Utilizzate le stesse diteggiature su strumenti con scala diversa (o in diverse porzioni del manico della stessa chitarra)? Se no, come e perché le cambiate?
Per quanto mi riguarda, io cerco di usare il minimo indispensabile i mini barrè (per passare da una corda premuta all'altezza di un tasto alla corda adiacente premuta allo stesso tasto) ma suonando in posizione alta (verso il ponte) su una chitarra a scala "corta" (24,75", e sicuramente a maggior ragione con scale ancora minori) diventano imprescindibili.
Io cambio difficilmente la diteggiatura ( ad esempio in quelli che io chiamo "salti di quarta" ) a meno che non ce ne sia un motivo; ad esempio: se devo contorcere le dita per fare un certo movimento, a quel punto, preferisco agire prevenendo e modificando la diteggiatura. Questo a me avviene soprattutto facendo degli esercizi o mettendoli in pratica ( anche magari solo in parte ) durante l'improvvisazione.
Possibile che nessuno dei jambler collezionisti di asce abbia niente da dire in merito?
:sorry: Mi era sfuggito il post :sorry:
Io tendo a non cambiare mai posizioni in funzione della scala, le cambio soltanto in funzione del brano per rendere il più armonico possibile il susseguirsi della progressione.
Io cerco di non cambiare ditteggiature, se non ai limiti estremi dello strumento e solo se non posso farne a meno. Questo perché secondo me è molto importante essere il più coerenti possibile riguardo ai movimenti della mano. In questo modo il cervello assimila i movimenti più velocemente e meglio.
Quindi non avete alcun problema ad usare le stesse diteggiature su manici diversi o in porzioni diverse del manico?
Io no, anzi cerco di applicare coscientemente sempre le stesse ditteggiature.
Questo se devo studiare delle scale, poi nel caso dell'improvvisazione il discorso diventa per forza molto più relativo.
Citazione di: Fidelcaster il 28 Dicembre, 2017, 11:54 AM
Quindi non avete alcun problema ad usare le stesse diteggiature su manici diversi o in porzioni diverse del manico?
Al contrario, ci sono manici su cui non riesco a suonare !!!
Invece se il manico è giusto, i problemi in posizioni diverse, di norma, con un po' di esercizio riesco a sistemarli. Il modificare diteggiatura è l'ultima spiaggia.
Io risolvo il problema a priori, suono male tutto.
Non ho mai pensato a questa cosa, in compenso mi appare insistentemente questa pubblicità.... vorrà dire qualcosa?
(https://s9.postimg.org/m8tbhng8v/scale.png)
:lol: :lol: :lol:
Citazione di: Road2k il 28 Dicembre, 2017, 04:16 PM
Non ho mai pensato a questa cosa, in compenso mi appare insistentemente questa pubblicità.... vorrà dire qualcosa?
(https://s9.postimg.org/m8tbhng8v/scale.png)
:laughing: :laughing:
Se devo dire la verità, cerco di utilizzare le diteggiature il meno possiible e di essere indipendente da tutto ciò che esula da quel che mi frulla in testa di suonare (che può però essere condizionato certamente anche dal carattere e dalla personalità dello strumento che ho in mano).
Ovviamente, come tutti, ho dei passaggi "ricorrenti" che sento miei e che uso in più occasioni: rappresentano ciò che ho ascoltato e studiato, caratterizzano nel bene o nel male il mio stile ed il mio fraseggio, ma evito accuratamente di pensare per scale e per diteggiature nel senso classico del termine.
Il tipo di manico, di tasti o la lunghezza del diapason sono parametri ai quali non dedico la benché minima attenzione mentre suono.
Ciò su cui difficilmente riesco invece a sorvolare è il fatto che lo strumento mi permetta di suonare senza fatica (relief del manico, regolazione del capotasto e dell'action), cosa che dipende più che altro dal setup al quale la chitarra è stata sottoposta. ::)
Citazione di: luvi il 29 Dicembre, 2017, 03:14 PM
Se devo dire la verità, cerco di utilizzare le diteggiature il meno possiible e di essere indipendente da tutto ciò che esula da quel che mi frulla in testa di suonare (che può però essere condizionato certamente anche dal carattere e dalla personalità dello strumento che ho in mano).
