibilmente a più voci , 4 o superiori. Il power chord manca della struttura che possa sostenere i modi e trovare soluzioni melodiche modali è davvero difficile in questo ambito .
Quando parlo di "soluzioni modali" intendo proprio la musica modale e non l'uso delle scale modali . L'uso delle scale modali lo fai sempre e comunque, in ogni ambito tonale . Se nel mio giro sopra Sol - Re - Mi - Do inizio a suonarci in Sol ionico o in Mi Eolio, non sto suonando modale, anche se non commetto errori chiamandole così . Quello che però sto facendo è confermare la struttura tonale del giro armonico."
Anche e rimane sempre da vedere anzi sentire cosa fa il basso.....
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 26 Aprile, 2013, 11:20 PM
Citazione di: enox il 26 Aprile, 2013, 08:50 PM

Anche e rimane sempre da vedere anzi sentire cosa fa il basso.....



Giustissimo !!!  :mypleasure:   :bravo2: :bravo2:


Vu :)
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Moreno Viola il 27 Aprile, 2013, 12:20 AM
Grazie Vu e Enox.
In realtà avete confermato quello che intendevo. Purtroppo per me è un po' complicato renderlo chiaro per una mancanza oggettiva di mezzi, ma ci riprovo.
Credo che utilizzare la modalità nella maniera "corretta" in un contesto che non sia jazz/fusion sia praticamente impossibile.

Citazione di: enox il 26 Aprile, 2013, 08:50 PM
Anche e rimane sempre da vedere anzi sentire cosa fa il basso.....

Questa frase mi viene incontro. Nell'ipotizzare lo schema di due power chords e delle possibili soluzioni, intendevo proprio questo.
Se io ho un'armonia particolarmente scarna, probabilmente do maggiori possibilità sia a me stesso su come arricchire quegli accordi e aggiungerne altri, sia agli altri musicisti che possono intervenire a loro volta con note scelte per caratterizzare un determinato modo.
Anche quando dico che quei due accordi, possono assumere il ruolo di determinati gradi all'interno di tonalità diverse intendo che a seconda del modo che voglio affrontere posso aggiungere le note necessarie e farli diventere accordi maggiori o minori, di 9°, 13° e chi più ne ha più ne metta.
Discorso che per me rimane teorico perchè non ho la capacità di metterlo in pratica, ma credo che abbia il suo senso.
Facendo l'ennesimo parallelismo con il linguaggio, vedo l'applicazione della modalità al rock un po' come la differenza tra fare un discorso in inglese, oppure utilizzare alcune parole o dei particolare inglesismi per dare "colore" a un discorso in italiano.
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: enox il 27 Aprile, 2013, 02:05 AM
Ciao Moreno
Visto che la tua ricerca continua ti propongo questo esperimento da fare quando avrai tempo e voglia.
Fai una base suonando un IIm7 V7 Imaj7 accompagnando in quarti sul battere ( es. 1battuta  4 volte Rem7     2 battuta 4 volte SOL7     3 battuta 4 volte DOmaj7     4 battuta 4 volte DOmaj7 il tutto a bpm 60 max 70) e metti in loop non è un gran chè come base ma serve a chiarire perfettemante al tuo orecchio il centro tonale che nell'esempio è in DO, la velocità bassa serve a percepire bene i cambi di accordo   ascolta bene un paio di volte la base poi inizia a suonare, sul REm7 non improvvisare cerca un paio di cellule melodiche che ti piacciano e usa sempre quelle( per esempio potresti usare le triadi che nascono dalla scala combinandole a piacere),quando sta per arrivare i SOL7 ti fermi ed inizi a suonare non sul primo movimento dei 4  ma sul secondo la prima volta usi il SOL misolidio quindi ancora tutte  note della scala di DO ma parti a suonare dal SOL usa ancora cellule melodiche come prima. idem quando arriva il DOmaj7 non suonare sul primo movimento dei 4 ma parti dal secondo, terminate le prime 4 misure la base ricomincia da capo, quando sei sul RE7 fai come il primo giro, però questa volta quando sarai di nuovo sul SOL7 usa il SOL lidio cioè partirai sempre dal SOL a suonare cellule melodiche ma usando le note della scal di RE,quando sarei di nuovo sul DOmaj7 fai come sopra,al terzo giro invece usa sul SOL7 ll SOL dorico cioè userai le note della scala di FA partendo però sempre a suonare dalla nota SOL.e cosi via.Quindi ogni volta che arriva un SOL7 scali di un modo fino a farli girare tutti e 7,noterai che alcuni modi sono di tuo gradimento altri no,memorizza quelli che ti piacciono di più,poi vedremo come connettere tradi loro melodicamente gli accordi (uno dei metodi normalmente utilizzati e quello delle note in comune "tra i due accordi ")
Qusto è uno sviluppo del metodo che Vu ha proposto in un video sul suo post riguardante i modie serve principalmenye a capire come si possono usare i modi (cioè i colori diversi generati dai modi) in un contesto prettamente tonale (quindi volendo anche pop o rock) in questo caso generato dalla progressione IIm7  V7  Imaj7 che è alla base della musica tonale.


