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JAMBLE Cafè => Artisti : Gruppi e Musicisti => Discussione aperta da: Vu-meter il 03 Agosto, 2017, 07:21 PM

Titolo: Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Vu-meter il 03 Agosto, 2017, 07:21 PM
Avete mai apprezzato la musica leggera e/o cantautorale italiana ?

Se si : quale ? La ascoltate volentieri ancora oggi ?
Se no : perché ?

Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: dr_balfa il 03 Agosto, 2017, 07:29 PM
Citazione di: Vu-meter il 03 Agosto, 2017, 07:21 PM
Avete mai apprezzato la musica leggera e/o cantautorale italiana ?

Se si : quale ? La ascoltate volentieri ancora oggi ?
Se no : perché ?

SI
quale diciamo De Gregori, Finardi, De Andrè, Gaber, ecc.
SI

per una risposta più articolato dopo ora devo suonare De gregori  :guitar: :guitar: :guitar:
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Max Maz il 03 Agosto, 2017, 07:33 PM
Con i cantautori ci sono cresciuto Vu.

Ho cominciato con Francesco Guccini di cui ho consumato dischi e cassette e che sono andato a vedere spesso in concerto.
Pino Daniele,  Francesco de Andre' e Giorgio Gaber li ascolto tuttora ogni volta che posso.

Ho amato moltissimo Lucio Dalla, Angelo Branduardi, Ivan Graziani, Franco Battiato, Francesco de Gregori, Ivano Fossati, Claudio Lolli, Fabio Concato, Samuele Bersani, Edoardo Bennato, Niccolo Fabi, Carmen Consoli, Teresa de Sio, Sergio Cammariere, il primo Renato Zero, Vinicio Capossela e sicuramente me ne sto dimenticando tanti.

Anche di questi spesso spolvero un LP o un CD per riascoltarli con affetto e passione.

Tra i big poco apprezzati dei quali  riesco ad ascoltare soltanto 3/4 pezzi al massimo. Lucio Battisti, Roberto Vecchioni, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri e Ligabue.

::)
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Grand Funk il 03 Agosto, 2017, 08:21 PM
Pochissimo...... un pochino Finardi, Gaber, Rino Gaetano, Bennato...... non è il mio genere preferito, tutt'ora non lo seguo, qualche autore mi piace suonarlo ( tipo Fred Bongusto ) però è un' altro discorso.......
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Elliott il 03 Agosto, 2017, 08:42 PM
Si, l'ho ascoltata e la ascolto sempre volentieri.
Il panorama italiano offre davvero tanto e mi è molto facile trovare qualcuno che mi dice esattamente ciò che in quel momento voglio  sentirmi dire.

Quelli che ascolto più spesso sono Bennato, Fortis,  Pino Daniele (anche se sono rimasto sempre sulle più note), De André, Gaber, Capossela e Gaetano.

Amo molto ma non li ascolto tantissimo Pierangelo Bertoli, De Gregori, Dalla, Battiato, Consoli ed il vecchissimo Venditti (quello di "mio padre ha un buco in gola" e Bomba non Bomba per intenderci).

Dei più giovani apprezzo particolarmente ed ascolto spesso, Fabrizio Moro e Caparezza.
Ah giusto...dimenticavo Gazzè ::)



Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Fostex il 03 Agosto, 2017, 08:51 PM
i primi accordi li ho imparato suonando la locomotiva e l'avvelenata di Guccini, Feste di Piazza e bravi ragazzi di Bennato. Poi De Andrè, Graziani, Nuova compagnia di canto popolare, gli Inti Illimani, Branduardi ecc..
Disgraziatamente per tutto l'isolato ci cantavo pure sopra 😖😰.
Allora come ora comunque dimenticavo testi e accordi.
Devo dire che pur avendo tutt'ora ammirazione per alcuni ben pochi li riascolto.
Forse De Andrè é quello che più di tutti ha retto negli anni.
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Fidelcaster il 03 Agosto, 2017, 09:23 PM
Attivamente li ho frequentati quasi per niente. Ci sono parecchie canzoni che mi piacciono, ma raramente mi è capitato di sentirne che avrei apprezzato anche se non ne avessi compreso le parole, il che per me (ma assolutamente non di per sé) è un grosso limite. Amo abbastanza Battiato.
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Santano il 03 Agosto, 2017, 09:36 PM

Citazione di: Max Maz il 03 Agosto, 2017, 07:33 PM
Con i cantautori ci sono cresciuto Vu.

Ho cominciato con Francesco Guccini di cui ho consumato dischi e cassette e che sono andato a vedere spesso in concerto.
Pino Daniele,  Francesco de Andre' e Giorgio Gaber li ascolto tuttora ogni volta che posso.

Ho amato moltissimo Lucio Dalla, Angelo Branduardi, Ivan Graziani, Franco Battiato, Francesco de Gregori, Ivano Fossati, Claudio Lolli, Fabio Concato, Samuele Bersani, Edoardo Bennato, Niccolo Fabi, Carmen Consoli, Teresa de Sio, Sergio Cammariere, il primo Renato Zero, Vinicio Capossela e sicuramente me ne sto dimenticando tanti.

Anche di questi spesso spolvero un LP o un CD per riascoltarli con affetto e passione.

Tra i big poco apprezzati dei quali  riesco ad ascoltare soltanto 3/4 pezzi al massimo. Lucio Battisti, Roberto Vecchioni, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri e Ligabue.

:)


Vale anche per me, ma inclusi gli ultimi

Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Road2k il 04 Agosto, 2017, 12:08 AM


Citazione di: Max Maz il 03 Agosto, 2017, 07:33 PM
Con i cantautori ci sono cresciuto Vu.

Ho cominciato con Francesco Guccini di cui ho consumato dischi e cassette e che sono andato a vedere spesso in concerto.
Pino Daniele,  Francesco de Andre' e Giorgio Gaber li ascolto tuttora ogni volta che posso........

Max,  Francesco De Andrè me lo devi prestare.... su cassettina però!!!!!

Sai che, se non ricordo male, lo stesso lapsus lo hai già avuto in una discussione molto tempo fa!!!

S.

Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Max Maz il 04 Agosto, 2017, 01:23 AM
Che ci vuoi fare Road, sarà l'età o forse una qualche idiosincrasia.  :-[
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Vu-meter il 04 Agosto, 2017, 06:20 AM
Io ho ascoltato un sacco di roba da ragazzo, ora molto meno . Non so neppure dire se esistano ancora certi "filoni" oppure no. 
Bello vedere di non essere l'unico .. :grouphug:
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: futech il 04 Agosto, 2017, 08:59 AM
beh li avete già citati un po' tutti...in passato li ascoltavo molto di più, oggi molto raramente.
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: nihao65 il 04 Agosto, 2017, 09:08 AM
Ogni tanto ascolto qualcosa, magari in macchina con la moglie, lei apprezza praticamente solo musica italiana.
Ad ogni modo mi piacciono sicuramente i cantautori più noti tipo Battisti, de Gregori, de Andrè ecc; apprezzo in maniera particolare Fabio Concato, anche perchè "domenica bestiale" è la nostra canzone (mia e della moglie si intende  ::))

purtroppo ci sono una serie di ragioni che mi fanno quasi odiare il panorama musicale italiano: la maggior parte degli artisti sono degli interpreti, bravissimi ma non è quasi mai farina del loro sacco; in Italia a parte qualche rara eccezione i gruppi non esistono e comunque non sono considerati; in Italia, e qui le eccezioni sono veramente poche, il rock, e tutti i vari sottoderivati, non esiste; ultimo ma non meno importante, in Italia "l'artista" è solo il cantante, mentre i musicisti sono comprimari 
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Elliott il 04 Agosto, 2017, 09:48 AM
Citazione di: nihao65 il 04 Agosto, 2017, 09:08 AM
a parte qualche rara eccezione i gruppi non esistono e comunque non sono considerati;

Ecco, più la seconda, secondo me.

A mio avviso di Band che hanno fatto o fanno ottime cose In Italia ce ne sono (state) diverse.

Mi piace sempre ricordare una serie di Band (senza andare nel campo del Prog dove abbiamo avuto veramente grandi esempi) che ho visto dal vivo e ne ho sempre apprezzato proprio il valore perhé...è li che vedi lo spessore di un artista

Penso agli Afterhours che, con il loro "Hai paura del buio" e non solo, hanno fatto a mio avviso qualcosa di veramente grande
Penso ai più volte citati Negrita che dal vivo, sono devastanti
Poi ci sono stati i Timoria che sono stati un bel progetto veramente. Ricordo di averli visti live a Bologna e...il concerto iniziò con oltre un'ora di ritardo perché Llorca si era collassato e non sono riusciti a recuperarlo allora hanno improvvisato il concerto senza bassista virando su molte esecuzioni in acustico. Grandi

Ma penso ai primi e tanto bistrattati Litfiba, ai Malfunk, ai Marlene Kuntz...tutta gente che se fosse anglofona, avrebbero riempito stadi ovunque. Proprio come accade per i Lacuna coil che con il loro albuma Comalies ha addirittura sfondato quota 300.000 copie vendute nei soli States.

Per me c'è del buono in Italia  ma paga la lingua


A proposito di LAcuna Coil, cito un vecchio articolo di tal P. Giordano (di cui spesso mi capita di non essere d'accordo ed anche in questo articolo, ci sono passaggi che avrei evitato)

Citazioneacile dire Lacuna Coil. Qui in Italia il loro nuovo album Dark Adrenaline ha debuttato al diciottesimo posto su iTunes. Robetta, dopotutto. Negli States, sì negli Stati Uniti, è entrato subito sul quindicesimo gradino di Billboard, praticamente un botto visto che, giusto questa settimana, Talk that talk di Rihanna è al diciassettesimo.
Ingrandisci immagineIl bello è che i Lacuna Coil sono del tutto italiani, milanesi per la precisione, e che la cantante Cristina Scabbia, ha appena partecipato al disco di Enrico Ruggeri sotto l'egida Rezophonic, uno degli ensemble più creativi ma più sottovalutati dell'intera storia della della musica popolare italiana. Un caso clamoroso di snobismo. Sì ma i Lacuna Coil sono metal, si dirà. No, sono rock, duro e puro. Ma pur sempre rock, mica etnojazz di nicchia. E le radio italiane se ne dimenticano. Di più: anche i giornali e le tv di casa nostra li prendono sotto gamba. Sapete, non sono cantautori impegnati. Non hanno vezzi politici. Non partecipano ai talk show. Loro suonano. Ovunque. Prima di pubblicare il loro nuovo disco, hanno fatto un tour italiano che a differenza di molti altri è risultato tutto esaurito. E per lanciare questo Dark adrenaline negli Stati Uniti si sono imbarcati in un «Gigantour» con Megadeth e Motorhead che li ha portati persino al Madison Square Garden. Tutto esaurito, ça va sans dire. La cosa pazzesca è che nello Iowa o nel Michigan funzionano più che a Milano. Più spettatori. Più risonanza, come si dice?, mediatica. I Lacuna Coil sono un misterioso esempio di come l'italianità non riesca mai a traghettarsi fuori dal circuito musicale rigorosamente compreso tra pizza e mandolino, tra il belcanto alla Bocelli e le melodie mediterranee per nulla sorprendenti. Eppure è possibile. E loro, che non hanno pregiudizi, un po' ne risentono. Intanto spieghiamoci: avete presente gli Evanescence di Amy Lee? Quelli che hanno mescolato rock, symphonic metal e dark metal? I Lacuna Coil sono arrivati prima. E hanno una migliore resa sul disco. Per chiarire meglio, Cristina Scabbia riesce a essere una dark lady annullando quella distanza tra palco e realtà che spesso è il deficit delle band di questo tipo. E' un'icona, e si nota dalle copertine dei magazine che riesce a raccogliere in giro per il mondo, da Terrorizer in giù. Ed è una tosta, senza troppi grilli in testa, una di quelle che prima andiamo sul palco e poi ne parliamo. Forse è questo che in Italia non paga visto che qui prima ne parliamo e poi vediamo che cosa si può dire. «Il problema è culturale, l'Italia non è mai stato un territorio rock» ha detto qualche tempo fa a Tgcom 24. Ma non solo. Il problema è anche di location, ossia di luoghi dove una band come i Lacuna Coil possa spiegare fino in fondo quale tipo di musica suoni. Ce ne sono pochi. Watt a tutto spiano. Ma anche sfumature di chitarre, e distorsori quanto basta. Nel lungo percorso dalla new wave of british heavy metal di inizio anni Ottanta e dalla Siouxsie and the Banshess, i Lacuna Coil hanno raccolto la potenza delle chitarre e la malinconia della voce. Poi si sono fermati all'accordatura che gruppi come Machine Head e anche, volendo, Metallica o Pantera e persino Fear Factory hanno imposto alle chitarre soliste o ritmiche. E infine si sono messi sottobraccio la lezione enorme dei Type O Negative di Pete Steele, grande amico di Cristina Scabbia morto per arresto cardiaco nel 2010. Musica malinconica. Chiamatela dark, se volete. Oppure doom, se siete molto alternative. Ma questo è uno spartito che non ha confini, come dimostra Don Gilmore, che ha prodotto i Duran Duran ma anche il nuovo disco dei Lacuna Coil. Due estremi che coincidono. Oppure due definizioni diverse della stessa musica: di qualità, appunto.
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Max Maz il 04 Agosto, 2017, 09:56 AM
A me allontana il genere non la limgua che, al contrario, mi interessa moltissimo perché credo che,  per una parte importante della produzione musicale,  il testo conti più della musica.

Un esempio lampante?
Il primo Guccini che sul panorama internazionale posso avvicinare a Dylan.
Brani sovente, per me,  noiosi pur con le dovute eccezioni.
Voce fastidiosa.
Testi molto interessanti.
Alla fine lo ascolto per i testi.  :-[
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Elliott il 04 Agosto, 2017, 09:59 AM
Citazione di: Max Maz il 04 Agosto, 2017, 09:56 AM
A me allontana il genere non la limgua che, al contrario, mi interessa moltissimo perché credo che,  per una parte importante della produzione musicale,  il testo conti più della musica.

Un esempio lampante?
Il primo Guccini che sul panorama internazionale posso avvicinare a Dylan.
Brani sovente, per me,  noiosi pur con le dovute eccezioni.
Voce fastidiosa.
Testi molto interessanti.
Alla fine lo ascolto per i testi.  :-[

Io concordo per la parte cantautorale.

LA mia è stata una divagazione...rock  ;D
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: PaoloF il 04 Agosto, 2017, 10:01 AM
Un mondo che è stato, ed è tuttora distante dai miei ascolti abituali. Chissà un domani...
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: AlbertoDP il 04 Agosto, 2017, 10:17 AM
Come in diversi qui, ho ascoltato anch'io molta musica di cantautori. L'ho anche suonata: De André, Paolo Conte, Tenco, Dalla, Battisti, De Gregori, Ivan Graziani, Bennato, Branduardi, Cocciante, Battiato, e altri che ora non ricordo, li ho fatti dal vivo tante volte. Di questi, De André, Battisti, Paolo Conte e Battiato li ritengo una spanna sopra tutti (mia opinione personale, ovviamente  ::)), all'altezza dei più grandi artisti internazionali.
Certo, è difficile dare un'opinione "generale", considerato che il termine "cantautore" mette insieme un po' di tutto, segno di quanto fosse arretrata l'Italia in questo campo, quando i "cantautori" si sono affacciati nel mercato musicale.

Concordo con quello che dice Max su Guccini ma, per le stesse ragioni, non sono mai riuscito ad acoltarlo. La musica senza musica per me è... quasi nulla  ::) Anzi, scendendo sul tecnico, trovo che scrivere un testo in italiano "rispettando" la musica sia la cosa più difficile, molto più che farlo in inglese. De André, che in quanto a testi non è pinco pallo, diceva che spesso ha dovuto cambiare il senso di una canzone, perché le parole non suonavano bene ed era impossibile rendere quello che aveva in testa.

Sulla parte di Elliott dei gruppi...  :-\ Stavolta mi trovo meno d'accordo. Trovo i gruppi italiani molti più indietro dei cantautori. Principalmente, attribuisco questo fatto al tentativo di fare musica rock, senza averne la "sostanza" (come direbbe Keith Richards, c'è il rock, ma non c'è il roll  :laughing:) Ci sono le chitarre, la struttura del gruppo rock, testi non banali, ma tutto mi suona irrimediabilmente "provinciale". Ci sono eccezioni ovviamente  ::) (opinioni personalissime eh  ::))
Titolo: Re:Musica leggera e cantautorale italiana
Inserito da: Moreno Viola il 04 Agosto, 2017, 10:29 PM
Anche io appartengo alla categoria di quelli che vengono attratti principalmente dalla musica e solo in un secondo momento dalle parole, ma guardando alle discografie dei cantautori italiani, spesso è un'esigenza stessa dell'artista quella di equilibrare l'importanza di musica e parole.
Rispetto al periodo d'oro del cantautorato, gli arrangiamenti degli album di Guccini negli anni novanta erano certamente più curati e dal vivo Bandini/Tavolazzi/Tempera facevano faville per non parlare di De André o Fossati.
A mio parere la figura del cantautore di oggi però è molto più maturo in questo senso e ha orecchie molto più tese verso la musica in genere rispetto ai padri putativi, anche perché spesso viene da esperienze diverse.

Riguardo ai gruppi, io credo invece che esista una tradizione di tutto rispetto, ma paradossalmente le band nostrane iniziano con proposte che destano interesse per poi appiattirsi nella banalità quando tentano di sfondare ad un livello superiore.