Ovviamente, come tutti, ho dei passaggi "ricorrenti" che sento miei e che uso in più occasioni: rappresentano ciò che ho ascoltato e studiato, caratterizzano nel bene o nel male il mio stile ed il mio fraseggio, ma evito accuratamente di pensare per scale e per diteggiature nel senso classico del termine.
Il tipo di manico, di tasti o la lunghezza del diapason sono parametri ai quali non dedico la benché minima attenzione mentre suono.
Ciò su cui difficilmente riesco invece a sorvolare è il fatto che lo strumento mi permetta di suonare senza fatica (relief del manico, regolazione del capotasto e dell'action), cosa che dipende più che altro dal setup al quale la chitarra è stata sottoposta. ::)
Ciao Luvi, credo che tu possa aver frainteso . Per come almeno l'ho interpretato io , Fidel chiedeva se modifichiamo i movimenti sulla tastiera ( ad esempio per realizzare i salti di quarta ) o se li facciamo allo stesso modo su chitarre diverse e posizioni diverse del manico .
Citazione di: Vu-meter il 29 Dicembre, 2017, 03:47 PM
Ciao Luvi, credo che tu possa aver frainteso . Per come almeno l'ho interpretato io , Fidel chiedeva se modifichiamo i movimenti sulla tastiera ( ad esempio per realizzare i salti di quarta ) o se li facciamo allo stesso modo su chitarre diverse e posizioni diverse del manico .
Possibilissimo... :lol: :lol: :lol:
Non colgo però un rapporto causa-effetto tra la scala lunga o corta e l'eventuale necessità di eseguire le stesse cose in modo diverso...
La mia risposta non cambia molto, insomma... non mi pongo proprio il problema della scala del manico quando voglio suonare una frase o un salto di corda... le note me le trovo sempre negli stessi tasti e con le stesse relazioni tra loro, sia che stia suonando una Tele, una PRS o una Les Paul.
Forse però continuo a fraintendere il senso della domanda...
E in questo caso, chiedo venia. :-[
Luvi c'è. Attendiamo LuMi, a questo punto . :sarcastic:
È in effetti una domanda nata da una pratica, diciamo, extra-musicale: suonando le scale su tutta la tastiera per esercizio e riscaldamento, mi viene da chiedermi se non sarebbe meglio a volte modificarne la diteggiatura (quale dito suona cosa) quando mi sposto da una posizione bassa ad una alta, piuttosto che impormi, con l'obiettivo di semplificare questa parte dello studio, di utilizzare sempre la stessa diteggiatura, anche quando farlo diventa un po' laborioso. Ormai so dove sono le note sulla tastiera, perciò il mio interesse qui è rivolto prevalentemente all'aspetto tecnico-manuale dell'esecuzione (non solo delle scale naturalmente).
Non ho specificato però che stessi pensando in particolare a questo, perché la tecnica serve a suonare, perciò penso che chiedere come suonano gli altri possa servire a capire cosa è utile o inutile praticare.
Citazione di: Fidelcaster il 29 Dicembre, 2017, 04:56 PM
È in effetti una domanda nata da una pratica, diciamo, extra-musicale: suonando le scale su tutta la tastiera per esercizio e riscaldamento, mi viene da chiedermi se non sarebbe meglio a volte modificarne la diteggiatura (quale dito suona cosa) quando mi sposto da una posizione bassa ad una alta, piuttosto che impormi, con l'obiettivo di semplificare questa parte dello studio, di utilizzare sempre la stessa diteggiatura, anche quando farlo diventa un po' laborioso. Ormai so dove sono le note sulla tastiera, perciò il mio interesse qui è rivolto prevalentemente all'aspetto tecnico-manuale dell'esecuzione (non solo delle scale naturalmente).
