Volevo aprire una discussione sulle chitarre elettriche di liuteria. Mi sono fatto costruire una super strato da un liutaio noto di Latina.
Legni pregiatissimi, 2cm di top in pioppo marezzato con corpo in ontano manico in due aceri diversi occhiolinati insomma il top del top . Meccaniche sperzel ponte wilkinson e pickup a mia scelta .prezzo finale circa 2300 euro.
La mia domanda sorge in questo modo: se questo è il meglio che c'è in ottica di legni Meccaniche ecc. Le grandi chitarre tom anderson , suhr . Con 2 3 mila euro in più, cosa hanno da offrire in più? Spero di essere stato chiaro . Grazie in anticipo per quelli che risponderanno .
La domanda è chiara e penso che la risposta sia ... il marketing! :sarcastic:
- Il primo punto essenziale è che si paga il brand, e il brand ti garantisce a) rivendibilità e b) relativa tenuta del prezzo
Non sono due cose proprio da nulla se ci si pensa bene. Significa esclusività: questo prodotto lo faccio io, se lo vuoi così te lo puoi comprare solo da me. E lo puoi rivendere perché lo faccio io.
- Il secondo punto è la garanzia del know how, che significa tradizione ed esperienza. Tanti liutai sono bravissimi e sanno il fatto loro. Una parte di questi bravissimi liutai non hanno nulla da invidiare a quelli che lavorano per tanti brand, ma sta di fatto che questi ultimi ti offrono una relativa garanzia che il lavoro sarà fatto in un certo standard, mentre col liutaio questa garanzia generale non c'è: lo sa solo il cliente locale esperto che quel liutaio è bravissimo, non una platea di clienti esperti di ogni angolo del pianeta.
- il liutaio dovrà fare tutto lui da buon esperto o semplicemente si limiterà a comprare ed assemblare, mentre un brand di quel livello paga tanti esperti ed ognuno di loro si occuperà di un aspetto della produzione. Ognuno di loro avrà maturato un'esperienza specifica che una persona che invece fa tutto non può avere, per forza di cose.
- i grandi brand producono spesso i loro pick up, alcuni di eccelsa qualità (ci sono un paio di hb della Tom Anderson verso cui ho una vera venerazione, ma penso anche ai meravigliosi custombucker della Gibson o ai fat50 handwound della Fender, tanto per fare dei nomi tra i tanti). Queste cose si pagano anche nel prezzo finale più di quanto costi l'oggetto in sé.
- i brand fanno ricerca e innovazione e anche questo va a finire sul prezzo.
Alla fine il prezzo, il brand o la bellezza estetica non ti garantiscono in assoluto che lo strumento ti piacerà. È importante che tu ti ci trovi bene.
Intanto complimenti per la tua chitarra nuova e buon divertimento!
Citazione di: Vu-meter il 31 Luglio, 2024, 09:47 PMLa domanda è chiara e penso che la risposta sia ... il marketing! :sarcastic:
Sicuramente gioca un ruolo importante
Citazione di: robland il 31 Luglio, 2024, 09:55 PM- Il primo punto essenziale è che si paga il brand, e il brand ti garantisce a) rivendibilità e b) relativa tenuta del prezzo
Non sono due cose proprio da nulla se ci si pensa bene. Significa esclusività: questo prodotto lo faccio io, se lo vuoi così te lo puoi comprare solo da me. E lo puoi rivendere perché lo faccio io.
- Il secondo punto è la garanzia del know how, che significa tradizione ed esperienza. Tanti liutai sono bravissimi e sanno il fatto loro. Una parte di questi bravissimi liutai non hanno nulla da invidiare a quelli che lavorano per tanti brand, ma sta di fatto che loro ti offrono una relativa garanzia che il lavoro sarà fatto in un certo standard, mentre col liutaio questa garanzia generale non c'è: lo sa solo il cliente locale esperto che quel liutaio è bravissimo, non una platea di clienti esperti di ogni angolo del pianeta.
