Vi posto alcuni suoi live per ricordarlo!
4 Aprile 1952
Gary Moore ~ So Far Away + Empty Rooms (HQ 720p) - YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=qfOV3b8Q6R8#ws)
Gary Moore Live London 1992 - Cold Day In Hell.mp4 - YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=2cXMfcn9UMM#)
Gary Moore - Walking By Myself 2003 HD - YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=5g9bjXsscO4#ws)
Gary Moore - Red House - YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=CxkzluURe7g#ws)
Veramente un grandissimo! :inchino:
Sanguigno come pochi altri nel modo di suonare...
Si parlava di Rory Gallagher recentemente, ma Gary Moore non credo sia assolutamente da meno sotto quell'aspetto...
:quotone:
Gary Moore era un grandissimo e ha suonato quasi tutto quello che va dal blues al heavy rock.
Un album che secondo me viene citato raramente è "Back On The Streets", dove ci sono delle perle come la title-track, una serie di strumentali jazz rock come "Flight Of The Snow Moose", "Hurricane" e "What Would You Rather Bee Or A Wasp" e soprattutto la stupenda "Parisienne Walkways"
Gary Moore - Flight Of The Snow Moose .1978 - YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=Ww6iiGUYkzs#)
Gary Moore - Hurricane .1978 - YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=-AS9IwWBx6k#)
Gary Moore - What Would You Rather Bee Or A Wasp .1978 - YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=iChPsNPVD0A#)
GARY MOORE - Parisienne Walkways (Lyrics) - YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=xkIhCgyljD4#ws)
Non lo conosco così tanto da citarne a memoria dei brani , ma chapeau !!! :inchino:
Guido
Grandissimo chitarrista che ho seguito sino alla svolta blues: già, io lo preferivo prima e penso che Wild Frontiers sia un gran bell'album capace di tanti sentimenti diversi.
Questo qua sotto è il Gary Moore che ho sempre amato!
Gary Moore - Over The Hills And Far Away - YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=7MfCtvLfLiw)
Empty Rooms Gary Moore live at Stockholm 1987 - YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=8jlAR9iI9LY)
gary moore - johnny boy - Wild Frontier - YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=UIwcvffvrnY)
Anche il live We want Moore con un certo Ian Paice alla batteria era spettacolare.
Citazione di: Vigilius il 06 Aprile, 2014, 04:50 PM
Grandissimo chitarrista che ho seguito sino alla svolta blues: già, io lo preferivo prima e penso che Wild Frontiers sia un gran bell'album capace di tanti sentimenti diversi
Anche io la penso come te e per me "Still Got The Blues" fu un po' una delusione e ho sempre avuto un po l'impressione che per quanto ci fosse un sincero amore per il blues, la svolta affrontata in maniera così radicale fosse una mossa motivata anche da ragioni commerciali.
Citazione di: Moreno Viola il 30 Maggio, 2024, 10:32 PMA parte gli scherzi; "After The War" fu il primo album (in cassetta registrata) di Gary Moore che ascoltai. Era la fine degli anni ottanta ma quel disco mi folgorò già dalle primissime note con la chitarra di Gary che richiama immediatamente (ribadendo quanto già fatto nel precedente "Wild Frontier" anche se ancora non lo sapevo) sonorità riconducibili alla sua madrepatria.
Recuperai abbastanza velocemente tutto quello che aveva fatto prima grazie allo stesso compagno (anzi per l'esattezza a suo fratello) che mi aveva prestato "After The War".
Tutto questo per dire che per me fu esattamente il contrario e quando, pochi mesi dopo la mia scoperta, Gary Moore pubblicò "Still Got The Blues", che in preda all'entusiasmo comprai appena uscì, la mia delusione fu enorme e per molto tempo rimase in attesa di un secondo ascolto.
Per non "inquinare" il topic che ha come tema il Blues, posto la sua interpretazione da pelle d'oca di "The Messiah Will Come Again", brano iconico di Roy Buchanan.
Trapianto qui questo tuo commento così posso risponderti in tema.
Gli album che citi li ho sentiti (secoli fa) e sinceramente mi piacerebbe mettere ordine nella mia conoscenza della sua carriera, tra Colosseum, Thin Lizzy, discografia solista ecc. Tra l'altro ricordo di aver letto (sempre secoli fa) un'intervista in cui spiegava perché aveva detto di no a Ozzy Osbourne che lo avrebbe voluto come chitarrista fisso (!).
Però una cosa mi aveva colpito: un'intervista in cui sembrava aver un po' ripudiato tutta la sua carriera precedente e di aver ritrovato la via facendo blues.
Ma la cosa che più mi ha colpito è stata la visione di un dvd in cui faceva un tributo a Hendrix: strabravissimo. Lì ho veramente capito 1- quanto fosse davvero bravo 2- quanto fosse profondamente appassionato di Hendrix.
E chi immaginava che Gary Moore sapesse suonare jazz in quel modo!
Andate al minuto 2.29:
Correggo: 3.29!
Citazione di: robland il 08 Dicembre, 2024, 10:36 PME che immaginava che Gary Moore sapesse suonare jazz in quel modo!