P.S. 4 precisazioni
Per fare la base usa gli accordi completi a 4 voci.

La base te la devi proprio fare tu con un looper con band in a box o con quello che vuoi ma è assolutamente necessario che tu abbia la precisa percezione del cambio di accordo.

Cosa ancora più importante è la ripetizione cioè ad ogni volta che la base ricomincia devi cercare di suonare sempre la stesse cosa a meno che sul SOL7 dove per forza di cose ti troverai di volta in volta note diverse ma sempre e solo del modo che stai sperimentando in quel giro.

Cerca quando sei sul SOL7 di usare tutte le note della scala.

Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 27 Aprile, 2013, 08:30 AM
Esercizio FANTASTICO .  :yeepy:


Bravo Enox !!  :bravo2: :bravo2: :bravo2: :bravo2:


Quoto in tutto e per tutto . Un mito !  :abbraccio: :abbraccio: :abbraccio:



Citazione di: Moreno Viola il 27 Aprile, 2013, 12:20 AM

Facendo l'ennesimo parallelismo con il linguaggio, vedo l'applicazione della modalità al rock un po' come la differenza tra fare un discorso in inglese, oppure utilizzare alcune parole o dei particolare inglesismi per dare "colore" a un discorso in italiano.


Assolutamente d'accordo . Se applichi i modi sempre più intensamente, il linguaggio si sposta per forza verso il jazz.. Se continui ed arrivi ad un discorso realmente modale, sia armonico che melodico, sbuchi a metà del I° secolo ...  :eheheh:
Sembra una sciocchezza, ma è così ! ( anzi, molto prima; in anti era volgare )

Vu :)
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Moreno Viola il 27 Aprile, 2013, 05:14 PM
Grazie mille Enox.

Mi dedicherò sicuramente all'esercizio che mi hai proposto e tranquillo che arriveranno anche le domande, perchè per me il cammino è ancora lunghissimo.
Hai fatto bene a precisare di ripetere frasi che mi piacciono e non tentare per il momento la strada dell'improvvisazione pura, ma tieni comunque conto che il mio parlare di improvvisazione, in pratica si risolve quasi sempre nella ripetizione ostinata di frasi che avverto come "belle" proprio con lo scopo di allenare l'orecchio a intervalli particolari e anche perchè non sono in grado di improvvisare e rischio di finire a suonare a caso pur se all'interno di uno schema che mi permette di non sbagliare.
Ci leggiamo presto.


Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 12:00 PM
UP
ditemi se ho capito qualcosa.

Forse ho avuto un poco di illuminazione grazie alle diteggiature qua sotto e vi prego di perdonare se probabilmente dirò cose che un ragazzino di 3 anni sa già.


(https://forum.jamble.it/proxy.php?request=http%3A%2F%2Fwww.jazzitalia.net%2Flezioni%2Fpaologuiducci%2Fimmagini%2Fl6_diteggiature1.gif&hash=401b9803911087cfa193432c9621505e973ca9e7)


Insomma attraverso tali Box si capisce dove è la Tonica Maggiore, la Tonica Minore e dove parte il modo legato al box.
Le caratteristiche ed i colori diversi si evidenziano dal punto di partenza, mentre troppo spesso si crede di dover partire sempre e comunque dall'inizio del box.
Partendo dalle diverse posizioni ogni box acquista il diverso carattere e significato a partire dalla nota tonica di riferimento.
Giusto?
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 01:42 PM
Dunque, secondo me i box da te postati sono altamente fuorvianti.
Non so se sto interpretando bene le tue parole, ma secondo me quei box hanno apportato solo confusione nella tua mente.