- il liutaio dovrà fare tutto lui da buon esperto o semplicemente si limiterà a comprare ed assemblare, mentre un brand di quel livello paga tanti esperti ed ognuno di loro si occuperà di un aspetto della produzione. Ognuno di loro avrà maturato un'esperienza specifica che una persona che invece fa tutto non può avere, per forza di cose.
- i grandi brand producono spesso i loro pick up, alcuni di eccelsa qualità (ci sono un paio di hb della Tom Anderson verso cui ho una vera venerazione, ma penso anche ai meravigliosi custombucker della Gibson o ai fat50 handwound della Fender, tanto per fare dei nomi tra i tanti). Queste cose si pagano anche nel prezzo finale più di quanto costi l'oggetto in sé.
- i brand fanno ricerca e innovazione e anche questo va a finire sul prezzo.
Alla fine il prezzo, il brand o la bellezza estetica non ti garantisce in assoluto che lo strumento ti piacerà. È importante che tu ti ci trovi bene.
Intanto complimenti per la tua chitarra nuova e buon divertimento!
Grazie davvero sei stato molto esaustivo.
Ma scusate, il fatto che il brand produca in proprio, abbatte i costi, mica li alza.
Il liutaio che è "obbligato" a comprare manici e/o pickup e/o meccaniche, ponti e così via, li paga di più, non di meno.
Ergo, come costi di produzione la liuteria ne ha di più e più alti.
Sulla rivendibilità non discuto, ma quelli che vendono chitarra di liuteria usate sul mercatino, sembrano non saperlo... :sarcastic:
Citazione di: Vu-meter il 01 Agosto, 2024, 08:54 AMErgo, come costi di produzione la liuteria ne ha di più e più alti.
Non conosco tutti i casi ma il mio liutaio, che produce occasionalmente qualche chitarra elettrica molto ben fatta, mi ha spiegato che è il contrario, perché lui può fare una chitarra quando e se vuole tanto nella vita fa altro, mentre un vero produttore ha una attività costante con operai specializzati, una struttura e delle forniture esterne che lavorano sempre, programmano (e investono) già il prossimo futuro. A meno che non hai una linea completamente automatizzata e quantità enormi da vendere: a quel punto alcuni costi si abbassano notevolmente per il grande produttore più di quanto accade al liutaio.
Ma poi si sono aggiungono tutte le altre voci che ho menzionato ed ecco che il costo risale un po' anche per i grandi produttori. (Ma non è il caso di Tom Anderson, Suhr ecc., i cui costi scendono davvero poco e salgono quasi sempre).
Ho iniziato ad approfondire questi fattori quando ho visto che Ibanez vende anche chitarre da 7.000 euro e ne ho parlato col liutaio, chiedendo come mai i prezzi potessero sopravanzare, con il made in Japan, anche quelli di prestigiose chitarre americane.
Naturalmente sarebbe bello saperne di più, ma non sono neanche lontanamente un esperto. Però forse ho un'idea e se si realizza la riporto sul forum.
Sulla rivendibilità possiamo dire quel che vogliamo, ma è scontato che la rivendibilità di un prodotto che ha una "reputazione" nel mondo sarà sempre maggiore (in termini di tenuta del prezzo e di velocità di rivendita) di un prodotto marchiato "Robland".
Citazione di: Mastro22 il 31 Luglio, 2024, 09:32 PMLa mia domanda sorge in questo modo: se questo è il meglio che c'è in ottica di legni Meccaniche ecc. Le grandi chitarre tom anderson , suhr . Con 2 3 mila euro in più, cosa hanno da offrire in più? Spero di essere stato chiaro . Grazie in anticipo per quelli che risponderanno .
Quella è una chitarra top...a giudizio di chi? A giudizio del tuo liutaio, che guardacaso è la stessa persona che l'ha costruita e te l'ha venduta.
