Stamattina il tubo mi ha proposto uno dei soliti video "reaction" di gruppo (nel senso che qualcuno si è messo lì, ha raccolto tantissime reaction dello stesso brano e le ha messe assieme in un'unica schermata) di Bridge over Troubled Water e niente, l'ho visto.
Poi mi ha proposto la stessa cosa con vari brani dei Pink Floyd, dei Led Zeppelin, dei Dire Straits, degli Eagles, di John Lennon, ecc...
E mi sono reso conto di quanta bellissima musica abbiamo avuto noi crescendo.
Ovviamente, si sono formati i nostri gusti musicali su canzoni di questo tipo e giudicare quelle di oggi è per noi estremamente difficile se non impossibile, ma vorrei che faceste uno sforzo sincero e vi chiedeste: i miei figli (o in alcuni casi i miei nipoti) hanno tutta questa disponibilità di buona musica, oggi ? (ovviamente tralasciando che anche loro possono accedere a queste cose, ma penso che la maggior parte di loro non lo faccia)
Che ne pensate? Siamo come i nostri genitori che non capivano perché ascoltassimo i Pink Floyd e ci consigliavano i Ricchi e Poveri, oppure in qualche modo qualcosa è davvero cambiato?
Per me la risposta è sempre la solita.
Se metti su un'industria, i prodotti buoni arrivano a tonnellate, perché c'è l'organizzazione dell'offerta (ovvero gli artisti in una società non mancano mai, mai, quindi bisogna solo cercarli e investire su di loro sapendo bene che genereranno un profitto, e questo può farlo solo l'industria, non il crowdfunding o altre forme di elemosina) e c'è per forza una domanda, perché di fronte a una buona offerta la domanda (ossia il pubblico) ha sempre una buona reazione, sparpagliandosi tra i vari generi, sottogeneri e artisti. Ovviamente il grosso si concentrerà sul pop mainstream (che comunque avrà anche momenti di forte qualità, sempre per via della macchina industriale che crea un effetto moltiplicatore virtuoso), ma in questo modo avranno spazio tutti i generi, ben identificati e identificabili, perché il pubblico di riferimento non è una macchia indistinta di visualizzatori scrocconi, ma uno zoccolo duro di veri appassionati (veri, nel senso di materialmente esistenti in quanto pagano e comprano un prodotto che resta in casa, non un'evanescenza). Tutti prospereranno perché si farà di tutto per far incontrare domanda e offerta, e ognuna delle due influenzerà l'altra. Dai Beatles fino a Napster è questo ciò che è successo.
Dopodiché il crollo perché se deprimi l'industria rimangono schegge, materiale grezzo, eccezioni in mezzo a desolazione e cacofonia. E quando viene meno quel tipo di macchina (ricerca artista, investimento, prodotto di qualità, promozione, tour, festival, appassionati incentivati ad appassionarsi), scompare anche progressivamente la rilevanza culturale di un'arte, la centralità sociale di un'arte, la visibilità di un'arte. Una branca artistica e intrattenitiva intera, la musica, svanisce. E la gente devierà su altre cose, a prescindere che siano anche artistiche o meramente intrattenitive: cinema, libri, videogames, sport, che pure esistevano già prima, ma che coesistevano accanto alla musica, e che resistono ancora perché, a differenza della musica, hanno ancora una industria alle spalle e non sono state massacrate da una mancata tutela legale del copyright.
Quindi, se non ti ho frainteso, secondo te la qualità è scesa.
La ragione è nella macchina "discografia" e negli investimenti.
Ho capito bene? La cosa secondo me interessante (almeno per me al momento) è sopratutto la prima. Le motivazioni sono altrettanto interessanti, ma al momento cercavo di capire se io sono mio padre (o addirittura mio nonno) in ambito musicale oppure no.
Non so se mi sono spiegato... :-\
No, secondo la mia opinione tu non sei tuo padre. :laughing:
Ti sei spiegato benissimo.
Sì, la qualità è evaporata fino a prosciugarsi in un panorama desertico. Oggi il contratto (capestro, ma questo è un altro discorso) chiavi in mano te lo danno principalmente se vieni da un format tipo talent show, quindi col tuo pubblico come base di partenza (un po' la versione nobile del: ma quanta gente mi porti?) e il tuo viso già noto.