Le scale modali sono scale che anno ognuna la propria sequenza di intervalli. La scala maggiore coincide con il modo Ionico, mentre quella minore nauturale coincide con il modo Eolio.

Nei box da te riportarti, l'errore più grave è segnalare in nero quella nota. Quella nota è parte integrante del modo, ma non è la tonica del modo NE' la presunta fondamentale di una tonalità a cui riferirsi, perchè la tonica del modo E' LA SUA TONICA. La nota in nero sarebbe la tonica della tonalità e se vogliamo parlare di modi, parlare di tonalità NON HA ALCUN SENSO, ecco perchè dico che questi box creano ancor più danno di quanto già non facciano centinaia o forse migliaia di informazioni errate in rete.

Se vuoi parlare di modi, DIMENTICA la tonalità. Non riferirti più ad una tonalità. Parla solo della tonica del modo e basta.

Re Dorico NON E'  Do maggiore, è Re dorico.
La Frigio NON E' Fa maggiore, è La frigio e così via.

L'unica cosa giusta dei box da te postati è la nota con la bandierina . Quella è la tonica del modo , è il suo centro gravitazionale, a quella tutte le altre si rapporteranno.

Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 03:29 PM
... ma infatti intendevo così ... o almeno io l'ho capita proprio così.
Forse sono io che ho usato parole sbagliate.
L'idea che mi sono fatto dietro quei box (usiamo questo termine) è che essi indicano come quelle diteggiature, che penso esprimano sequenze di intervalli che costituiscono o modi (prima nota/tonica su bandierina), o scale con tonalità maggiore (prima nota/tonica nera) o minore (prima nota/tonica cerchietto grassetto su numero grassetto).
Non ho inteso la nota nera come la fondamentale o il centro del modo.

Mi pare di capire che si tratti semplicemente di un valore universale di certi intervalli e loro relativa sequenza - id est dei box/diteggiature - che possono poi costituire o modi o scale a seconda del centro tonale e poi immagino di come all'interno della costruzione musicale li intendi e valuti.

Ho capito male?
:-\
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 04:05 PM
Citazione di: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 03:29 PM
... ma infatti intendevo così ... o almeno io l'ho capita proprio così.
Forse sono io che ho usato parole sbagliate.
L'idea che mi sono fatto dietro quei box (usiamo questo termine) è che essi indicano come quelle diteggiature, che penso esprimano sequenze di intervalli che costituiscono o modi (prima nota/tonica su bandierina), o scale con tonalità maggiore (prima nota/tonica nera) o minore (prima nota/tonica cerchietto grassetto su numero grassetto).
Non ho inteso la nota nera come la fondamentale o il centro del modo.

Mi pare di capire che si tratti semplicemente di un valore universale di certi intervalli e loro relativa sequenza - id est dei box/diteggiature - che possono poi costituire o modi o scale a seconda del centro tonale e poi immagino di come all'interno della costruzione musicale li intendi e valuti.

Ho capito male?
:-\


Fin qui ti seguo e ... sì, credo tu abbia capito bene, anche se ( parere personale ) questo è il modo per NON spiegare i modi. Crea confusione e non se ne capisce nè l'utilizzo , nè lo scopo. Se voglio capire i modi devo smettere di pensare alla tonalità o a rapportarmi alla scala maggiore. Finchè farò questo, non capirò le peculiarità dell'uso dei modi, il loro sapore, come usarli.


Citazione di: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 03:29 PM

Mi pare di capire che si tratti semplicemente di un valore universale di certi intervalli e loro relativa sequenza - id est dei box/diteggiature - che possono poi costituire o modi o scale a seconda del centro tonale e poi immagino di come all'interno della costruzione musicale li intendi e valuti.