Stai chiedendo all'oste se il suo vino è buono.
Poi come detto più volte, esistono legni e legni. C'è ontano e ontano, come c'è mogano e mogano. Quale è l'area geografica di provenienza di questo ontano e di questo acero? Età? Stagionatura? Taglio?
Ponte e pickup sono materia molto personale, per lui un Wilkinson è il top dei ponti ma sulle SuperStrat è usatissimo il Floyd Rose, e il ponte VegaTrem sta guadagnando molti consensi tra i chitarristi. Sui pickup si apre un capitolo immenso fatto di mojo e gusti personali: chi ha stabilito che i tuoi pickup siano i migliori del pianeta, e non questi?
https://www.mercatinomusicale.com/mm/a_gibson-1964-patented-paf-humbucker_id7665518.html
https://www.fralinpickups.com/product/customizable-prewired-h-s-s-strat-pickguard/
Poi il valore di uno strumento è legato anche alla forza del brand, cosa che ne determina la rivendibilità, e se una Tom Anderson è una chitarra prestigiosa a qualsiasi latitudine, una chtarra costruita dal liutaio Mario Rossi è prestigiosa solo per chi gliel'ha commissionata.
Fanno eccezione le liuterie italiane famose (Jacaranda, Buttarini, Frudua, MOV), ma hanno un certo seguito solo sul territorio nazionale. Prova vendere una Stratocaster Jacaranda a un americano: buona fortuna!
In parole povere, una Tom Anderson e una Suhr le paghi 4000€ ma sono degli assegni circolari che non si svalutano, mentre una chitarra fatta dal tuo liutaio di fiducia la paghi la metà, ma la rivendi a 800€ dopo mille peripezie.
Citazione di: Davids il 01 Agosto, 2024, 01:56 PMQuella è una chitarra top...a giudizio di chi? A giudizio del tuo liutaio, che guardacaso è la stessa persona che l'ha costruita e te l'ha venduta.
Stai chiedendo all'oste se il suo vino è buono.
Poi come detto più volte, esistono legni e legni. C'è ontano e ontano, come c'è mogano e mogano. Quale è l'area geografica di provenienza di questo ontano e di questo acero? Età? Stagionatura? Taglio?
Ponte e pickup sono materia molto personale, per lui un Wilkinson è il top dei ponti ma sulle SuperStrat è usatissimo il Floyd Rose, e il ponte VegaTrem sta guadagnando molti consensi tra i chitarristi. Sui pickup si apre un capitolo immenso fatto di mojo e gusti personali: chi ha stabilito che i tuoi pickup siano i migliori del pianeta, e non questi?
https://www.mercatinomusicale.com/mm/a_gibson-1964-patented-paf-humbucker_id7665518.html
https://www.fralinpickups.com/product/customizable-prewired-h-s-s-strat-pickguard/
Poi il valore di uno strumento è legato anche alla forza del brand, cosa che ne determina la rivendibilità, e se una Tom Anderson è una chitarra prestigiosa a qualsiasi latitudine, una chtarra costruita dal liutaio Mario Rossi è prestigiosa solo per chi gliel'ha commissionata.
Fanno eccezione le liuterie italiane famose (Jacaranda, Buttarini, Frudua, MOV), ma hanno un certo seguito solo sul territorio nazionale. Prova vendere una Stratocaster Jacaranda a un americano: buona fortuna!
In parole povere, una Tom Anderson e una Suhr le paghi 4000€ ma sono degli assegni circolari che non si svalutano, mentre una chitarra fatta dal tuo liutaio di fiducia la paghi la metà, ma la rivendi a 800€ dopo mille peripezie.
IO parlo ovviamente a grandi linee e per la fiducia che ho nel liutaio che ha una reputazione intoccabile da quelle parti ovvio che poi ci sono preferenze eccetera che possono alzare il prezzo ma di 500/600 euro non del doppio... Solo i legni della chitarra costano più di 900 euro e la dice lunga.Sulla questione rivendibilità non discuto perché è un dato di fatto , solo che a mio parere non giustifica così tanto il prezzo.