Un investimento quasi sicuro o comunque una spremitura di agrumi, per estrarre succo senza spenderci su troppo denaro, perché con le visualizzazioni non vi sarebbe ritorno sufficiente a ripagare. Infatti non hanno manco i soldi per farsi affiancare da musicisti bravi. Le basi striminzite se le fanno a casa. Altro che casa discografica chiama Quincy Jones perché ha un artista potenzialmente fortissimo e già promettente, tale Micheal Jackson, e Quincy chiama Lukather, il quale chiama Van Halen. Ci metti i soldi per investire per la distribuzione in tutto il mondo, e il successo è fatto: il talento c'è, i musicisti pure, il produttore c'è, la promozione è a tamburo battente, il pubblico è felice e paga. È tutto perfetto. Nella nicchia si formano case discografiche specializzate in altri generi, motown, bebop, r&b, thrash metal, guitar heroes ecc.
È il paradiso musicale in terra, la golden era. Non è esente da difetti (anzi, ne ha eccome), ma è il meglio possibile, almeno stando a quanto visto finora.
Se torniamo alla musica dei menestrelli o agli artisti dei jingle pubblicitari saranno contenti in tanti, ma sarà un'era meno golden. E i figli si andranno a comprare una racchetta o un videogame o addestreranno l'AI ecc.
Quindi, no, non sei tuo padre. La qualità è moribonda e le schegge rimaste sono atomizzate, grezze, coperte dalla cacofonia, potenziale inespresso.
Credo che ogni generazione viva la musica in modo diverso e personale.
Noi siamo cresciuti con canzoni che avevano un peso enorme nelle nostre giornate, mi ricordo i primi testi che raccontavano storie, melodie che ci restavano dentro, artisti che diventavano vere e proprie icone.
È normale che ci sembri di aver avuto più "fortuna" musicale.
Però i ragazzi di oggi ( e io non sono padre), hanno un mare sconfinato di musica a disposizione, forse troppo, e questo li porta a consumarla più velocemente e a viverla in modo meno "sacro" di come facevamo noi.
Detto questo, come diceva anche Robland riguardo gli artisti che non mancano mai, esistono artisti bravissimi, capaci di emozionare, ma magari non sono quelli che riempiono le classifiche.
Forse non è cambiata la qualità della musica in sé, ma il modo di fruirla e di cercarla.
Alla fine, probabilmente, sì: un po' siamo come i nostri genitori che non capivano i Pink Floyd. Ma la verità è che la musica che ti accompagna nell'adolescenza resta sempre "la più bella" della tua vita e sta cosa è sempre molto soggettiva.
Io sono abbastanza d'accordo con Robland, discorsi che qui e lá avevamo già affrontato... poi, sicuramente ci sono meno investimenti nella musica... tra i tanti motivi, uno, importante è che interessa meno rispetto a prima... oggi ci son tante cose da fare( ed un pó ci si perde...) figurati se i ragazzi trovano il tempo di appassionarsi ad uno strumento, riunirsi in un garage e passare ore a suonare... io vedo mio nipote che per lui la musica è la colonna sonora di un videogame... o del suo ultimo video da postare sui socisl... la musica non conta piú come qualche decina di anni fa... io ieri stavo giochicchiando con la chitarra e mi è venuta in mente Ti amo di Umberto Tozzi... che poi non è che ascoltassi Tozzi da bambino ragazzo... e son stato lí , con il looper ad inventar cose... ste robe le facciam noi... i giovani fanno altro
Citazione di: Donatello Nahi il 03 Ottobre, 2025, 02:06 PMIo sono abbastanza d'accordo con Robland, discorsi che qui e lá avevamo già affrontato... poi, sicuramente ci sono meno investimenti nella musica... tra i tanti motivi, uno, importante è che interessa meno rispetto a prima... oggi ci son tante cose da fare( ed un pó ci si perde...) figurati se i ragazzi trovano il tempo di appassionarsi ad uno strumento, riunirsi in un garage e passare ore a suonare... io vedo mio nipote che per lui la musica è la colonna sonora di un videogame... o del suo ultimo video da postare sui socisl... la musica non conta piú come qualche decina di anni fa...
Ma con l'interesse per la musica mica ci si nasce (mica siamo Beethoven). L'interesse per la musica è in buona parte indotto. Da cosa è indotto? Dall'ambiente sociale e dal contesto culturale. Io mi sono messo in un garage con gli altri perché quello era ciò che si faceva allora. Tuo nipote non lo fa non perché sia svogliato, pigro, apatico ecc., ma perché quella cultura ha iniziato a morire a fine anni novanta del secolo scorso, e ora, decenni dopo, è in fase di decomposizione avanzata.
Qualcuno certamente si riunirà ancora in un garage, ma sono schegge appunto, eccezioni. L'ambiente sociale attuale non vede più la musica come elemento di rilievo, perché morta quella macchina (quella che io chiamo industria) è crollato pian piano tutto il resto. Perché mai uno oggi dovrebbe andare in un garage a suonare? Per replicare un'attività intrattenitiva del passato? È come se quando avevo la loro età avessero preteso che mi mettessi a costruire un telegrafo (ok, esagero, ma è per dare l'idea).