Non ho capito , bene, perdonami.  :sorry:
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 04:33 PM
Citazione di: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 04:05 PM
Citazione di: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 03:29 PM
Mi pare di capire che si tratti semplicemente di un valore universale di certi intervalli e loro relativa sequenza - id est dei box/diteggiature - che possono poi costituire o modi o scale a seconda del centro tonale e poi immagino di come all'interno della costruzione musicale li intendi e valuti.



Non ho capito , bene, perdonami.  :sorry:

Intendevo come valore universale il fatto che certi intervalli in una certa sequenza costruiscono una "sequenza" (detto non in senso tecnico) che per il fatto di poter costituire - a seconda del contesto o della prospettiva, anche sotto il profilo della fondamentale, che viene data - un Modo o una Scala (Maggiore o Minore), si caratterizzano per avere un carattere universale.
Se facciamo uno slogan: diteggiature fondamentali per lavorare e studiare su modi e scale.

Ho detto una fesseria?
:-[
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 04:45 PM
Citazione di: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 04:33 PM
Citazione di: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 04:05 PM
Citazione di: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 03:29 PM
Mi pare di capire che si tratti semplicemente di un valore universale di certi intervalli e loro relativa sequenza - id est dei box/diteggiature - che possono poi costituire o modi o scale a seconda del centro tonale e poi immagino di come all'interno della costruzione musicale li intendi e valuti.



Non ho capito , bene, perdonami.  :sorry:

Intendevo come valore universale il fatto che certi intervalli in una certa sequenza costruiscono una "sequenza" (detto non in senso tecnico) che per il fatto di poter costituire - a seconda del contesto o della prospettiva, anche sotto il profilo della fondamentale, che viene data - un Modo o una Scala (Maggiore o Minore), si caratterizzano per avere un carattere universale.
Se facciamo uno slogan: diteggiature fondamentali per lavorare e studiare su modi e scale.

Ho detto una fesseria?
:-[


Gli intervalli in una certa frequenza formano sempre una scala. Che sia modale o diminuita, maggiore o minore armonica dipende solo dalle etichette che gli abbiamo affibbiato .

Il problema delle modali è che vengono viste in qualche modo collegate alla maggiore, come se fosse la mamma delle modali, mentre al contrario è solo una sorella, essendo essa stessa una scala modale : ionico.
Nessuno rapporta mai il dorico al frigio, come mai ? Perché non ha senso; ma siccome veniamo da una cultura musicale fondata sulle scale maggiori, ci sembra naturale rapportarci a quella per 'capire meglio' , mentre ciò che facciamo è creare confusione.

Secondo me quei box, fanno proprio questo. Anziché separare scala maggiore e scale modali, li mischia e li rapporta, per cui non si capisce quale sia l'uso delle modali ed apparentemente, sembrano solo un altro metodo per usare le maggiori...
Non è così.

Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 04:56 PM

... beh anche se è una risposta che in qualche modo smorza un po' di mio entusiasmo, Ti ringrazio molto perché è molto utile e chiarificatrice anche della prospettiva e dei rischi .... grande Capo :-)
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 05:06 PM
Citazione di: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 04:56 PM

... beh anche se è una risposta che in qualche modo smorza un po' di mio entusiasmo, Ti ringrazio molto perché è molto utile e chiarificatrice anche della prospettiva e dei rischi .... grande Capo :-)


Ma no, perché... su con la vita !  :yeepy:

Ciò che 'ti propongo io', è una cosa assai più accattivante del dare 7 nomi alla stessa scala, io ti propongo 5 nuove scale (do per scontato che ionico ed eolio tu le conosca già ).

Fai una prova : metti in loop una base (anche autoprodotta con un looper) in La minore.
Ora suonaci il box 3, avendo cura di posizionare la bandierina 'frigio' nel la al quinto tasto della sesta corda. Ascolta molto bene l'effetto che ogni nota ti dà. Hai appena suonato una scala modale Frigia e dovresti percepirne il 'colore'.

Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 05:20 PM
Citazione di: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 05:06 PM
Citazione di: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 04:56 PM

... beh anche se è una risposta che in qualche modo smorza un po' di mio entusiasmo, Ti ringrazio molto perché è molto utile e chiarificatrice anche della prospettiva e dei rischi .... grande Capo :-)


Ma no, perché... su con la vita !  :yeepy:

Ciò che 'ti propongo io', è una cosa assai più accattivante del dare 7 nomi alla stessa scala, io ti propongo 5 nuove scale (do per scontato che ionico ed eolio tu le conosca già ).