Aggiungo che stesso discorso si possono fare su tutte le liuterie da te già citate di cui la qualità è riconosciuta in tutta Italia che però non superano il costo con il quale ho pagato la mia, se non in casi eccezionali e con un' aggiunta magari relativa al fatto che la liuteria ha già un nome
Citazione di: Mastro22 il 03 Agosto, 2024, 11:26 PMIO parlo ovviamente a grandi linee e per la fiducia che ho nel liutaio che ha una reputazione intoccabile da quelle parti ovvio che poi ci sono preferenze eccetera che possono alzare il prezzo ma di 500/600 euro non del doppio... Solo i legni della chitarra costano più di 900 euro e la dice lunga.Sulla questione rivendibilità non discuto perché è un dato di fatto , solo che a mio parere non giustifica così tanto il prezzo.
Aggiungo che stesso discorso si possono fare su tutte le liuterie da te già citate di cui la qualità è riconosciuta in tutta Italia che però non superano il costo con il quale ho pagato la mia, se non in casi eccezionali e con un' aggiunta magari relativa al fatto che la liuteria ha già un nome
Di liutai bravi ce ne sono tanti in Italia. Il problema è che non riescono a crescere a livello imprenditoriale quel tanto che li possa portare a mettere su un labotatorio che sforna chitarre costantemente, invece di una chitarra ogni tanto per un cliente occasionale.
Non bisogna tanto guardare come riferimenti a Tom Anderson, Suhr, Schecter CS, che sono in un campionato irraggiungibile, ma a tutto quel sottobosco di laboratori che sono riusciti a elevarsi dall'attività occasionale facendosi un nome ed arrivando a concludere accordi commerciali che li portano a essere presenti con i loro prodotti in alcuni negozi europei e americani.
Esempi: Patrick James Eggle, Nik Huber, Shabbat.
Nik Huber è un brand artigianale tedesco ma riesci a trovare le sue chitarre anche negli Stati Uniti, ad esempio da Eddie's guitars, uno dei migliori negozi al mondo. Quando guardi i loro prezzi hai dei riferimenti per capire i costi. Ci sono esemplari di Nik Huber Orca che costano più di una Les Paul custom shop! Per me è segno che quando le cose le fai in un certo modo, beh i costi decollano, in alcuni casi finendo persino per superare quelli dei marchi più prestigiosi.
Xotic ha anche il suo piccolo reparto chitarre. Una XTC-1 (in pratica una bella Telecaster con degli ottimi legni, ma che non avrà mai il prestigio di una Fender CS, che la Telecaster l'ha inventata) ha comunque la sua platea di estimatori (tra cui il sottoscritto) e oggi è in vendita a circa 4000 euro.
In Italia qualcuno c'ha provato ma per qualche ragione non è riuscito ad uscire dai nostri confini nazionali. Lorenzi per un momento era sulla bocca di tutti godendo anche di una valida campagna pubblicitaria fatta da Thegastube, ma non credo sia riuscito a uscire dall'Italia (tra i suoi dealer internazionali c'è solo un negozio francese).
Credo che solo Paoletti ce l'abbia fatta. Ho visto le sue chitarre fatte a mano presenti in diversi negozi europei e, se guardi l'elenco dei dealers, trovi negli Stati Uniti tre negozi importanti.
Vai sul sito di Zoundhouse in Germania e vedi i prezzi delle Paoletti relic: 3500 euro in media. Non è tantissimo, essendo un relic, ma quasi in linea con Suhr e Schecter CS.
Senza tirarla troppo per le lunghe, puoi dire chi è questo famoso liutaio di Latina? Se no parliamo del sesso degli angeli.
