C'era un tempo in cui i telefoni non erano dei PC tascabili. Ricordo in quei tempi che i punti di riferimento....quelli "da raggiungere" per la concorrenza si chiamavano Brondi, Siemens, Alcatel (per il fisso) Nokia, Ericksson, Motorola...per il mobile
Poi venne il giorno che la telefonia "tradizionale" cedette il passo allo smartphone e, cambiarono tutti i riferimenti. Oggi sono quelli che mai avremmo pensato sarebbero stati: 2 colossi che si occupavano di altro o comunque, non erano da considerarsi dei riferimenti nel settore.
Mi chiedo se la stessa cosa non accadrà fra qualche anno nel settore della strumentazione.
Marchi come Yamaha, la Line 6, Boss, Kemper, Zoom, Digitech stanno spingendo forte sul digitale e, sembra che giorno dopo giorno riescano a farsi sempre più spazio. Come per ogni cambio di filosofia, è assai probabile che quando ci sarà una generazione che approccia direttamente al digitale, senza lunghe militanze nell'analogico, il digitale troverà meno resistenze fino a divenire predominante.
Gli attuali punti di riferimento - a meno che non stiano studiando le proprie mosse in gran segreto (ho qualche dubbio) - sono completamente fermi e, questo mi fa pensare alla Nokia ad esempio che si è ritrovata da leader ad inseguitrice perdendo inevitabilmente ed in maniera definitiva il ruolo che aveva conquistato e mantenuto per anni.
Lo ritenete uno scenario plausibile?
lo ritengo uno scenario già in atto :D
Citazione di: CalegaR1 il 27 Marzo, 2017, 03:28 PM
lo ritengo uno scenario già in atto :D
Oddio, non mi pare che oggi Line6 e Kemper siano 2 punti di riferimento. Lo sono nella loro (ancora...per adesso) ristretta nicchia.
E un ottimo spunto di riflessione Elliott.
Ci sono società che da anni stanno spingendo verso l'innovazione sia in termini di strumentazione Line6-Yamaha, Godin ad esempio che in termini di amplificazione Kemper e prima di questo Fractal Audio, Line 6 e Boss.
Va però analizzato il mercato in modo molto diverso da quanto è successo per la " comunicazione ".
Se infatti il mercato della comunicazione, dal punto di vista dell'utente, è sempre stato orientato verso l'evoluzione tecnologica, verso la coesistenza di più strumenti ( computer e telefono ) in un unico apparecchio a mio modo di vedere il mercato musicale ( quello chitarristico intedo ) è fortemente orientato in modo conservatore.
Lo dimostra la mitizzazione del suono valvolare e dell'analogico. La ricerca di un suono uguale o affine a quello dei nostri miti, lo dimostra il fatto che i 2 più blasonati produttori di chitarre non cambiano i loro standard da 60 anni ( Gibson e Fender ).
Lo dimostrano tutte le nostre chiacchiere sulla chitarra.
IO credo che l'evoluzione del nostro mondo sarà molto più lenta.
Io non credo che
Citazione di: Elliott il 27 Marzo, 2017, 03:41 PM
Citazione di: CalegaR1 il 27 Marzo, 2017, 03:28 PM
lo ritengo uno scenario già in atto :D
Oddio, non mi pare che oggi Line6 e Kemper siano 2 punti di riferimento. Lo sono nella loro (ancora...per adesso) ristretta nicchia.
Line6 e Kemper sono però la Ferrari e la Lamborghini del settore :)
Quanti THR/Mustang e via dicendo vengono venduti invece?
io la lancio li: il mercato del valvolare è già una percentuale ridotta della torta :)
Sono concorde, per quanto ci riguarda.
Non guardare a noi ma a coloro che approcceranno allo strumento direttamente digitalizzato. Noi abbiamo nelle orecchie l'analogico e lo confrontiamo con il digitale (non importa che questo confronto sia sonoro o semplicemente a livello romantico). Loro, arriveranno con nelle orecchie il suono digitalizzato. Noi abbiamo vissuto il passaggio dalla pellicola al digitale con le stesse diffidenze ma, chi è arrivato dopo, è approdato in un mondo digitale ed il paragone con la camera oscura è affar che non li riguarda.
Ecco, sicuramente sarà un processo che impiegherà tempi diversiquello si ma, che anche mio figlio di 5 anni avrà uno spirito conservatore verso lo strumento classico ho qualche dubbio.
Mio punto di vista ovviamente ::)
Citazione di: CalegaR1 il 27 Marzo, 2017, 03:59 PM
Citazione di: Elliott il 27 Marzo, 2017, 03:41 PM
Citazione di: CalegaR1 il 27 Marzo, 2017, 03:28 PM
lo ritengo uno scenario già in atto :D
io la lancio li: il mercato del valvolare è già una percentuale ridotta della torta :)
Io però mi chiedo quanto il successo del digitale che vediamo oggi sia dovuto al placement di mercato in termini di costo ( da POD a THR a MUSTANG ) e quanto dal reale desiderio della massa.