Indotto significa che c'era tutto un ambiente collegato: la cassetta girava di mano in mano e te la davano facendoti capire, a te tredicenne tabula rasa senza inclinazione musicale alcuna, che era importante, rilevante. Lo diceva la tale rivista, il tale programma tv, la tale radio, il tuo migliore amico. Lo dicevano i manifesti che vedevi dei concerti e i negozi di musica e le vetrine dei negozi di strumenti, le band amatoriali che imitavano gli artisti ecc.
Tutto messo su grazie all'attività economica di una industria che otteneva un profitto vendendoti arte incisa su supporto materiale. Tutto qua.
I nostri guitar hero sono stati allevati perché generavano un profitto, che senza la protezione del copyright è crollato. Quindi non conviene più allevarli. Ecco perché ascoltiamo ancora loro, che man mano muoiono: perché non c'è ricambio generazionale in quanto la macchina si è fermata. Un Guthrie Govan, se gli fosse stato messo a disposizione dall'industria lo stesso budget di Satriani, avrebbe avuto più o meno la stessa lunghissima discografia. Invece non si investe in lui, perché non si può vendere quel che fa e ottenerne un profitto: pochi minuti dopo è già gratis su YouTube. E allora Govan è lasciato da solo, a sè stesso. Come lui una marea di artisti, e quindi niente contesto sociale e culturale adatto a dare alla musica un risalto che porti tuo nipote a ritenere importante la musica. Ed ecco che appunto i ragazzi si trovano altro da fare. Non possono mica ascoltare quello che vogliamo noi per farci contenti. Manca la musica della loro generazione perché non si può vendere lucrosamente.
Ovviamente potrei sbagliarmi di grosso o cogliere solo parte della questione. Solo mie teorie, un po' apprese dai libri letti e un po' sviluppate da me nel tempo.
Ma io son d'accordo con i tuoi discorsi, tra l'altro presi penso da fonti rilevanti... era per aggiungere delle sfumature... che è appunto il fatto che é crollato l'interesse in sè per la musica che è una delle concause per la mancanza degli investimenti da parte delle major... fermo restando che il punto centrale è che da Napster in poi, praticamente si ascolta la musica gratuitamente o pagando relativamente poco... ( abbonamenti vari...)
Naturalmente, ci fosse il buon Mariano non sarebbe d'accordo con questa visione che la qualitá é crollata... c'è da dire comunque che oggi le case discografiche stesse non sono piú indispensabili... ci si puó tranquillamente autoprodurre e pubblicare tutto su spotify o social vari... ma manca appunto una coordinazione, un filtro... un lavoro d'equipe...
:-\
Non so quanto quello che ha presentato
@robland sia "il motivo" del crollo qualitativo, personalmente temo di no. Credo anzi che il crollo dell'industria sia un effetto collaterale del fatto che sia calata la "qualità generale" e che siano cambiati i mezzi di fruizione, come accennavate con il fenomeno YouTube, cosa che ha modificato la percezione del valore della musica nelle nostre vite.
Perché dico questo? Perché vedo ancora stadi pieni per alcuni artisti e vedo che la gente si muove per poter vedere dal vivo quello che noi chiamavano concerto, ma che oggi forse dovrebbe essere definito in altro modo perché più che altro è una coreografia di gente che si struscia su una musica di bassa qualità e dal dubbio gusto.
Anche l' andazzo che ha preso la musica italiana (anzi , credo sia quella maggiormente toccata rispetto al passato) devo dire che personalmente non lo apprezzo e mi dispiace proprio. Io già criticavo gli artisti del mio tempo e non ascoltavo molto, ma adesso sembra che stiamo scivolando in una sorta di "macchietta popolare" terribile.
Non so... non voglio rientrare in quel personaggio di vecchio nostalgico che impreca contro le novità o i cambiamenti. Non mi sento così. Tuttavia.. temo sia proprio così, almeno sul fronte musicale. :old:
Citazione di: Donatello Nahi il 03 Ottobre, 2025, 06:01 PMNaturalmente, ci fosse il buon Mariano non sarebbe d'accordo con questa visione che la qualitá é crollata... c'è da dire comunque che oggi le case discografiche stesse non sono piú indispensabili... ci si puó tranquillamente autoprodurre e pubblicare tutto su spotify o social vari... ma manca appunto una coordinazione, un filtro... un lavoro d'equipe...