Un paio di foto della tua chitarra non guasterebbero, almeno parliamo più con cognizione di causa.
Per aggiungere qualcosa al discorso e che mi pare non sia stato detto... è chiaro che una chitarra Fender, per dire, con un determinato prezzo all'acquirente finale.... bè non c'è solo il costo di produzione, ed i relativi ricavi che devono andare al produttore... ma anche i costi di distribuzione.. ed i costi di vendita...
È chiaro che la chitarra di un liutaio tutte questi costi aggiuntivi non li ha.
Il contro peró di queste chitarre di liuteria è che, se la ordini tu direttamente... bé puó costare quanto vuoi ma c'é sempre il rischio che a te poi non piaccia... mentre se le compri usate, le puoi provare.
Citazione di: Donatello Nahi il 04 Agosto, 2024, 06:42 PMIl contro peró di queste chitarre di liuteria è che, se la ordini tu direttamente... bé puó costare quanto vuoi ma c'é sempre il rischio che a te poi non piaccia... mentre se le compri usate, le puoi provare.
Soprattutto questo.
Finchè non è stato avvitata l'ultima vite, una chitarra di liuteria può essere spaziale come un bidone insuonabile. Il rischio si minimizza rivolgendosi a liutai di comprovata esperienza piuttosto che a Gennarino, ma minimo non è sinonimo di nullo.
Per aggiungere anche io qualcosa che non è stato detto, secondo me la chitarra di liuteria va benissimo per il musicista esperto che ha già una identità musicale strutturata e definita. Chi suona solo da qualche anno potrebbe pentirsene perchè non sai mai dove ti portano le tue peregrinazioni musicali. Quello che oggi odi a morte tra 5 o 10 anni potresti amarlo alla follia, e viceversa.
Citazione di: Davids il 05 Agosto, 2024, 11:59 AM... Il rischio si minimizza rivolgendosi a liutai di comprovata esperienza piuttosto che a Gennarino ...
Momento, ma Gennarino non è uno di quelli con comprovata esperienza ? Così dicono sui social... :sarcastic: :lol:
Citazione di: Donatello Nahi il 04 Agosto, 2024, 06:42 PMPer aggiungere qualcosa al discorso e che mi pare non sia stato detto... è chiaro che una chitarra Fender, per dire, con un determinato prezzo all'acquirente finale.... bè non c'è solo il costo di produzione, ed i relativi ricavi che devono andare al produttore... ma anche i costi di distribuzione.. ed i costi di vendita...
È chiaro che la chitarra di un liutaio tutte questi costi aggiuntivi non li ha.
Il contro peró di queste chitarre di liuteria è che, se la ordini tu direttamente... bé puó costare quanto vuoi ma c'é sempre il rischio che a te poi non piaccia... mentre se le compri usate, le puoi provare.
:quotone:
Aggiungo,il ricavo del distributore, del negoziante, e anche la rete di assistenza incide nel prezzo finale.
Per me non è mai stato un problema la rivendibilità di una chitarra ( o basso ) ma se vuoi vendere ( per qualsiasi motivo ) una chitarra di liuteria, il prezzo rispetto a quello di acquisto " crolla "..... devi trovare uno che vuole una chitarra come l' hai concepita tu, e questo non è facile...... mentre la chitarra con il " marchio " ( più o meno prestigioso ) la vendi, per esempio, io lo scorso anno ho venduto la mia Blade RH4 del '92 ( che non è un marchio di prestigio, eppure l'ho venduta mooolto bene, ( se la sono contesa in tre ) se mi gira apro un topic su questo argomento.....
Citazione di: Mastro22 il 31 Luglio, 2024, 09:32 PMVolevo aprire una discussione sulle chitarre elettriche di liuteria. Mi sono fatto costruire una super strato da un liutaio noto di Latina.