Andate al minuto 2.29:
Che fenomeno... ma poi come suona quei blues, con che naturalezza, semplicitá... con la 335... con la les paul... che gigante
Citazione di: Donatello Nahi il 08 Dicembre, 2024, 10:49 PMChe fenomeno... ma poi come suona quei blues, con che naturalezza, semplicitá... con la 335... con la les paul... che gigante
Ho corretto il minuto che avevo indicato. La parte jazz è a 3.29. Mi ha proprio stupito.
Ma poi suona bene tutto.
Ricordo ancora quando uscì la recensione sulla rivista Guitar Club di Still got the blues. Trovai un amico delle scuole superiori che aveva la cassetta originale e me la copiai su un nastro vergine. E l'ascoltai decine di volte.
Penso sia stata la prima volta che conobbi il blues. E poi lui lo suonava con un'energia atomica.
Quell'album diventò davvero popolare ed effettivamente è travolgente.
Mi ricorda molto (anche se sono diversissimi) Steve Lukather, che nei suoi concerti e album solisti è capace di un'energia esplosiva.
Be', ci sta tutto: il jazz nasce dal blues e per decadi i due generi si sono "toccati". Evidentemente lui è uno di quei chitarristi che ha esplorato entrambe i mondi.
L'altra sera ho fatto un viaggetto in auto, il che per me si traduce sempre in una ottima occasione per ascoltare musica senza distrazioni per tutta la durata del viaggio. Mi piace avere ancora una macchina col lettore cd, così so di avere di fronte un album e quello soltanto e poi il potere evocativo delle copertine che a volte sanno davvero ispirare e dare un'idea dell'album (è l'immagine che segue).
Il consiglio è: se avete 48 minuti di tempo, ascoltate After Hours di Gary Moore, 1992. Vi potrà anche non piacere ma sarà comunque tempo speso ad ascoltare musica intensa.
Ci sono le ballad, ci sono pezzi al fulmicotone moderni, ci sono i classici, ci sono assoli esplosivi e ce ne sono di molto contenuti, ci sono suoni carichi di gain e di medie e suoni clean o appena appena sporcati. Sette brani suoi e quattro cover, ospiti BB King e Albert Collins.
Uno dei due batteristi è anche Anton Fig, che mi piace moltissimo e che poi diventerà il batterista di Joe Bonamassa.
Alla fine l'album l'ho anche riascoltato per intero.
Se vi piace il blues e se vi piace Gary Moore, quest'album potrebbe farvi passare dei buoni momenti, e magari mentre ascolterete starete lì con la mente a tirare qualche bending energico con lui e a scalare la tastiera a tutta velocità abusando del legato senza ritegno.
(https://i.ibb.co/LzjdCMH6/Screenshot-20260128-225522-Chrome.jpg)
Dunque, avevo ancora voglia di spupazzarmi Gary Moore, così sono rimasto negli anni Novanta e mi sono inoltrato nell'ascolto di Blues for Greeny, un album tributo* sotto forma di una raccolta di brani di Peter Green, dove la sfida di Moore è riprodurne lo stile e al contempo metterci qualcosa di suo.
Il piacere nel quale mi sto immergendo è quello di sentirmi Moore e poi ogni tanto andarmi a sentire l'originale.
Ho letto anche un'intervista in cui Moore spiega le diverse chitarre che ha utilizzato per registrare l'album e i tre ampli (tra cui un Vibroverb 63 reissue).
Poi è riuscito anche ad eseguire live il suo tributo: immancabile la Les Paul Greeny e alle sue spalle i tre ampli usati anche per la registrazione.
Ho scelto questo perché qui penso che Gary Moore sia stato sublime:
*ho scritto tributo per semplificare, ma nell'intervista Moore specifica che non gli piace la parola dato che Green in quel momento era ancora vivo (e penso che l'intento di Moore fosse anche quello di fargli arrivare un po' di soldi tramite le royalties dei suoi brani). Dice che è più precisamente un thank you album.
Quali erano le preferenze di Gary riguardo Les Paul, pickup e amplificatore?
Citazione di: Santano il 18 Febbraio, 2026, 10:28 AMQuali erano le preferenze di Gary riguardo Les Paul, pickup e amplificatore?
In termini di pick up non ho idea. Come amplificatori nel periodo blues-rockblues ha usato Marshall DSL, Marshall 1959, Fender Vibroverb 63 reissue, Fender Showman, Vox. Per una registrazione ha menzionato anche un Orange Tiny Terror.
Penso che il suo main amp fosse il Marshall 1959.
Come chitarre, beh a parte la Les Paul appartenuta a Peter Green, usava un'altra LP 59, una goldtop originale (suppongo 57). Poi una Stratocaster 61, delle 335 degli anni sessanta, una 355, una Telecaster 68.
Comunque aveva un sacco di roba sia moderna che vintage.
Se poi ti vuoi immergere in una lunga chiacchierata sulla strumentazione, in questo podcast Bonamassa prova la testata Soldano SLO100 di Gary Moore (forse l'ha comprata boh) e racconta un po' di aneddoti.