Ovviamente nessuno dei nostri commenti è esaustivo, cogliamo una parte di realtà. Mariano ad esempio fa benissimo a ricordarci che il talento esiste ancora e si esprime in tanti album coperti dalla valanga di pubblicazioni attuali. E qui arrivo io: pubblicazioni nessuna delle quali spicca perché dietro c'è il nulla, se non un anonimo tizio che col fai-da-te ha messo il suo lavoro online.
Parlavo di induzione perché noi invece siamo stati il risultato di un bombardamento mediatico musicale senza precedenti e senza nulla di paragonabile oggi.
Se vai per strada e chiedi a un adulto se pensa che Bowie sia un grande artista, ti dirà sì senza dubbio, senza nemmeno conoscere più di due suoi brani. Perché è l'opinione che si è imposta tramite un bombardamento del suo nome e della sua immagine. Chiudilo dentro una stanzetta, fagli pubblicare l'album d'esordio e vedi che fine fa il suo talento... perso, completamente sprecato. Nessuno che vada ad investirci su. Quando invece è stato destinatario di campagne pubblicitarie di fior di milioni di sterline, comprese gigantografie della sua immagine al centro di Londra e la distribuzione dei suoi album in ogni negozietto di cassette, vinili e cd di ogni angolo del mondo.
Il caso più eclatante? Appetite for destruction: oggi è il più celebre disco d'esordio nella storia della musica popolare. Ma all'uscita sembrava destinato ad essere un flop, non se lo calcolava nessuno. Poi un sacco di pressioni della casa discografica affinché passasse su MTV, e lì la sua qualità intrinseca con brani davvero memorabili riff pazzeschi e assoli in abbondanza e la produzione perfetta di Clinck ha potuto incontrare l'ascolto di centinaia di milioni di persone.
Ancora oggi tantissimi della mia generazione ricordano il nome Héroes del silencio, band rock spagnola che appunto tantissimi conoscono senza manco averla ascoltata: la pubblicità in TV era tantissima. Sì, ai miei tempi la pubblicità dell'uscita degli album della case discografiche più danarose passava in TV. Così come la EMI fece con OK Computer dei Radiohead, col sottofondo di Karma Police. Gli Héroes del silencio non erano nessuno, infatti solo scomparsi, però ce li hanno infilati nella testa e ci rimangono dopo quattro decenni.
Questa è l'origine dell'induzione. Poi io lo dico a te che lo dici a tuo fratello ecc. Tuo fratello non crederà a me ma accenderà la radio e troverà conferma, o nella rivista, o perché la band viene in tour o perché glielo dice un altro amico.
Così nasce, a mio parere, la rilevanza sociale di un'arte, il contesto culturale e la visibilità mediatica. Noi abbiamo vissuto quell'epoca che ci ha incastonato la musica dentro rendendoci appassionati.
Oggi tuo nipote vive in una landa musicale desolata perché il rubinetto dell'acqua ha visto il suo flusso drasticamente ridursi appena Napster ha reso possibile la condivisione gratuita e la legge ha detto che andava bene così.
Citazione di: Vu-meter il 04 Ottobre, 2025, 08:04 AMnon voglio rientrare in quel personaggio di vecchio nostalgico che impreca contro le novità o i cambiamenti. Non mi sento così. Tuttavia.. temo sia proprio così, almeno sul fronte musicale. :old:
But then I remind myself I don't want to end up as an angry old man snarling at the world from his porch, so I smile and shrug it off. 🙂
Citazione di: elzeviro il 04 Ottobre, 2025, 03:04 PMBut then I remind myself I don't want to end up as an angry old man snarling at the world from his porch, so I smile and shrug it off. 🙂
Sono i versi di un brano?
in effetti sarebbe una bella idea,
no, l'altro giorno sul Forum Delcamp Inglese si parlava piú o meno della stessa cosa, e mi era piaciuta questa risposta di un utente.
sono molto d'accordo con te comunque su questo argomento
Io conosco personalmente ventenni con una più che buona cultura musicale, chiaramente contaminata anche da musica moderna del loro tempo, sia giovani a cui non frega assolutamente niente e si annoiano subito. Non si può fare di tutta l'erba un fascio, varia da individuo e individuo, come da personalità a personalità.
C'è una ragazzina dove lavoro io, di appena 19 anni, fan sfegatata dei Beatles e del rock che fu, chiaramente con contaminazioni, ma di giovani vogliosi di scoprire ciò che c'è stato ce ne sono
Citazione di: Ombra/luce il 21 Ottobre, 2025, 09:56 AMdi giovani vogliosi di scoprire ciò che c'è stato ce ne sono
Concordo. Nel 99% dei casi la responsabilità di una situazione non positiva ricade su chi ha preparato il terreno e posto le premesse, non su chi ci si trova a vivere. Ergo sono gli adulti di oggi a doversi fare l'esame di coscienza su sé stessi, sulla gente che gli sta intorno e sui loro figli.