Mi spiego meglio...il valvolare è in termini generali più costoso rispetto ai prodotti digitali abordabili dalla massa. almeno ... per quanto ne so io. Guardiamo il Pod della line 6.....per anni è stato venduto ad un prezzo assolutamente affrontabile.
Citazione di: CalegaR1 il 27 Marzo, 2017, 03:59 PM
Citazione di: Elliott il 27 Marzo, 2017, 03:41 PM
Citazione di: CalegaR1 il 27 Marzo, 2017, 03:28 PM
lo ritengo uno scenario già in atto :D
Oddio, non mi pare che oggi Line6 e Kemper siano 2 punti di riferimento. Lo sono nella loro (ancora...per adesso) ristretta nicchia.
Line6 e Kemper sono però la Ferrari e la Lamborghini del settore :)
Ecco appunto, il settore. Ma non sono (ancora) il punto di riferimento come possono ancora essere ad es. Fender, Gibson, Marshall o Vox
Ciò é bene, ciò é male.
Il mercato fa le regole e decreta i vincitori.
Non é un bello scenario ma è lo scenario, a mio avviso.
Quindi si può remare controcorrente o lasciarsi trasportare leggeri dalla corrente, ignari comunque della possibile cascata distruttrice.
La stessa che anima le paure di chi rema contro.
Vi é qualcosa di disumano nell'apoteosi tecnologica ma onestamente ho goduto di tanti buoni frutti, dapprima un po' acerbi, dalla sua pianta.
É un po' come i pomodori del lidl, li tieni in frigo un mese e loro sono sempre belli, sarà bene o sarà male?
Mi auguro, per quanto possibile, che la facilità d'uso ed il contenimento dei prezzi possano permettere ai più di sperimentare e divertirsi con successo.
Non c'è bisogno che lo ribadisca qui, non sono un fan dell' all in one ma riconosco che per molti (io sarei il primo) sarebbe già più che più che più che sufficiente.
Citazione di: Elliott il 27 Marzo, 2017, 04:05 PM
Citazione di: CalegaR1 il 27 Marzo, 2017, 03:59 PM
Citazione di: Elliott il 27 Marzo, 2017, 03:41 PM
Citazione di: CalegaR1 il 27 Marzo, 2017, 03:28 PM
lo ritengo uno scenario già in atto :D
Oddio, non mi pare che oggi Line6 e Kemper siano 2 punti di riferimento. Lo sono nella loro (ancora...per adesso) ristretta nicchia.
Line6 e Kemper sono però la Ferrari e la Lamborghini del settore :)
Ecco appunto, il settore. Ma non sono (ancora) il punto di riferimento come possono ancora essere ad es. Fender, Gibson, Marshall o Vox
bhe quelle sono compagnie con 50 anni di vita alle spalle che hanno cominciato il "giorno 1"... :)
tra non molti anni le valvole rimarranno poco più che prodotti boutique :)
Davvero interessante, questa discussione !! :goodpost: :goodpost:
Mi piace anche leggere i vostri interventi ! :bravo2:
Onestamente non so che dire, mi trovo abbastanza d'accordo con Buc, ma sono apertissimo ad altri modi di vedere ... in tutta sincerità, non so rispondere al quesito..
I pianoforti sono sicuramente i primi ad aver avviato questa strada (soprattutto per i costi IMHO)
Yamaha Acoustic Piano (C5X) vs Yamaha Digital Piano (P115) - YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=uYeXq1yknns)
Nonostante io sia convinto delle potenzialità del digitale (ci lavoro pure :D ) non credo che le valvole finiranno col diventare un mercato di nicchia. Il perché lo abbiamo tutti sotto gli occhi e si chiama fascino, e si chiama nostalgia. Guardate cosa è successo cob l'HiFi, in giro è pieno di gente convinta che il vinile suoni meglio, che la riproduzione sonora migliore si abbia con le valvole. Mentre nulla è più lontano dalla verità, i vinili sono un metodo rozzo e antiquato rispetto al digitale, ed il secondo è oggettivamente superiore al primo (è quantificabile e misurabile la cosa), e come se non bastasse i moderni vinili vengono prdotti a partire da un master digitale, quindi in più hanno solo i fruscii la delicatezza e incredibile fascino del mettere su quel discone e di appoggiarci sopra la puntina. Non parliamo poi delle valvole per la fedeltà, il futuro sono gli amplificatori in classe D. Le valvole offrono una comoda stufa, un bel rumore di fondo e un sacco di criticità, ma anche un aspetto senza pari.