Fai una prova : metti in loop una base (anche autoprodotta con un looper) in La minore.
Ora suonaci il box 3, avendo cura di posizionare la bandierina 'frigio' nel la al quinto tasto della sesta corda. Ascolta molto bene l'effetto che ogni nota ti dà. Hai appena suonato una scala modale Frigia e dovresti percepirne il 'colore'.


... ehm Boss .... :-\
... in realtà è quello che ho fatto l'altro ieri  :D :firuli:

...... forse unico errore è stato quello di suonare il box 3 partendo una volta dalla bandierina Frigia, poi da quella Lidia e poi dalla tonica maggiore ed infine dalla tonica minore .....  :-[
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 05:31 PM
Citazione di: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 05:20 PM


... ehm Boss .... :-\
... in realtà è quello che ho fatto l'altro ieri  :D :firuli:

...... forse unico errore è stato quello di suonare il box 3 partendo una volta dalla bandierina Frigia, poi da quella Lidia e poi dalla tonica maggiore ed infine dalla tonica minore .....  :-[
[/quote]

Non è che sia un errore, è solo che è fuorviante.
Se voglio sentire un modo e cominciare a prenderci confidenza per future applicazioni, devo rimanere concentrato su quello.
Saltare ad altro, non mi permette di percepire la natura del modo ed anzi, appiattisce tutto ad un'unica soluzione.
Tutto qui... poi per carità, ognuno fa come crede..  :abbraccio:
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 05:34 PM
Citazione di: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 05:31 PM
Citazione di: LawHunter il 06 Ottobre, 2017, 05:20 PM


... ehm Boss .... :-\
... in realtà è quello che ho fatto l'altro ieri  :D :firuli:

...... forse unico errore è stato quello di suonare il box 3 partendo una volta dalla bandierina Frigia, poi da quella Lidia e poi dalla tonica maggiore ed infine dalla tonica minore .....  :-[

Non è che sia un errore, è solo che è fuorviante.
Se voglio sentire un modo e cominciare a prenderci confidenza per future applicazioni, devo rimanere concentrato su quello.
Saltare ad altro, non mi permette di percepire la natura del modo ed anzi, appiattisce tutto ad un'unica soluzione.
Tutto qui... poi per carità, ognuno fa come crede..  :abbraccio:
[/quote]

No no Boss ... anzi ... ho bisogno di essere guidato in questo perché ho limiti tecnici e mentali grandi ... io sono un puro autodidatta ... mai avuto un maestro o altro per cui ..... mi approccerò come dici te ... che in realtà era il mio primissimo approccio, ma poi leggendo le interazioni e ... confusioni ... mi sono spostato verso questo approccio a maggior rischio confusione .....

:-[
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: Vu-meter il 06 Ottobre, 2017, 05:40 PM
Vedrai che prendendoli uno per volta riuscirai a digerirli al meglio e ad usarli dandogli significato.

:reallygood:
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: futech il 06 Ottobre, 2017, 06:35 PM
In un modo o in un altro devo trovare il modo di riprendere questo argomento , mi ci stavo appassionando
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: zap il 06 Ottobre, 2017, 07:33 PM
Comunque,non sò ancora se ho capito i modi,ma da quando ho imparato queste diteggiature...passeggio sulla tastiera che è una bellezza e senza sapere che note stò suonando  :laughing:
Titolo: Re:Scale Modali - Considerazioni ed utilizzi
Inserito da: robland il 04 Maggio, 2021, 04:55 PM
Ma quanto mi sta piacendo questo video! Non si limita solo alle spiegazioni teoriche, e nemmeno solo a una elencazione di brani che "usano" il modo dorico, ma fa anche sentire come sarebbero questi brani se anziché la scala dorica si fosse usata la scala minore naturale (modo eolio).
Anche la pronuncia inglese è piuttosto chiara.

https://youtu.be/n_Zzztd5ZCk (https://youtu.be/n_Zzztd5ZCk)