Non dimenticherò mai le parole di Ricky Portera in una intervista. Erano più o meno queste: mia madre una volta al mese mi portava al negozio di dischi a comprare un album.
Per me questo significa seminare bene, a prescindere poi dal genere a cui ognuno finirà per affezionarsi.
Citazione di: robland il 21 Ottobre, 2025, 10:18 AM.. mia madre una volta al mese mi portava al negozio di dischi a comprare un album.
Per mia madre erano soldi buttati. In compenso mio padre mi comprò per 400.000 lire la prima pianola a 14 anni
Riprendo il topic perché solo oggi ho letto un interessantissimo articolo de "Il Post" (giornale online gratuito indipendente italiano) che consiglio a tutti i curiosi dell'argomento. Vi ho trovato molte risposte che condivido da tempo. Credo, anche, ci sia la risposta al primo quesito posto dal buon Vu! ;D
Perché rispetto al novecento siamo meno creativi? (https://www.ilpost.it/2026/01/14/david-marx-crisi-cultura-xxi-secolo/)
Ottimo, grazie. :thanks:
Secondo me siete un pó troppo legati ai canali comunicativi con cui siete cresciuti (radio tv riviste....) che ormai sono medium dove compare poco la qualità
Io ho scoperto un sacco di artisti che sono diventati ta I miei preferiti da Spotify, Instagram perfino tik tok. Idem su altra roba da guardare Ome film o serie tipo netflix
Certo che nei medium più "maturi" circola al 99,9% roba pessima. C'è comunque un enorme dispersione, e in Italia, tanto tanto provincialismo
Io sono abbastanza daccordo con Mariano. C'è una quantità di spazzatura che fa paura.
Però, penso che tranne in pochi casi, la musica che ascoltavamo da bambini/ragazzi era rumore senza senso per i nostri genitori.
Oggi per noi la trap et simila è rumore.
Io ricordo ancora una "discussione" che ebbi con mio padre, sulla differenza tra Roberto Murolo e Perl Jam. Ma ricordo anche una discussione che ho avuto con la figlia (16 anni) di mio cugino a proposito di Tony Effe ( :'( )
Di sicuro (credo) i discografici hanno capito che rende di più una ragazzotta in mutante che ansima su un palco che una ragazzotta che ci sa fare con la chitarra, quindi la prima vende ed è sempre in TV a pontificare, la seconda si lamenta che su youtube la seguono tutte persone non giovani come lei.
E io faccio il paragone con la letteratura: se entrate in una libreria trovate il 99% di libri di pseudo-scrittori, che nella vita fanno altro, ma devono per forza scrivere qualcosa.
Secondo il mio modesto parere, siamo in una fase di transizione, come quando è scoppiato il fenomeno del glam rock, che ha prodotto il nulla condito con il niente, fino a David Bowie
Io invece non mi trovo d'accordo con Mariano, che ragiona da specialista e non da pubblico (e non intendo il pubblico-massa, ma anche quello medio-colto).
A parte che riviste, radio e tv non sono più da almeno un paio di decenni i mezzi da cui trarre ispirazione per scovare nuovi artisti, il punto non è dove prenderli, ma il fatto che non ci sia ampia condivisione.
Mi spiego perché è una frase equivocabile facilmente.
È ovvio che se scovo un tizio su Instagram avrà comunque un seguito, quindi sicuramente lo stai condividendo con altri che stanno un po' sparsi per il mondo, ma non c'è più nulla che gli dia un rilievo tale per cui anche il tuo vicino di casa o comunque la cerchia dei tuoi amici lo starà ascoltando, tale per cui vi scambierete qualcosa, tale per cui andrete insieme a una data del tour.
Praticamente la maggioranza (ho detto la maggioranza, mica tutti) di questi tizi vive su Instagram, non esce da lì, o esce ma non va lontano. E comunque tra due mesi già tutti si saranno spostati su altro (tutti = il pubblico medio-colto), perché è nella natura dei social.
Finché sei uno "specialista" va benissimo così: prelevi dall'ascolto quello che ti interessa e lo fai tuo. Ma se sei pubblico non funzionerà mai davvero questo sistema (e infatti è un marasma senza né capo né coda).