Legni pregiatissimi, 2cm di top in pioppo marezzato con corpo in ontano manico in due aceri diversi occhiolinati insomma il top del top . Meccaniche sperzel ponte wilkinson e pickup a mia scelta .prezzo finale circa 2300 euro.
La mia domanda sorge in questo modo: se questo è il meglio che c'è in ottica di legni Meccaniche ecc. Le grandi chitarre tom anderson , suhr . Con 2 3 mila euro in più, cosa hanno da offrire in più? Spero di essere stato chiaro . Grazie in anticipo per quelli che risponderanno .
la rivendibilità
Per il resto parliamo di strumenti che tecnologicamente sono piuttosto rozzi, dove i modelli classici si trovano analizzati e in CAD o simili in qualsiasi database da anni pronti a essere fatti in CNC (sopratutto quelli che sono fatti da tutti pezzi avvitati): non c'è niente da ignegnerizzare o da progettare, solo da tagliare e assemblare bene. Una qualsiasi chitarra a scala 25.5 coi pick up messi così suona da Strato, poi quanto o meno bene è una questione di qualità dei materiali, assemblaggio, controllo qualità, e anche una buona dose di soggettività
Mah, io conosco Lorenzi al quale avevo chiesto un preventivo, e Buttarini poiché un negozio a Bergamo vende le sue chitarre ben esposte. Col primo avrei speso 3/400€ in meno rispetto al budget prefissato. Ma l'ordine l'avevo fatto a spanne: quale legno e tagliato in quanti pezzi? Nitro o no? Manico Warmoth o altro? Il resto della componentistica?
L'unica cosa di cui ero sicuro è che la volevo sotto i 3.5 Kg, ponte Gotoh e meccaniche autobloccanti. Un po' poco a paragone con una strato Fender di alta gamma, custom shop escluso. Sui pickup disponibili da Lorenzi capii la mia pochezza in materia e lasciai perdere.
Citazione di: Davids il 05 Agosto, 2024, 11:59 AMPer aggiungere anche io qualcosa che non è stato detto, secondo me la chitarra di liuteria va benissimo per il musicista esperto che ha già una identità musicale strutturata e definita. Chi suona solo da qualche anno potrebbe pentirsene perchè non sai mai dove ti portano le tue peregrinazioni musicali.
Pur ritenendo che Mastro abbia avuto le sue buone ragioni e sperando che ci terrà aggiornati sulle sue esperienze con la sua chitarra, condivido in generale quello che Davids qui scrive.
Come bassista, pur non ritenendomi esperto, ho comunque una precisa identità musicale dopo tre decenni. Non è un caso che è proprio nel campo dei bassi elettrici che sentirei più l'esigenza di uno strumento artigianale, dato che il basso che mette insieme tutte le caratteristiche che io cerco non c'è, in qualunque fascia di prezzo (ci si sono avvicinati quelli della Music Man negli anni 70, e infatti lì sono andato a pescare).
Stessa cosa ho fatto col cabinet: avevo le mie esigenze molto specifiche e non le trovavo nelle comuni casse in commercio, quindi mi sono rivolto a un marchio artigianale siciliano e ho trovato il prodotto praticamente sartoriale.
Citazione di: robland il 06 Agosto, 2024, 12:36 PMPur ritenendo che Mastro abbia avuto le sue buone ragioni e sperando che ci terrà aggiornati sulle sue esperienze con la sua chitarra, condivido in generale quello che Davids qui scrive.
Come bassista, pur non ritenendomi esperto, ho comunque una precisa identità musicale dopo tre decenni. Non è un caso che è proprio nel campo dei bassi elettrici che sentirei più l'esigenza di uno strumento artigianale, dato che il basso che mette insieme tutte le caratteristiche che io cerco non c'è, in qualunque fascia di prezzo (ci si sono avvicinati quelli della Music Man negli anni 70, e infatti lì sono andato a pescare).
Stessa cosa ho fatto col cabinet: avevo le mie esigenze molto specifiche e non le trovavo nelle comuni casse in commercio, quindi mi sono rivolto a un marchio artigianale siciliano e ho trovato il prodotto praticamente sartoriale.
Però nel mondo delle corde grosse, il basso di liutaria si può dire che è la norma. Si, molti hanno il classico Precision, Jazz Bass, Stingray, ma vedo anche tantissimi bassi artigianali. Lo stesso dicasi nel mondo della chitarra classica.
Noi elettrici invece difficilmente andiamo sulla liuteria, a meno di essere dei professionisti o dei semi-professionisti, forse perchè siamo più facilmente vittima del blasone per cui qualsiasi cosa ha sopra il logo Fender o Gibson, è automaticamente bellissima.
Citazione di: Davids il 06 Agosto, 2024, 01:23 PMNoi elettrici invece difficilmente andiamo sulla liuteria, a meno di essere dei professionisti o dei semi-professionisti, forse perchè siamo più facilmente vittima del blasone per cui qualsiasi cosa ha sopra il logo Fender o Gibson, è automaticamente bellissima.
Peró anche i prof vanno sui marchi blasonati.. almeno i turnisti... ricordo che Luca Colombo in una intervista, disse che pur apprezzando chitarre di marchi diversi, per lavoro si portava dietro Fender e Gibson proprio per soddisfare le richieste che di solito venivan fatte
Citazione di: Davids il 06 Agosto, 2024, 01:23 PMPerò nel mondo delle corde grosse, il basso di liutaria si può dire che è la norma. Si, molti hanno il classico Precision, Jazz Bass, Stingray, ma vedo anche tantissimi bassi artigianali. Lo stesso dicasi nel mondo della chitarra classica.
Noi elettrici invece difficilmente andiamo sulla liuteria, a meno di essere dei professionisti o dei semi-professionisti, forse perchè siamo più facilmente vittima del blasone per cui qualsiasi cosa ha sopra il logo Fender o Gibson, è automaticamente bellissima.
Non so dirti come funziona in generale, ma per me è così: col basso ho acquisito una identità specifica perché ho militato in innumerevoli band accumulando parecchia esperienza live. A quel punto ho capito molto bene cosa posso fare e cosa no, e cosa cerco. Ovviamente i Jazz Bass e il Music Man Sabre mi bastano e mi avanzano, ma se proprio dovessi assecondarmi fino in fondo andrei sull'artigianale.
Con la chitarra invece ancora inseguo generi diversi, per cui veramente posso rimanere folgorato da tante cose diversissime, dalla Tele alla Jackson metallara. E poi lì i produttori hanno realizzato l'impossibile grazie all'esplosione del rock (blues, country, metal ecc.) trainato e dominato dalla chitarra. Per cui hai voglia a farti infiammare l'immaginario da tutta la quantità di cose prodotte, soprattutto se non hai preso un'unica direzione. Come pure per gli ampli: dai Fender ai Mezzabarba c'è tutto un mondo in mezzo.
Citazione di: Donatello Nahi il 06 Agosto, 2024, 01:38 PMPeró anche i prof vanno sui marchi blasonati.. almeno i turnisti... ricordo che Luca Colombo in una intervista, disse che pur apprezzando chitarre di marchi diversi, per lavoro si portava dietro Fender e Gibson proprio per soddisfare le richieste che di solito venivan fatte
Luca Colombo ultimamente usa PRS, non so se sia endorser o meno del marchio.
Ad esempio Andrea Braido, chitarrista di Vasco Rossi prima dell'arrivo di Solieri e Stef Burns, suonava una Frudua.
mai visto braido prima di Solieri.
non pervenuto.
vasco è potuto diventare vasco SOLO ED ESCLUSIVAMENTE grazie al puro talento di Solieri, se no faceva ancora il dj a radio zocca.
L'altro, il mericano, non vale manco un'unghia di Maurizio
Citazione di: Davids il 06 Agosto, 2024, 02:19 PMLuca Colombo ultimamente usa PRS, non so se sia endorser o meno del marchio.
Lo è.
E devo dire che ce lo vedo benissimo. È proprio un chitarrista da PRS custom 22/24.
Comunque credo che Donatello intendesse dire che i turnisti spesso ricevono delle richieste ben precise da artisti e produttori: "su questo brano voglio quel suono lì".
E spesso è un suono che richiede o una Fender Stratocaster o una Gibson Les Paul o una semiacustica e così via. Quindi a parte le chitarre artiginali che possono avere in casa, a parte il marchio di cui sono endorser e con cui si faranno vedere in pubblico, poi se ricevi una richiesta la devi soddisfare e devi avere determinati strumenti.
Citazione di: elzeviro il 06 Agosto, 2024, 02:50 PMmai visto braido prima di Solieri.
non pervenuto.
vasco è potuto diventare vasco SOLO ED ESCLUSIVAMENTE grazie al puro talento di Solieri, se no faceva ancora il dj a radio zocca.
L'altro, il mericano, non vale manco un'unghia di Maurizio
:laughing: eccolo l'Elze che mi piace... non quello che si lascia affascinare dalle nuove mode dell Ai...
Scherzo dai :laughing:
Citazione di: Davids il 04 Agosto, 2024, 12:24 PMSenza tirarla troppo per le lunghe, puoi dire chi è questo famoso liutaio di Latina? Se no parliamo del sesso degli angeli.
Un paio di foto della tua chitarra non guasterebbero, almeno parliamo più con cognizione di causa.
Il nome del liutaio è Marco Serangeli(mi scuso se rispondo solo adesso ma ho avuto da fare ultimamente)
Citazione di: elzeviro il 06 Agosto, 2024, 02:50 PMmai visto braido prima di Solieri.
non pervenuto.
vasco è potuto diventare vasco SOLO ED ESCLUSIVAMENTE grazie al puro talento di Solieri, se no faceva ancora il dj a radio zocca.
L'altro, il mericano, non vale manco un'unghia di Maurizio
Un po' riduttivo...anche per l'alto numero di musicisti che ha collaborato alla creazione ed all'arrangiamento dei suoi brani, già dagli esordi.
Certo, quando a 10 anni ho ascoltato per la prima volta l'assolo di Albachiara, rispetto a quanto girava in radio normalmente, mi era sembrato di sentire un alieno atterrato sul pianeta azzurro con poteri sovrannaturali (già ascoltare un assolo di 1 minuto era fuori da ogni schema), ma era l'opinione di un bambino che aveva per la prima volta assaggiato qualcosa di "stranamente affascinante".
Vorrei anche ricordare che i produttori più celebri almeno all'esordio erano ovviamente liutai.
Tom Anderson, Suhr, Paul Reed Smith per esempio, ma si potrebbe tornare a Leo Fender ad esempio.
Molte di queste "produzioni" sono passate da una proprietà all'altra con alterne fortune e modelli più o meno riusciti.
Però quando vedi una Flying V, una Firebird, una Tele, una Strato, una 335, una Les Paul, una PRS 24,una Gretsch white falcon magari anche un'Ibanez JEM vedi la volontà di fare qualcosa di più della solita chitarra o di un assemblaggio di parti pregiate.
Vedi la volontà di creare qualcosa di unico che poi altri hanno "assorbito" e riapplicato con dei copia/incolla.
E allora se lo vuoi è giusto che lo paghi.
Nello specifico la mIa PRS Custom 24 10 top del 2008 l'ho acquistata per 2500 € (Inghilterra). Attualmente l'equivalente odierno costa da 5000€ in su.
Io ovviamente non la venderò (e di sicuro no sarei in grado di realizzare quella cifra) ma, almeno avrei la consolazione di riprenderci quanto l'ho pagata o forse di più, dopo averla comunque utilizzata per 16 anni circa.