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Topic Recenti

Improvvisazione : un pò di "filosofia" e di punti fermi

Aperto da Vu-meter, 17 Ottobre, 2011, 05:10 PM

Discussione precedente - Discussione successiva

Fidelcaster

Citazione di: Elliott il 08 Luglio, 2016, 09:26 AMPerò...e qui arriva la domanda:  per quanto mi impegni, per quanto cerchi di cambiare direzione o che salti addirittura da un "box" all'altro (questo quando eseguo la scala diagonalmente sulla tastiera), mi ritrovo sempre a fare sempre le stesse combinazioni di note e suoni. Devo però dire che è veramente raro che mi ritrovi a suonare note per così dire....fuori posto. E questo è confortante. Ma andando alla ripetitività delle combinazioni....è handicap determinato dal mio livello (cosa che accetto serenamente::) ) o è un limite fisiologico delle scale di cui sopra e che quindi, per poter avere varietà di suoni più ampie, è necessario che le stesse siaano ampliate ed integrate con altre scale?

:ditanaso:

Elliott

Ottimo esempio Fidel  :thanks: :thanks:


In pratica, la mia insicurezza mi ancora ai movimenti canonici e mi fa andare avanti ed indietro dallo stesso sentiero. Questo mi conforta poiché, cioò significa che, man mano approfondisco la conoscenza del territorio, proverò a battere io dei sentieri nuovi.

Almeno....questo è quanto deduco da quello che leggo e dal video (che ho veramente molto apprezzato) di Fidel

Fidelcaster

Soprattutto, l'indicazione di Oz (come di tanti altri) è che la varietà delle figurazioni ritmiche è più importante della varietà delle "collezioni" (scale, arpeggi) di note utilizzate.
:ditanaso:

Vu-meter

Ho appena visto un video in cui quello che credo essere Greg Allman (Allman Brothers band) raccontava un aneddoto su Miles Davis, il quale, come esercizio a stimolare un diverso approccio all'improvvisazione suggeriva un'operazione quasi "contraria" alla procedura canonica.

In genere, quando si improvvisa, di pensa ad una frase musicale e la si suona. Si continua cercando di creare un filo narrativo frase dopo frase, sempre suonando la musica che si pensa in anticipo. In base al tempo possono essere secondi prima oppure pochi decimi di secondo, centesimi o millisecondi.

Lui invece proponeva: pensa alla frase musicale ma NON suonarla, suona solo il proseguo. Fallo di nuovo e di nuovo e così via.

In questo modo, ciò che viene generato è una nuova musica che non hai mai pensato (perlomeno non a quel modo), ma che è nata spontaneamente da un altra. L'ho trovato straordinariamente innovativo e voglio davvero provare, per capire cosa salta fuori. Per avere il vero quadro della questione, credo tocchi registrarsi perché altrimenti, mentalmente sfugge quello che è il risultato, che in sostanza è solo un estratto di ciò che la tua mente ha suonato.

Sono davvero curioso e se avrò modo, posterò i risultati ..
"Chi è lento all'ira è migliore di un uomo potente, e chi controlla il suo spirito di uno che cattura una città." Proverbi 16:32
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Donatello Nahi

Citazione di: Vu-meter il 03 Agosto, 2024, 07:38 AMSono davvero curioso e se avrò modo, posterò i risultati ..

Molto interessante.... dai dai Vu, facci sentire ;)

Vu-meter

Citazione di: Donatello Nahi il 03 Agosto, 2024, 10:15 AMMolto interessante.... dai dai Vu, facci sentire ;)

Ti dirò, stamattina ho iniziato a provare e .. mentre suoni sembra divertente, ma i risultati non so ... non ho affatto pratica con questo tipo di pensiero ed anzi, sono 43 anni che suono quello che penso per cui non mi è affatto naturale, come cosa.

Comunque ho un po' di ferie e in questi giorni proverò. Sarà anche la mia prima registrazione dopo la rottura del medio e mignolo per cui, siate clementi, ne avrò bisogno.
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robland

Una domanda per te @Vu-meter.
Ultimamente ho prestato un po' di attenzione agli assoli di sax su alcuni brani pop rock (anche italiani, perché ad esempio Rudy Trevisi lo trovavo enorme in tanti brani di Vasco) e mi è venuto da pensare su un paio di cose.
Ho provato a imparare i fraseggi del sax sulla chitarra e ho notato che, pur dipendendo tutto ovviamente dalla capacità melodica (e non solo) del singolo musicista a prescindere dallo strumento che suona, sono fraseggi meno legati ai box o ai cliché tipici di tante frasi tipiche dei chitarristi.
A volte l'assolo di chitarra mi viene facile (si fa per dire...) memorizzarlo perché si sa già che il chitarrista sta bazzicando un determinato box oppure sembra quasi che le frasi siano molto condizionate dalla geometria della tastiera degli strumenti a corda.
Mi sembra quasi che invece il sassofonista (ovviamente penso sia uguale per la tromba o il clarinetto, ma non mi allargo) sia meno legato a questi condizionamenti e costruisca melodie che sono più caratterizzate da un fluire libero di note.
Non so se sono riuscito a spiegarmi.

Mi era venuto un primo sospetto quando tempo fa provai a imparare dei piccoli passaggi fatti dai tastieristi dentro al brano, come ad esempio David Paich dei Toto, che magari arricchiva l'arrangiamento con un passaggio breve dentro una strofa o un inciso. Provando a impararlo con la chitarra notavo che era fuori dai cliché e dai sentieri più battuti dai chitarristi eppure ne lodavo la super melodicità (tutte cose canticchiabili a voce) e l'efficacia.