E mi spiego meglio. Il bello degli AC DC (faccio un nome a caso come potrei farne altre centinaia al posto loro) non è solo la musica degli AC DC in sé. Quella è la sostanza ma non basta mica. Quello che rende la musica un ingrediente di rilievo in una società (e non per un gruppetto di specialisti) è che tu ascolti gli AC DC, poi incontri un amico e anche lui scopri che ascolta gli AC DC! Ed è bello. Poi li passi a un amico e pure lui diventa fan degli AC DC. E intanto questi AC DC anno dopo anno crescono, fanno i tour. E tu non solo ascolti gli AC DC ma SAI che sti tizi contano. Questo è molto importante in una società: il riscontro, il rilievo, la diffusione. Al punto che molti di questi sono diventati icone, guitar hero, attori, personaggi, modelli per generazioni di giovani.
Ho detto AC DC ma potevo tranquillamente dire Pat Metheny.
Oggi invece scovi tale Eric Gales, ti piace, lo porti tramite youtube sul forum (qualcuno forse lo ascolta), gli amici tuoi ascoltano tutt'altro, il resto della società medio-colta a stento conoscerà il suo nome. Non andrà MAI a finire nel repertorio della tua cover band, capisci? MAI.
Di tutti questi tizi che gli specialisti scovano in giro per i social NESSUNO farà mai la tribute band.
(È già un miracolo se costui o costoro faranno un album).
Non funziona perché manca un sistema che li elevi e li metta su un piedistallo come ha funzionato per decenni. È solo così che si crea vera condivisione, concreto rilievo nella società, piacere di scambiare opinioni e di sapere che quello che ascolti conta.
A prelevare le cose dai social in modo proficuo saranno in pochissimi. Gli altri useranno quella roba come un ascolto usa e getta.
I nuovi Aerosmith non nasceranno mai da lì. Nemmeno i nuovi Van Halen o gli Smiths, ma nemmeno i Weather Report.
A sto punto tanto di cappello a un ragazzo come Ultimo di cui non conosco un brano, ma che almeno riesce ad aggregare una generazione. Il punto non è se tizio mi piace o no, ma che riesca ad emergere dando voce a tanti, e che riesca a durare. Sotto ai video di YouTube delle band storiche troverai commenti che dicono: ascoltarli mi ha salvato la vita/è la colonna sonora della mia giovinezza ecc. Segno che il sistema che ha generato questa musica è riuscito a dare loro tanto rilievo (ovviamente se è musica che già da sé è potenzialmente pronta a rappresentare tante persone). Mi sembra difficile che tizio sui social dia voce a una generazione come fosse un De Andrè o un Dalla o uno Springsteen o un Elton John. Perché tizio, anche se avesse le stesse loro qualità (e sicuramente tanti le avranno), sta in un contenitore basato sull'usa e getta e non può manco vendere un album che ne alimenti la carriera. Se è fortunato finirà al massimo in una playlist su Spotify. Nei commenti sui social qualcuno sicuramente scriverà: mi ha salvato la vita ecc., ma già tra una settimana quei commenti saranno affogati in una tonnellata di altro materiale.
Sarò assolutamente impopolare:
io sono quasi contento che le cose siano andate in questo modo.
Mi spiego meglio: devo dire che nel tempo, ho svalutato grandemente coloro che ammiravo a dismisura, quasi come fossero dei supereroi, ossia i musicisti che amavo in gioventù.
Mi sono addirittura sentito come se mi avessero preso in giro. Ho realizzato che erano bravi musicisti e/o bravi song writer, ma che questo non era un valore immenso, come pensavo da giovane.
Da giovane credevo che scrivere buona musica fosse un superpotere. Ora credo sia una cosa tecnica che si impara e non c'è nulla di "magico", in questo processo.
Per cui dal piedistallo inarrivabile sopra cui li avevo posti, i miei beniamini sono scesi sostanzialmente al mio stesso livello. Certo, io non ho le loro qualità, ma non sono più inarrivabili. Sono bravi, lo riconosco. Ma è una bravura che non genera più in me niente altro che una certa dose di ammirazione, niente di più.
Questa transazione è dovuta a molti fattori. Quello che mi sembrava oro, oggi è poco più di ottone a motivo, spesso, delle loro stesse dichiarazioni a riguardo: di come hanno realizzato certe opere, dei motivi che li spingevano a farlo, dei metodi messi in gioco per realizzarle.
Insomma, potremmo dire che sono un disilluso. Rispetto chi la vede diversamente da me, ma penso che una volta che hai visto, non puoi più non vedere, se mi passate il parallelismo.
Citazione di: Vu-meter il 28 Agosto, 2026, 08:57 AMSarò assolutamente impopolare:
io sono quasi contento che le cose siano andate in questo modo.