Non ho specificato però che stessi pensando in particolare a questo, perché la tecnica serve a suonare, perciò penso che chiedere come suonano gli altri possa servire a capire cosa è utile o inutile praticare.
Diciamo che mi aveva parzialmente sviato la questione della lunghezza del diapason, ma la sostanza di parte del mio intervento non cambia.
Mi spiego meglio: il mio approccio è proprio quello di praticare il meno possibile le diteggiature, che ritengo delle diaboliche gabbie-trappola per la costruzione del fraseggio personale.
Mi alleno semmai proprio ad andare a cercare le note di un dato contesto tonale senza alcun vincolo preconfezionato da concatenazioni geometriche, per cui cambiare intenzionalmente modo di collegare le note tra loro anche sulle stesse corde è una scelta ed una pratica quotidiana in qualunque parte del manico e su qualunque chitarra... ::)
CitazioneQuindi non avete alcun problema ad usare le stesse diteggiature su manici diversi o in porzioni diverse del manico?
Io uso sempre diteggiature diverse veramente,cioè...una scala maggiore in Sol utilizzando le diteggiature dei modi,me la suono tranquillamente in qualsiasi porzione della tastiera.
Se invece ti riferisci anche al diapason di fender e gibson,allora posso dirti che in effetti sulla strato mi trovo un poco più comodo negli ultimi tasti (avendo dita lunghe),mentre sulla Paola sono più angusti gli spazi di manovra.
E la differenza tra strato e lp ti porta modificare le diteggiature, chessò, a usare meno il mignolo sulla lp?
Ora che ci penso,il mignolo lo escludo proprio quando vado in quella zona altissima della tastiera,sia con un una che con l'altra,mentre dal 15° in giù vesro la paletta,il mignolo è abbondantemente utilizzato con entrambe.
Devo farci caso bene però,non mi sono mai posto il problema.
Eccone uno! :sherlock:
Forse chi ha le mani piccole non modifica niente.
Riflettendo sul post poco più su di LuVi,per diteggiatura non intendo esclusivamente i box,ma mi riferisco alla mia abitudine di suonare una scala...che comprende sia i box che lo sviluppo orizzontale nella tastiera.
Citazione di: Fidelcaster il 29 Dicembre, 2017, 06:01 PM
E la differenza tra strato e lp ti porta modificare le diteggiature, chessò, a usare meno il mignolo sulla lp?
Indubbiamente l'accesso agli ultimi tasti della strato è più agevole anche secondo me...
In qualche caso sulle chitarre tipo Les Paul agli ultimi tasti mi capita di portare sulla tastiera l'intera mano sx, venendo in avanti col pollice...temo sia un retaggio delle acustiche nelle quali, specie se la spalla è intera, l'accesso è decisamente ostico! >:(
CitazioneIn qualche caso sulle chitarre tipo Les Paul agli ultimi tasti mi capita di portare sulla tastiera l'intera mano sx
Si creano automatismi a volte e difficilmente ci si fà caso,ora che hai detto di questa cosa anche io modifico la 'presa' del manico,in pratica ci sto appoggiato in modo leggero solo con il pollice,o meglio...un lato del pollice e con pochissima pressione,mentre in altre parti poggio proprio l'intera pianta del pollice.
Citazione di: zap il 29 Dicembre, 2017, 06:49 PM
Si creano automatismi a volte e difficilmente ci si fà caso.
In pratica ci stiamo "auto-psicanalizzando". :laughing:
... e l'inconscio chitarristico credo sia ricco di sorprese!! :sconvolto: :guitar:
:laughing: ...e non ci accorgiamo neanche delle brutte facce che facciamo mentre suoniamo :lol:
Ottimo, conosciamo noi stessi! :D
Avevo frainteso il messaggio in apertura ed avevo abbandonato la discussione.
Io modifico diteggiatura dal 15mo tasto in su; tendo ad utilizzare indice e medio e marginalmente l'anulare mentre il mignolo sparisce del tutto
Impossibile farci stare tutti e quattro i salsicciotti in quella zona [emoji12]
Che depressione poter rispondere solo con un 'boh'