Ecco perché io credo che lo stack marshall che tutti sognamo si venderà oggi come fra 50 anni, il digitale conquisterà una fetta di mercato notevole, ma continuerà a suscitare ammirazione e ricordi legati alle valvole.
Siamo sicuri che mio figlio (5 anni) subirà il fascino e soffrirà la nostalgia di qualcosa che non ha mai conosciuto?
Io ho forti dubbi in merito. Credo che una generazione che conosce solo whatsapp difficilmente sarà affascinato dalla carta da lettere.
Una nicchia di appassionati ci sarà sempre. Nel mondo della fotografia i maggiori utilizzatori di strumenti analogici sono nati in piena epoca digitale.
Io mi auguro solo che qualcosa che in una certa misura ha funzionato comunque egregiamente non debba sparire solo perché il "progresso" ha deciso che sia meglio così. I numeri, i test, i teoremi potranno anche dire che è meglio X di Y ma torno a ribadire che le sensazioni, le emozioni, il lato umano non dovrebbero piegarsi alle solo teorie utilitaristiche o razionalistiche. Se a qualcuno sta bene così, a me no.
Citazione di: Cold_Nose il 28 Marzo, 2017, 08:42 PM
Io mi auguro solo che qualcosa che in una certa misura ha funzionato comunque egregiamente non debba sparire solo perché il "progresso" ha deciso che sia meglio così. I numeri, i test, i teoremi potranno anche dire che è meglio X di Y ma torno a ribadire che le sensazioni, le emozioni, il lato umano non dovrebbero piegarsi alle solo teorie utilitaristiche o razionalistiche. Se a qualcuno sta bene così, a me no.
È un punto di vista sicuramente condivisibile per molte cose della società moderna ::) Ma non con l'audio. In questo caso X meglio di Y significa che Y suona meglio al nostro orecchio, significa una maggior fedeltà del suono e una miglior riproduzione. Il digitale non è nemico di nessuno, e grazie a quest'ultimo sono possibili innumerevoli nuove tecnologie. I sistemi immersive audio ad esempio che permettono di vivere il suono letteralmente immernedosi in esso. Per non parlare poi della possibilità di preservare per il futuro i grandi del presente e del passato. È molto facile demonizzare il nuovo in favore del vecchio, ma non sempre quest'ultimo è meglio. Con la chitarra è lo stesso, demonizzare il digitale attaccandosi al passato in una sorta di protesta romantica contro il progresso rischia di diventare solo una sterile rinuncia ad allargare i propri orizzonti.
Citazione di: Max Maz il 28 Marzo, 2017, 08:40 PM
Una nicchia di appassionati ci sarà sempre. Nel mondo della fotografia i maggiori utilizzatori di strumenti analogici sono nati in piena epoca digitale.
D'accordo ma non sono le nicchie ad eleggere i riferimenti
Citazione di: Cold_Nose il 28 Marzo, 2017, 08:42 PM
Io mi auguro solo che qualcosa che in una certa misura ha funzionato comunque egregiamente non debba sparire solo perché il "progresso" ha deciso che sia meglio così. I numeri, i test, i teoremi potranno anche dire che è meglio X di Y ma torno a ribadire che le sensazioni, le emozioni, il lato umano non dovrebbero piegarsi alle solo teorie utilitaristiche o razionalistiche. Se a qualcuno sta bene così, a me no.
è importante che abbia la sua dimensione
il digitale non dovrà togliere il lato romantico delle soluzioni old-style e le soluzioni old-style non dovrnano avere la presunzione di essere meglio per "il passato" ::)
Credo che l'avvicendamento tra vecchie aziende incapaci di rinnovarsi e nuove realtà proiettate verso il futuro sia qualcosa che accade da decenni, ma è verissimo che questo processo si è progressivamente velocizzato, cancellando quasi del tutto oggetti che apparivano avanzatissimi soltanto quindici, vent'anni fa e adesso sembrano risalire ad epoche remote.
Tra l'altro la nostra, quella dei "quaranta/cinquantenni", è una generazione che forse avverte di più questo passaggio rapidissimo, perché siamo genitori di bambini che rimangono interdetti di fronte ad oggetti che per noi erano comunissimi.
Un ragazzino di oggi, probabilmente troverebbe inutile un oggetto come un vecchio telefonino, che incredibilmente faceva solo una cosa. Il telefono (non è vero c'era Snake... :laughing: ).
Credo che nel campo dell'amplificazione per chitarra succederà qualcosa di simile, ma sarà un percorso più tortuoso perché esiste una forte sacca di resistenza all'innovazione in quest'ambito.
L'idea che il digitale sia più freddo e disumano rispetto all'analogico resisterà ancora per un po', ma credo che quando le aziende del settore cominceranno a immettere sul mercato un tipo di amplificatore "smart" in grado di coprire l'intera gamma di necessità di un chitarrista (soprattutto di quello amatoriale) e a concorrere su quel terreno, l'ampli a valvole verrà soppiantato per una questione di praticità ancor prima che di qualità.
Citazione di: Elliott il 28 Marzo, 2017, 09:40 PM
Citazione di: Max Maz il 28 Marzo, 2017, 08:40 PM
Una nicchia di appassionati ci sarà sempre. Nel mondo della fotografia i maggiori utilizzatori di strumenti analogici sono nati in piena epoca digitale.
D'accordo ma non sono le nicchie ad eleggere i riferimenti
Quale che sarà la situazione auspico che ci sia sempre possibilità di scegliere.
Quella credo, per fortuna, resterà a lungo
Conservo un'idea di fondo, di base, non è il mezzo che usi ma il risultato che ottieni che conta.
Quindi se ci saranno bravi artisti che creeranno buona musica, i loro arnesi, al netto di endorsement di facciata, saranno i cavalli che trainano il carro.
Ad oggi mi pare di capire che i bravi turnisti prediligano il digitale di qualità e qui kemper é leader, mentre l'artista di fama si rivolga ancora a tecnologia valvolare di qualità e di brand noti.
Non ci é dato di sapere però quanto qursta scelta sia dettata da ragioni economiche
Sono daccordissimo mimmo, uno capace è capace comunque e lo stesso vale per chi capace non lo è. :etvoila:
Pensate ai vantaggi dell'analogico,tra massimo 20 anni pagherò molto meno bollo e assicurazione per il mio ampli,sarà d'epoca e costerà una tombola...più dei kemper.
:lol: :laughing:
Citazione di: mimmo il 29 Marzo, 2017, 06:16 AM
Ad oggi mi pare di capire che i bravi turnisti prediligano il digitale di qualità e qui kemper é leader, mentre l'artista di fama si rivolga ancora a tecnologia valvolare di qualità e di brand noti.
Non ci é dato di sapere però quanto qursta scelta sia dettata da ragioni economiche
A mio avviso la scelta è legata all'esigenza. Il turnista può trovarsi ad affrontare situazioni sonore molto distantio fra di loro e, avere un prodotto che ti permette di passare da uno all'altro senza grosse comnplessità è molto vantaggioso ai fini logistici e di immediatezza oltre che a ridurre drasticamente l'investimento degli assets
Topic molto interessante! :bravo2:
Anagraficamente, professionalmente e personalmente ho avuto la fortuna di vivere direttamente il passaggio dall'analogico al digitale nel campo della musica sotto tutti gli aspetti: dalla composizione all'arrangiamento, dalla registrazione all'esibizione dal vivo.
Durante un paio di decenni abbondanti di progettazione industriale e di collaborazione giornalistica con testate del settore mi sono occupato di effetti digitali e di modellazione fisica in ambito chitarristico, per cui mi è passato per le mani quasi tutto ciò che il mercato in rapida evoluzione proponeva.
Personalmente non ho e non ho mai avuto alcun pregiudizio tanto nei confronti dei vecchi sistemi, quanto verso le nuove teconologie, ma non sono nemmeno un entusiasta "tout court" degli uni o delle altre... cerco di tenere il distacco necessario a vedere pro e contro ed utilizzo tutto quel che posso.
Di fatto il digitale è partito in grave deficit rispetto all'analogico: la necessità di reggere immediatamente il confronto con il suono reale si è scontrata con la mancanza iniziale della tecnologia necessaria a prezzi popolari. Per lungo tempo i costi sono stati proibitivi e i risultati deludenti.
L'arma segreta del digitale, però, si chiama "ricerca e sviluppo", campo nel quale la progettazione analogica ha invece da tempo spremuto lo spremibile... Così nuove tecnologie, più potenti e a buon mercato, sono comparse a raffica. Questo non ha certamente avuto un buon impatto sugli utenti finali, perché ha reso l'obsolescenza rapida delle apparecchiature una costante fastidiosa e dannosa per le finanze di chi acquista, ma ha portato rapidamente alla creazione di algoritmi di calcolo più potenti ed efficaci, al miglioramento generale delle prestazioni, che di pari passo con l'abbattimento dei costi ha ridotto fortemente il gap con le tecnologie precedenti.
Il passo successivo è stato la modellazione fisica, che ha subito un'evoluzione ancora più rapida: la complessità della rappresentazione matematica del comportamento dei circuiti reali dipende dall'accuratezza del modello, limitata a sua volta dalla sola capacità di memoria e di calcolo del computer che lo fa girare!
Per ultimo è arrivato il concetto di "profilazione", introdotto da Kemper: si parte dalla fotografia del funzionamento di un particolare circuito in una data condizione (la profilazione, appunto), per poi simularne il comportamento in condizioni diverse attraverso modelli fisici standardizzati.
Tutto questo ha creato una gigantesca diatriba tra fautori e detrattori delle nuove tecnologie, ma essa appassiona per lo più il mondo degli hobbisti.
In campo professionale le cose vanno diversamente...
Fin dalla nascita di Amp Farm (lo storico plugin della Line6 che girava esclusivamente su piattaforma Pro Tools) gli studi di registrazione hanno fatto un uso massiccio delle nuove possibilità offerte dal digitale e buona parte delle produzioni sono realizzate con software e sistemi digitali da molti anni. Modelli fisici e profilazione sono all'ordine del giorno per registrare.
La logica, insomma, non è più (o perlomeno non è in molti casi) quella "edonistica" di un tempo, che vedeva il chitarrista aggrappato mani e piedi alla testata valvolare da 100W sulla 4x12... Permangono ovviamente produttori e musicisti che credono nell'analogico e ne pretendono l'utilizzo, ma sono sempre meno, anche perché girano pochi soldi, si cerca di impiegare il minor tempo possibile nella realizzazione degli album e soprattutto si è coscienti che alla luce delle tecnologie attuali il risultato finale, di fatto, non ne risentirà.
Lo stesso concetto si applica spesso ai tour dal vivo: sui palchi resta naturalmente imbattibile l'impatto estetico offerto dai muri di testate e casse, ma non è raro trovare un Kemper nascosto dietro di esse, dal quale proviene il segnale che va effettivamente alla consolle!! :firuli:
Non credo quindi che il mercato dell'analogico si possa esaurire nel breve periodo, specie in ambito semiprofessionale, ma credo anche che le tecnologie ad esso alternative si dimostreranno sempre più tali, in grado di sostituirlo senza remore che non siano di carattere puramente sentimentale.
Vedremo insomma per lungo tempo appassionati che non permetteranno mai ad un computer di generare il suono del proprio strumento o che mai accetteranno di fare a meno dell'impatto fisico di una 4x12 ad un metro dallo stomaco, ma mentre da un lato le prestazioni del digitale si equiparano gradualmente e sotto ogni aspetto a quelle dell'analogico, offrendo dall'altro possibilità di gran lunga superiori, diventa sempre più dura non considerare pesi, ingombri, consumo elettrico, manutenzione, affidabilità, costi di acquisto e di esercizio, tutti obiettivamente e marcatamente a favore delle nuove tecnologie.
:sonocotto: ::)
:goodpost: luvi :reallygood:
Io aggiungerei all'analisi soltanto la possibile difficoltà, da parte di utenti "in erba" di poter sfruttare davvero il potenziale di questi prodotti.
Non che l'inesperienza non fosse un limite anche in epoca analogica ma credo che nell'era digitale la forma mentis giusta per poter utilizzare correttamente e con soddisfazioni questi prodotti sia l'ostacolo realmente più ostico da superare. :-\
Molto esaustiva la tua risposta Luca ed aiuta a chiarire a chi può servire maggiormente questo tipo di strumentazione digitale,cioè...a chi lavora nel settore,musicisti e tecnici di studi di registrazione...ma anche amatori evoluti o entusiast.
Più semplice per costi e spazio,questi profilatori sono la manna,avere centinaia o migliaia di suoni a disposizione,senza avere un magazzino di 10000 metri quadri è una bella cosa e sopratutto pratica,ma continueranno ad esistere anche i classici ampli,valvole o transistor non importa,che hanno pochi suoni a disposizione ma sicuramente un impatto visivamente appagante per il chitarraio da cantina,almeno fino a quando non si saranno estinti questi ultimi.
CitazioneNon che l'inesperienza non fosse un limite anche in epoca analogica ma credo che nell'era digitale la forma mentis giusta per poter utilizzare correttamente e con soddisfazioni questi prodotti sia l'ostacolo realmente più ostico da superare.
Max,dopo forse 35 anni di utilizzo,ancora sono alla sperimentazione di quelle quattro rotelle in croce del mio ampli ed ancora non ne vengo a capo,ho sempre messo prima le note e come farle uscire dallo strumento e non mi sono mai preoccupato del fattore 'sound',ecco avrei bisogno più di un tecnico del suono che curi la cosa per me,stranamente è una cosa che non mi appassiona.
Sapere che dentro uno strumento ci sono millemila possibilità e non riuscire a sfruttarle per me è piuttosto frustrante.
Pian pianino l'ampli monocanale riesco a farlo suonare come piace a me anche grazie a qualche pedale ma quello che si riesce a fare con un helix ad esempio è straordinario. Davvero.
So che è più importante saper suonare che avere un bel suono ma io non riesco a prescindere da quest'ultimo.
Quindi in attesa di capire se riusciro' mai a gestire uno strumento digitale suono da :vomit: con suoni analogici che non sono propriamente da :vomit: :occhiolino:
Per quanto mi riguarda ho notato che l'utilizzo di effetti e suoni diversi dal solito,mi aiutano a suonare cose mai fatte prima,sembro quasi uno bravo a volte,ma nello stesso tempo troppo uguale a quello o quell'altro,al punto che...mi risultano troppo sterili quelle note e non più mie.
Nelle mani giuste invece (e nelle teste),sono sicuro che diventano strumenti inarrivabili.
Costruire il proprio suono, a partire dalle mani, per finire con la strumentazione, è alla base dell'essere musicisti, su questo non ci piove.
Ma analogico o digitale, da questo punto di vista, poco conta secondo me...
Io la vedo così: conservo gelosamente a casa un vecchio Line6 POD prima serie (il "fagiolo rosso" d'epoca), sul quale ho programmato nella notte dei tempi un paio di simulazioni che mi piacciono molto e con le quali passo da anni ore piacevolissime in notturna studiando e suonando sulle basi in cuffia (abito in condominio e di suonare con un ampli non se ne parla proprio...).
Il POD ha 32 modell di ampli ed altrettante simulazioni di casse, alcune delle quali non ho mai utilizzato ma poco importa... fa parte del gioco: ne uso soltanto due e non lo vendo proprio per quelle due, che mi risolvono un problema, gratificano l'orecchio e soddisfano egregiamente un'esigenza, che l'analogico faticherebbe a gestire... ;D
Penso anche io che sia giusto distinguere gli scopi per i quali si utilizza una determinata tecnologia rispetto ad un'altra.
E' ovvio che per uno studio di registrazione o per un produttore, l'opportunità di avere infinite combinazioni nel piccolo spazio di un Kemper o per mezzo di un software sia estremamente appetibile.
Io sono certamente vittima del fascino della tradizione ma mi conforta il fatto che gli esseri umani non stiano fermi e vadano costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire ed anzi penso che nel campo in esame, uno degli ostacoli maggiori sia proprio la mentalità del chitarrista medio che spesso attribuisce al tipo di tecnologia utilizzata molti più "meriti" di quanti ne abbia in realtà.
Trovo che sia diverso avere piena consapevolezza della qualità e delle opportunità offerte dall'evoluzione tecnologica ma coltivare il sogno di mettere mano su un vecchio Fender, rispetto a sostenere con fermezza che quarant'anni di ricerca abbiano portato soltanto alla realizzazione di un paio di giocattoli che non reggono il confronto con qualcosa che invece non si è mosso (se non per qualche piccola miglioria) dal punto di partenza.
Citazione di: luvi il 08 Aprile, 2017, 11:42 AM
Anagraficamente...cut... tecnologie.
Grazie per il tuo prezioso contributo :thanks:
Citazione di: Max Maz il 08 Aprile, 2017, 12:12 PM
Sapere che dentro uno strumento ci sono millemila possibilità e non riuscire a sfruttarle per me è piuttosto frustrante.
Pian pianino l'ampli monocanale riesco a farlo suonare come piace a me anche grazie a qualche pedale ma quello che si riesce a fare con un helix ad esempio è straordinario. Davvero.
So che è più importante saper suonare che avere un bel suono ma io non riesco a prescindere da quest'ultimo.
Quindi in attesa di capire se riusciro' mai a gestire uno strumento digitale suono da :vomit: con suoni analogici che non sono propriamente da :vomit: :occhiolino:
Certamente la curva di apprendimento del funzionamento di un amplificatore è decisamente più breve di quella dell'Helix...
Altrettanto decisamente ci si sente molto più spaesati passando da Helix a un Kemper che non da un Twin ad un Mesa!! ::)
Questo è sicuramente un punto che va largamente a sfavore delle macchine digitali, specie nel caso di difficoltà ad acquisire nuove logiche di programmazione o di scarso tempo libero a disposizione per la musica.
Tuttavia, non posso fare a meno di pensare, come giustamente anche tu osservi, al mondo immenso di possibilità a cui tali dispositivi danno accesso.
Non è detto che tali possibilità rappresentino una necessità per chiunque, questo è ovvio... per lo più, anzi, rappresentano un surplus.
La soddisfazione nel riuscire poi a tirar fuori in pochi secondi quel che si vuole continua però per me a rappresentare il fascino stesso dello studio della logica di tali apparecchiature, senza lasciare che questo prevarichi troppo la dedizione alla pratica della musica, naturalmente. ::)
Sul piano strettamente utilitaristico, credo sia comunque sacrosanto che ognuno utilizzi quel che ritiene più adatto a sè stesso, a quel che vuole, può o deve ottenere senza timore di essere giudicato, in un senso o nell'altro.
Quel che conta, in definitiva, è come si suona, quello che si suona ed il suono che si tira fuori dalla strumentazione, non importa come e quale che essa sia! :D
Giusto Luca, resto convinto che una buona strumentazione appaghi si il piacere timbrico ma al contempo rischi di narcotizzare la necessaria umiltà.