Mi spiego meglio: devo dire che nel tempo, ho svalutato grandemente coloro che ammiravo a dismisura, quasi come fossero dei supereroi, ossia i musicisti che amavo in gioventù.
Mi sono addirittura sentito come se mi avessero preso in giro. Ho realizzato che erano bravi musicisti e/o bravi song writer, ma che questo non era un valore immenso, come pensavo da giovane.
Da giovane credevo che scrivere buona musica fosse un superpotere. Ora credo sia una cosa tecnica che si impara e non c'è nulla di "magico", in questo processo.
Per cui dal piedistallo inarrivabile sopra cui li avevo posti, i miei beniamini sono scesi sostanzialmente al mio stesso livello. Certo, io non ho le loro qualità, ma non sono più inarrivabili. Sono bravi, lo riconosco. Ma è una bravura che non genera più in me niente altro che una certa dose di ammirazione, niente di più.
Questa transazione è dovuta a molti fattori. Quello che mi sembrava oro, oggi è poco più di ottone a motivo, spesso, delle loro stesse dichiarazioni a riguardo: di come hanno realizzato certe opere, dei motivi che li spingevano a farlo, dei metodi messi in gioco per realizzarle.
Insomma, potremmo dire che sono un disilluso. Rispetto chi la vede diversamente da me, ma penso che una volta che hai visto, non puoi più non vedere, se mi passate il parallelismo.
Ma sei la stessa persona che ha scritto il post iniziale? :-\
Eccolo:
"Stamattina il tubo mi ha proposto uno dei soliti video "reaction" di gruppo (nel senso che qualcuno si è messo lì, ha raccolto tantissime reaction dello stesso brano e le ha messe assieme in un'unica schermata) di Bridge over Troubled Water e niente, l'ho visto.
Poi mi ha proposto la stessa cosa con vari brani dei Pink Floyd, dei Led Zeppelin, dei Dire Straits, degli Eagles, di John Lennon, ecc...
E mi sono reso conto di quanta bellissima musica abbiamo avuto noi crescendo.
Ovviamente, si sono formati i nostri gusti musicali su canzoni di questo tipo e giudicare quelle di oggi è per noi estremamente difficile se non impossibile, ma vorrei che faceste uno sforzo sincero e vi chiedeste: i miei figli (o in alcuni casi i miei nipoti) hanno tutta questa disponibilità di buona musica, oggi ? (ovviamente tralasciando che anche loro possono accedere a queste cose, ma penso che la maggior parte di loro non lo faccia)
Che ne pensate? Siamo come i nostri genitori che non capivano perché ascoltassimo i Pink Floyd e ci consigliavano i Ricchi e Poveri, oppure in qualche modo qualcosa è davvero cambiato?"
Eheheheh! :D Dagli ultimi commenti arguisco che in realtà nessuno ha ancora letto l'articolo che ho citato nell'ultimo mio post. Datemi un attimo fiducia, leggetelo e vedrete che c'è anche chi studia la questione di cui oggi piacevolmente dibattiamo e c'ha scritto dei saggi, offrendo prospettive e interpretazioni che magari già condividiamo, ma non lo sappiamo ancora ::)
Citazione di: robland il 28 Agosto, 2026, 10:14 AMMa sei la stessa persona che ha scritto il post iniziale? :-\
Sembra assurdo, forse. Però sì, sono sempre lo stesso.
Io amo profondamente un certo periodo musicale, l'ho detto e non mi vergogno, ma il mio amore ora è solo amore. Ho perso (da almeno 2 decenni) quel "gusto magico" che provavo nell'ammirare i nostri amici musicisti di spessore.
Non vorrei essere frainteso: l'ammirazione è rimasta. Forse prima potevo essere frainteso perché ho detto:
" i miei beniamini sono scesi sostanzialmente al mio stesso livello.". Io non sono certo al livello di certa gente che ho amato e ho amato ancora a livello musicale e non ci arriverò mai. Intendevo dire che sono scesi da quel piedistallo inarrivabile sopra cui li avevo posti. Ora per me sono solo persone che hanno più talento di me. Non sono più "semi-divinità aliene".
Sono al mio livello nel senso che mi rendo consto che sono solo persone. Certo, è una cosa che ho sempre saputo, ma io gli attribuivo qualcosa in più. Super-persone? Possiamo dire così?
Spero sia un po' più chiaro.
Fermo restando che hanno prodotto cose che io non avrei MAI potuto produrre, neanche nei miei sogni più deliranti.