Oppure mi sto sbagliando e mi sono fatto un film di fantasia che non esiste.

Prosit

Domanda interessante, che condivido in toto attendendo anch'io un più competente parere di Vu.
Sono infatti ancora alla ricerca di capire quali siano i motivi per i quali nella musica jazz, personalmente, trovo che la chitarra sia strumento meno accattivante e "caratterizzante" rispetto agli ottoni e al pianoforte.
Chissà che non trovi già uno spunto in queste riflessioni ...  ::)
"Quello che hai visto ricordalo perché quello che non hai visto ritorna a volare nel vento" (proverbio Navajo)

Vu-meter

Ragazzi, vi ringrazio tanto per la stima, ma è immotivata, vi assicuro. :abbraccio:

Avete assolutamente colpito il segno.

Premesso che ovviamente ogni strumento ha limiti e peculiarità, sicuramente il chitarrista medio è quello che più soffre non tanto dei limiti dello strumento, ma proprio "mentali". Il chitarrista medio si affida a posizioni, box, riferimenti vari. Chi suona un fiato, a motivo della sua vicinanza allo strumento voce, è MOLTO più libero da stereotipi e improvvisa (o compone) con una maggiore libertà. Certo le note son sempre 12 (un musicista classico sverrebbe a sentir dire così  :laughing: ), ma il trattamento riservato è molto più libero e dunque, ricco.

Studiare gli assoli dei fiati è certamente un buon viatico per liberarsi dalla prigionia delle posizioni e/o dei box. È il motivo per cui dico SEMPRE (oramai avrò anche rotto le scatole): "canta tutto ciò che suoni e suona tutto ciò che canti". Certo se uno ascolta e canta solo chitarristi pentatonici, finirà con ripetere, peraltro facilmente, quelle cose lì. Ma già ascoltare un sax, una tromba, un clarino, ecc..., cantarne la melodia e rifarla è una sfida molto appagante, che tra l'altro arricchisce un sacco il nostro fraseggio. Un altro è studiare bene gli arpeggi e le loro possibili articolazioni, super-imposizioni, miscele di ottave, ecc... INTERIORIZZANDO I SUONI (alla fine è quella la cosa che conta e mentre improvvisi non puoi e non devi pensare a scale, arpeggi e posizioni, ma solo ai suoni) che vengono prodotti da quegli esercizi, si apre un mondo (che poi è quello dei fiati e della voce).

Io cerco di farlo da decadi, ormai con risultati che sono in linea con il mio scarso talento e con il tempo che posso dedicare allo strumento.

Non posso che consigliarvi di continuare e anzi, incaponirvici proprio, perché è divertentissimo.
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Ombra/luce

Citazione di: Vu-meter il 24 Ottobre, 2024, 01:37 PMcanta tutto ciò che suoni e suona tutto ciò che canti
Questa cosa è meravigliosa e verissima, me ne sto rendendo conto proprio in questi periodi, sono tutto forchè bravo in ciò ma già mi sto rendendo conto che trasformare in voce ciò che si suona insegna a "cantare" con lo strumento, cosa che apre a ulteriori possibilità espressive, allontanandosi appunto dalla prigionia delle box e forme.
Si dovrebbe scrivere un libro di aforismi di Vu, non è la prima volta che, in piccole frasi, racchiude delle perle di saggezza che possono essere "mind-changer" con lo strumento!  :D
Ut queant laxis

Vu-meter

Citazione di: Ombra/luce il 24 Ottobre, 2024, 04:25 PMQuesta cosa è meravigliosa e verissima, me ne sto rendendo conto proprio in questi periodi, sono tutto forchè bravo in ciò ma già mi sto rendendo conto che trasformare in voce ciò che si suona insegna a "cantare" con lo strumento, cosa che apre a ulteriori possibilità espressive, allontanandosi appunto dalla prigionia delle box e forme.
Si dovrebbe scrivere un libro di aforismi di Vu, non è la prima volta che, in piccole frasi, racchiude delle perle di saggezza che possono essere "mind-changer" con lo strumento!  :D



Oh, quanto sei caro. :abbraccio:  :'(

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Nickbrown

Citazione di: Vu-meter il 03 Agosto, 2024, 10:49 AMTi dirò, stamattina ho iniziato a provare e .. mentre suoni sembra divertente, ma i risultati non so ... https://sharpedgeshop.com/it/products/hasegawa-cutting-board-800x400mm non ho affatto pratica con questo tipo di pensiero ed anzi, sono 43 anni che suono quello che penso per cui non mi è affatto naturale, come cosa.

Comunque ho un po' di ferie e in questi giorni proverò. Sarà anche la mia prima registrazione dopo la rottura del medio e mignolo per cui, siate clementi, ne avrò bisogno.
Ma certo, nessuna pressione!

Jakmon

Altro thread che scopro con una dozzina di anni di ritardo  :-[ .
In questa uggiosa domenica di febbraio, mi avete aperto un mondo.

Non ho praticamente nozioni teoriche, quindi ad oggi mi appoggio unicamente su ciò che conosco. La mia piccolissima esperienza fatta ieri è che, improvvisando su una base in Am usando le note di un assolo famosissimo, ho tirato fuori qualcosa che mi ha dato grandissima soddisfazione.

mi piace molto il paragone musica/linguaggio: si può dire la stessa cosa in tanti modi, semplicemente chi ha un vocabolario più ampio potrà trovare la parola con la sfumatura più adatta al concetto che vuole esprimere o addirittura sarà in grado di adeguare il livello della conversazione al suo interlocutore in una maniera più fluida. Io l'ho interpretata così.

Per il momento posso solo ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a questa discussione fino ad oggi!

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