Il giusto equilibrio è una ricerca faticosa ma indispensabile. ;D
Citazione di: BlackStrat il 28 Maggio, 2019, 12:51 PM
Citazione di: JourneyMan il 28 Maggio, 2019, 12:17 PM
Penso che con gli anni gli ampli diventeranno come le auto d'epoca. La vuoi? Bravo, compratela, è fighjssima e il valore può anche aumentare vertiginosamente (ne so qualcosa :firuli:... le chitarre ringraziano), ma la tecnologia va avanti, che tu lo voglia o no.
Non sei l'unico ad essere giunto a questa conclusione
http://www.accordo.it/article/viewPub/79388 (http://www.accordo.it/article/viewPub/79388)
Una è una constatazione di fatto: non accendo il Mesa Boogie e la Dragoon da quando il Profiler è entrato a casa mia. La seconda è una verità un po' più cruda, e forse decisiva: M\B e Dragoon non mi mancano per niente :/ Non hanno un uso cui potrei pensare. Da strumenti eccezionali (e molto costosi, per le mie tasche) sono diventati soprammobili tecnologici bellissimi e di eccezionale ingombro.
...o meglio, gli ampli a valvole stanno diventando gli strumenti dei neofiti, visto che il prezzo di un Kemper (ma anche di una banale Helix...1000€) non è proprio alla portata di tutti.
Fa riflettere se pensi che una volta il valvolare era considerato uno strumento a pannaggio solo dei professionisti, e il digitale/transistor il giocattolino di chi aveva pochi soldi da spendere e si doveva accontentare.
Oggi, complice anche l'ondata di minicombo e minitestate valvolare da 5-10-20W a prezzi ragionevolissimi (200-500€), i ruoli si sono ribaltati.
Siamo a un punto di svolta epocale, che vede i dilettanti suonare sempre più spesso un valvolare, e i professionisti il digitale. Sia in studio che live.
E' probabile che da qui a 20 anni, complice anche il continuo calo dei prezzi e l'immissione sull'usato di macchine che oggi costano 1-2-3K euro, l'ampli a valvole di fascia alta sarà quello che sono le macchine a pellicola per il mondo della fotografia: roba per inguaribili romantici e amanti del vintage che amano toccare i pots e vedere le valvole incandescenti....un po' come oggi qualcuno ama toccare con mano la pellicola e decidere se usare la 80ASA o la 200 ASA.
@juanka: come mai hai rivenduto il Kempy dopo 8 mesi? Che tipo di profili usavi? Quelli stock presenti nella macchina, profili scaricati da gratis da internet, profili a pagamento tipo TAF, Choptones, M Britt?
Cerco di affrontare queste tematiche in modo asettico, prima di coinvolgere l'emotività e i gusti personali. E concordo con te, non nel senso ovviamente che a me piaccia o meno, ma nel fatto che credo sia questo il futuro.
Dal punto di vista della sostenibilità ambientale sarà anche giusto, perché diversamente ti ritrovi a saccheggiare il pianeta per razziare componenti di diversa origine per creare infiniti prodotti costosi e ingombranti.
Sempre in un'ottica asettica e asentimentale, e quindi spassionata, mi chiedo comunque una cosa:
ma è normale che diventi tutto
piccolo e quasi impalpabile?
Basta con i libri che occupano intere librerie perché può entrare tutto in un hard disk piccolo.
Basta con i cd perché si può comprimere tutto in dei file (mettiamo da parte il discorso qualità perché ora non c'entra).*
Basta con le telecamerine e le macchine fotografiche perché sta tutto nello smartphone.
Basta con ampli, testate, casse e pedali infiniti perché sta tutto in uno scatolotto.
E' una praticità compatibile con l'uso o cambiando i formati (e diventando a loro volte asettici) si modifica anche l'attività in sè?
E' una domanda il cui senso dovrei spiegarlo meglio, ma per ora la lascio così.
Ribadisco, non è un discorso che tira in ballo le emozioni, i sentimenti, i gusti personali.
* ho appreso che molte nuove automobili escono senza il lettore cd, ma con il lettore mp3. Se cerchi la qualità e se hai centinaia di cd, attaccati. Li converti e ti porti una pennetta. Il cd, se vuoi, te lo senti a casa.
Citazione di: JourneyMan il 28 Maggio, 2019, 01:40 PM
Citazione di: BlackStrat il 28 Maggio, 2019, 12:51 PM
Citazione di: JourneyMan il 28 Maggio, 2019, 12:17 PM
Penso che con gli anni gli ampli diventeranno come le auto d'epoca. La vuoi? Bravo, compratela, è fighjssima e il valore può anche aumentare vertiginosamente (ne so qualcosa :firuli:... le chitarre ringraziano), ma la tecnologia va avanti, che tu lo voglia o no.
Non sei l'unico ad essere giunto a questa conclusione
http://www.accordo.it/article/viewPub/79388 (http://www.accordo.it/article/viewPub/79388)
Una è una constatazione di fatto: non accendo il Mesa Boogie e la Dragoon da quando il Profiler è entrato a casa mia. La seconda è una verità un po' più cruda, e forse decisiva: M\B e Dragoon non mi mancano per niente :/ Non hanno un uso cui potrei pensare. Da strumenti eccezionali (e molto costosi, per le mie tasche) sono diventati soprammobili tecnologici bellissimi e di eccezionale ingombro.
...o meglio, gli ampli a valvole stanno diventando gli strumenti dei neofiti, visto che il prezzo di un Kemper (ma anche di una banale Helix...1000€) non è proprio alla portata di tutti.
Fa riflettere se pensi che una volta il valvolare era considerato uno strumento a pannaggio solo dei professionisti, e il digitale/transistor il giocattolino di chi aveva pochi soldi da spendere e si doveva accontentare.
Oggi, complice anche l'ondata di minicombo e minitestate valvolare da 5-10-20W a prezzi ragionevolissimi (200-500€), i ruoli si sono ribaltati.
Siamo a un punto di svolta epocale, che vede i dilettanti suonare sempre più spesso un valvolare, e i professionisti il digitale. Sia in studio che live.
E' probabile che da qui a 20 anni, complice anche il continuo calo dei prezzi e l'immissione sull'usato di macchine che oggi costano 1-2-3K euro, l'ampli a valvole di fascia alta sarà quello che sono le macchine a pellicola per il mondo della fotografia: roba per inguaribili romantici e amanti del vintage che amano toccare i pots e vedere le valvole incandescenti....un po' come oggi qualcuno ama toccare con mano la pellicola e decidere se usare la 80ASA o la 200 ASA.
@juanka: come mai hai rivenduto il Kempy dopo 8 mesi? Che tipo di profili usavi? Quelli stock presenti nella macchina, profili scaricati da gratis da internet, profili a pagamento tipo TAF, Choptones, M Britt?
Cerco di affrontare queste tematiche in modo asettico, prima di coinvolgere l'emotività e i gusti personali. E concordo con te, non nel senso ovviamente che a me piaccia o meno, ma nel fatto che credo sia questo il futuro.
Dal punto di vista della sostenibilità ambientale sarà anche giusto, perché diversamente ti ritrovi a saccheggiare il pianeta per razziare componenti di diversa origine per creare infiniti prodotti costosi e ingombranti.
Sempre in un'ottica asettica e asentimentale, e quindi spassionata, mi chiedo comunque una cosa:
ma è normale che diventi tutto piccolo e quasi impalpabile?
Basta con i libri che occupano intere librerie perché può entrare tutto in un hard disk piccolo.
Basta con i cd perché si può comprimere tutto in dei file (mettiamo da parte il discorso qualità perché ora non c'entra).*
Basta con le telecamerine e le macchine fotografiche perché sta tutto nello smartphone.
Basta con ampli, testate, casse e pedali infiniti perché sta tutto in uno scatolotto.
E' una praticità compatibile con l'uso o cambiando i formati (e diventando a loro volte asettici) si modifica anche l'attività in sè?
E' una domanda il cui senso dovrei spiegarlo meglio, ma per ora la lascio così.
Ribadisco, non è un discorso che tira in ballo le emozioni, i sentimenti, i gusti personali.
* ho appreso che molte nuove automobili escono senza il lettore cd, ma con il lettore mp3. Se cerchi la qualità e se hai centinaia di cd, attaccati. Li converti e ti porti una pennetta. Il cd, se vuoi, te lo senti a casa.
Tanto in auto si sente male comunque. CD od MP3 son difficili da distinguere in auto...
[emoji16][emoji16]
Citazione di: JourneyMan il 28 Maggio, 2019, 01:40 PM
* ho appreso che molte nuove automobili escono senza il lettore cd,
Quanto era avanti la mia Y10!!! Ed io, non lo capivo :(
Citazione di: Elliott il 29 Maggio, 2019, 07:55 PM
Citazione di: JourneyMan il 28 Maggio, 2019, 01:40 PM
* ho appreso che molte nuove automobili escono senza il lettore cd,
Quanto era avanti la mia Y10!!! Ed io, non lo capivo :(
[emoji23][emoji23] Sarei curioso di vedere i dati di vendita degli amplificatori. Secondo me gli equivalenti digitali come vendite sono già avanti, e non di poco. Celestion vende gli IR dei suoi coni con i vari cabinet in cui sono montati. Questo la dice lunga. Perché dovrebbe cannibalizzarsi se non fosse costretta.