Non so se sono riuscito ... :-\
Citazione di: Prosit il 28 Agosto, 2026, 10:34 AMEheheheh! :D Dagli ultimi commenti arguisco che in realtà nessuno ha ancora letto l'articolo che ho citato nell'ultimo mio post. Datemi un attimo fiducia, leggetelo e vedrete che c'è anche chi studia la questione di cui oggi piacevolmente dibattiamo e c'ha scritto dei saggi, offrendo prospettive e interpretazioni che magari già condividiamo, ma non lo sappiamo ancora ::)
L'avevo letto, Prosit, perché sono un grande estimatore de Il Post (nella mia cerchia sono tutti abbonati ai loro podcast, e ci scambiamo costantemente puntate di Globo, Morning, Bordone ecc.).
Però a mio parere, sulla questione del commerciale e del successo l'autore di quel libro compie due errori: da una parte si concentra molto sull'effetto anziché sulla causa, dall'altra è proprio un discorso che ritengo fuorviante (e infatti condivido le critiche che gli vengono mosse alla fine dell'articolo da altri critici).
Condivido invece la parte in cui parla del sistema mediatico attuale come poco adatto a generare qualità (e infatti il mio commento quassù parla proprio di questo).
Ovviamente per onestà devo dire che le mie opinioni in merito non nascono certo da mie intuizioni geniali, ma da una lettura di libri che ormai prosegue da un decennio, grazie ai quali mi è diventato molto più chiaro come ha funzionato il mercato musicale e da dove viene ciò che tanto abbiamo amato in questi anni.
Dopodiché è un dibattito sempre aperto e rimango sempre alla caccia di argomentazioni e considerazioni diverse.
Citazione di: Vu-meter il 28 Agosto, 2026, 11:57 AMSembra assurdo, forse. Però sì, sono sempre lo stesso.
Io amo profondamente un certo periodo musicale, l'ho detto e non mi vergogno, ma il mio amore ora è solo amore. Ho perso (da almeno 2 decenni) quel "gusto magico" che provavo nell'ammirare i nostri amici musicisti di spessore.
Non vorrei essere frainteso: l'ammirazione è rimasta. Forse prima potevo essere frainteso perché ho detto: " i miei beniamini sono scesi sostanzialmente al mio stesso livello.". Io non sono certo al livello di certa gente che ho amato e ho amato ancora a livello musicale e non ci arriverò mai. Intendevo dire che sono scesi da quel piedistallo inarrivabile sopra cui li avevo posti. Ora per me sono solo persone che hanno più talento di me. Non sono più "semi-divinità aliene".
Sono al mio livello nel senso che mi rendo consto che sono solo persone. Certo, è una cosa che ho sempre saputo, ma io gli attribuivo qualcosa in più. Super-persone? Possiamo dire così?
Spero sia un po' più chiaro.
Fermo restando che hanno prodotto cose che io non avrei MAI potuto produrre, neanche nei miei sogni più deliranti.
Non so se sono riuscito ... :-\
Il tema però non era "consideriamo ancora gli artisti dei supereroi o dei profeti?". Su questo e sull'idolatria concordo con te (e immagino lo pensiamo tutti, quindi è un pensiero tutt'altro che impopolare), non fosse altro che siamo adulti.
Il punto è che senza quel sistema che li ha messi su un piedistallo (cosa che effettivamente presenta anche aspetti molto deleteri, anche per loro oltre che per il pubblico!), non avremmo avuto quasi niente di ciò che anche tu ami, a partire dagli album ma non solo: anche le nostre infinite discussioni su ampli, pedali e chitarre. È un mercato enormemente boostato dall'hype generata dagli artisti "piedistallati" :D
Ovviamente sta a noi non farci prendere la mano da un'emulazione eccessiva quanto comica degli "eroi" e adeguare la strumentazione alle nostre esigenze.
Citazione di: Prosit il 21 Agosto, 2026, 04:03 PMRiprendo il topic perché solo oggi ho letto un interessantissimo articolo de "Il Post" (giornale online gratuito indipendente italiano) che consiglio a tutti i curiosi dell'argomento. Vi ho trovato molte risposte che condivido da tempo. Credo, anche, ci sia la risposta al primo quesito posto dal buon Vu! ;D
Perché rispetto al novecento siamo meno creativi? (https://www.ilpost.it/2026/01/14/david-marx-crisi-cultura-xxi-secolo/)
io l'ho letto, inutile dire che non condivido neanche una parola :laughing:
Citazione di: Mariano il 28 Agosto, 2026, 06:22 PMio l'ho letto, inutile dire che non condivido neanche una parola :laughing:
Che tu non condivida neanche una parola dell'articolo che ho citato mi fa solo piacere, le opinioni diverse sull'argomento arricchiscono la discussione.
Che tu ritenga inutile dirlo invece mi dispiace. :laughing: